Enna. Settimana Santa: il silenzio e i Misteri della Passione

Inserita da il Feb 14th, 2013 e archiviata in *Home Gallery Foto 1, Settimana Santa Enna, Video. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Ogni anno per la Settimana Santa si rinnovano ad Enna tradizioni e costumanze che trovano le loro radici profonde in ritualità risalenti a diversi secoli fa.
Sicuramente è il momento più suggestivo per visitare Enna.

Le confraternite convergono da ogni punto della città, le strade accolgono la toccante e suggestiva rappresentazione della Passione di Cristo.

Suggestive sono le sfilate variopinte dei confrati che dalla Domenica delle Palme al Mercoledì Santo si recano al Duomo cittadino per la rituale ora di adorazione così sentita da connotare la vita delle confraternite nella stessa denominazione di “Ore” loro popolonamente attribuite.

 L’emozione che accompagna i cortei dei confrati, dalla variopinta divisa di spagnolesca memoria, raggiunge il culmine il Venerdì Santo in occasione della Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata che avanzano nei loro fercoli dorati risplendenti dei riverberi di mille luci.
Il silenzio raccolto e corale è sublimato dalle commoventi note di cadenzate marce mentre quasi tremila confrati ripercorrono mestamente antichi tragitti rischiarate dalle tremole fiammelle di migliaia di candele.
Anche se sono cadute in disuso l’accorato canto delle “lamentanze”, la “Discesa della Croce”, l’allestimento delle luminose “piramidi” e la mostra di scene evangeliche legate alla Passione artisticamente delineate, la Processione del Venerdì Santo ennese mantiene intatto il suo fascino di totale adesione, mistica e coinvolgente, a cerimonie ispirate da una fede profonda e devozione sincera.

 Le processioni della Settimana Santa a Enna con le confraternite degli incappucciati che sfilano in un’atmosfera di pietà popolare e suggestione spirituale, crea momenti di grande religiosità che puntuale annualmente si ripete.
 

E’ impossibile risalire con esattezza all’anno in cui ebbe inizio la prima processione. Quasi certamente furono gli spagnoli, nel XVI secolo, a importare dalla madrepatria i costumi, l’atmosfera e la ritualità.

I confrati, tutti incappucciati creano una particolare atmosfera. Il corteo passa attraverso la gente, cala un silenzio attonito, i passi lenti, esaltano una scenografia di dolore. Collettivamente viene vissuto un profondo senso del sacro, solo il lamento doloroso delle musiche processionali, scritte da musicisti locali, rompe il raggelante silenzio.


Dalla Domenica delle Palme al Mercoledì Santo le Confraternite si recano in processione al Duomo, ognuna nel giorno e nell’ora stabilita, secondo le tradizioni che si tramandano ormai da oltre quattro secoli, per compiere il momento di adorazione Eucaristica.

 La confraternita, intesa come istituzione civile e religiosa, ognuna era un organo di potere che partecipava all’amministrazione dei beni pubblici con specifici compiti e determinati privilegi. Alcune di esse si fregiavano dei titoli di Venerabile, Regale, Nobile, che Papi e Sovrani elargivano con munificenza regale. Nel 1860 furono emanate dal regno d’Italia delle leggi con le quali venivano sciolte le confraternite; furono in seguito trasformate in associazioni esclusivamente religiose.

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Particolare attenzione viene rivolta il giorno del Venerdì Santo a chi assiste alla processione ai Misteri, che contribuiscono ad imprimere nella memoria momenti così intensi che solo il Venerdì Santo sa suscitare.  Dalla chiesa di S.Leonardo la Confraternita della Passione porta, secondo un ordine ben preciso lungo le due file, dei vassoi con i simboli che fanno rivivere il sacrificio di Gesù. Sul lato sinistro: la lanterna che guidò i soldati ai Getsemani, la spada con cui S.Pietro taglio l’orecchio di uno dei soldati, un guanto che vuole significare le mani di Ponzio Pilato, la corona di spine poste sul capo di Gesù, i flagelli con i quali fu frustato, il tamburo che segnò il tragitto dell’ascesa al Calvario, il velo della Veronica che servì per asciugare il volto insanguinato del Cristo morto, i chiodi con i quali fu crocifisso, la scritta INRI posta sulla sommità della croce, i dadi che furono usati dai soldati romani per tirare a sorte le vesti da contendersi, la lancia (in piccola dimensione) con la quale fu squarciato il torace e la scala, anch’essa in miniatura, con la quale fu deposto dalla croce.
Sul lato destro: il calice con cui Gesù accetto nell’orto degli ulivi, la borsa con i trenta denari per i quali Giuda tradì il suo maestro, le funi con cui fu legato, il mantello rosso che coprì Gesù nel pretorio, una miniatura di una colonna di marmo che ricorda dove fu frustato, la canna che gli fu messa tra le mani, la bacinella e la brocca con cui Ponzio Pilato si lavò le mani, la croce (in dimensione ridotta) che fu caricata nelle spalle di Gesù, la veste inconsuntile (tessuta da cima a fondo senza cuciture), il martello che servì per conficcare i chiodi, la tenaglia che servì per togliere i chiodi, la spugna imbevuta di aceto e fiele che gli fu data per dissetarsi e il sudario nel quale fu avvolto rima di essere deposto nel sepolcro.
Ma fra tutti i MISTERI uno attira l’attenzione più di tutti: il gallo, narcotizzato leggermente con del vino, ma vivo e vegeto, ornato con nastri multicolori, che ricorda quando canto due volte dopo che S.Pietro rinnegò per tre volte di conoscere Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 

Video del Centro Video Mediterraneo di Enna relativi alla Settimana Santa e la Pasqua ennese. Regia di Paolo Andolina

Riservati tutti i diritti – copyright (P) 1996 – Centro Video Mediterraneo











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