Enna. Settimana Santa: le processioni delle Confraternite

Inserita da il Feb 14th, 2013 e archiviata in *Home Gallery Foto 1, Settimana Santa Enna. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.


DOMENICA DELLE PALME
L’orario ed il giorno della Settimana si riferisce alla partenza dalla Chiesa omonima per l’Ora di adorazione al Duomo
ore 16,00 Collegio dei Rettori
ore 17,00 Maria SS. del Rosario (S.Giovanni)
ore 18,00 SS. Passione SS.Crocifisso di Pergusa
ore 19,00 SS. Salvatore

COLLEGIO DEI RETTORI
Documento di costituzione: decreto del 1714 del Viceré di Sicilia Conte Annibale Maffei.
Insegna: labaro in stoffa su cui sono rappresentate le quindici Confraternite.
Cenni storici: alla sua fondazione venne chiamato. “Consiglio Economico delle Corporazione Religiose”. Fu sospeso nel 1783 dal Viceré Domenico Caracciolo, il quale era preoccupato per l’eccessiva ingerenza del Collegio negli affari pubblici.
In quegli anni il Collegio si recava a fare l’Ora di adorazione in Duomo la domenica mattina; preceduta dai mazzieri, la processione muoveva dalla Chiesa di S. Antonio “de la Plaza” che si trovava di fronte al Monastero delle Ree Pentite al Piano delle Case Grandi.
Il rettore della Confraternita dei ‘Cordigeri’ sosteneva un maestoso Crocifisso con un Cristo in legno a rilievo e a grandezza naturale. Alle mani di Gesù erano legati molti nastri di seta di diversi colori, corrispondenti a quelli delle mantelline delle Confraternite che venivano retti da tutti i partecipanti alla processione.
Era una raggiera multicolore che univa alla Croce i vari componenti del Collegio. Il Collegio dei rettori riprese l’attività il 26 giugno 1944 con lo scopo di tutelare gli interessi comuni delle Confraternite, di collaborare, decidere ed approvare le innovazioni che di anno in anno vengono deliberate in materia di attività religiose che investono tutte le Confraternite.
Oggi, ogni ‘Terziglia’, formata da un Rettore con i relativi assistenti di tutte le Confraternite, rispettando un ordine ben preciso, si reca con la propria insegna al Duomo per l’Ora di adorazione al SS.Sacramento.

COMPAGNIA DI MARIA SS. DEL ROSARIO
Nata nel 1552 come Compagnia dei Bianchi, si unisce nel 1732 a quella del SS. Sacramento del quale assume l’ abito. Solamente i confrati appartenenti ad un ceto nobiliare potevano assistere i condannati a morte durante il trapasso e curarne la sepoltura. Le due Compagnie si divisero nel 1754 e si riunificarono nello stesso anno. A causa di nuovi dissidi sorti tra lw due Congreghe, avvenne una nuova scissione il 9 maggio 1763. La Compagnia dei Bianchi fu sciolta nel 1782, anno in cui fu abolito il “Santo Uffizio”.

Ricomparve tre anni dopo con l’ attuale denominazione ed ebbe sede presso la Chiesa di S. Domenico, attuale parrocchia di S. Giovanni Battista. Nuovamente sciolta nei primi anni del 1900, è stata ricostituita nel 1932. La Compagnia di Maria SS. del Rosario è la prima congrega a compiere l’ ora di adorazione.

COMPAGNIA DELLA SS. PASSIONE
confpassioneFu fondata come Compagnia dell’ Acerba e Sacrosanta Passione di Nostro Signore Gesù Cristo nel 1660, con bolla del viceré di Sicilia. Inizialmente i suoi membri erano trentatre, quanti gli anni di Gesù, e ciascuno di essi svolgeva un preciso compito istituzionale all’ interno della Congrega. Il primo Rettore fu Carlo Gallina e i primi due Assistenti Angelo Di Gangi e Tommaso Cammarata, mentre l’ Assistente Ecclesiastico fu don Francesco Seminatore, parroco di S. Leonardo. Poteva far parte della Compagnia chi, essendo cattolico e di buona morale, era capace di aiutare i poveri da vivi e seppellirli da morti. Nel corso dei secoli la confraternita non ha mutato i propri fini statutari ma ha acquisito privilegi quali precedere le altre confraternite nelle processioni, scortare l’ Urna del Cristo Morto, reggere le aste del baldacchino ed infine portare durante la processione del Venerdì Santo i ventiquattro Misteri.

CONFRATERNITA DEL SS. CROCIFISSO DI PERGUSA
confcrocifisso
La Confraternita del SS. Crocifisso di Pergusa (Enna), fu fondata nel 1973 dai “Lacari”, figli di coloro che diedero origine all’ antica festa “do’ Signuruzzu du lacu”, spinti dal desiderio di partecipare ai riti della Settimana Santa Ennese, di continuare a tramandare la tradizione dell’ antica festa con la suggestiva traversata del Crocifisso sulle acque del lago e la loro benedizione. La Confraternita ha un proprio statuto che tutti i confrati devono rispettare dopo aver fatto la professione solenne. Quest’ultima avviene al compimento del 18° anno di età, (requisito richiesto dallo statuto) e viene proclamata pubblicamente durante la messa mattutina della prima domenica di maggio (festa “do’ Signuruzzu do lacu”).

CONFRATERNITA DEL SS. SALVATORE
confr.SSalvatoreE’ la più antica fra tutte le confraternite; la sua fondazione risale infatti al 1261 e a costituirla furono i frati Basiliani che adunarono prima gli agricoltori e i contadini e successivamente ebbero tra gli affiliati dazieri e doganieri allora in servizio a Portosalvo, vecchio ingresso del paese. La Confraternita traeva a quel tempo il proprio sostegno dalle offerte spontanee dei confrati più facoltosi e lo destinava alla stipulazione di atti e soprattutto in beneficenza dei confrati poveri ed ammalati. Nel 1600 venne intrapresa l’ usanza sancita, con Ordinanza Vescovile il 16 settembre 1613, di celebrare la processione della “Paci” il giorno di Pasqua. Nel 1672 fu concesso ai confrati l’ onere di portare a spalla l’Urna del Cristo Morto nella processione del Venerdì Santo, come attesta la “Giuliana”, antico manoscritto sulla storia della Chiesa e della Confraternita.

LUNEDI’ SANTO
ore 10,00 Sant’Anna
ore 11,00 Maria SS. della Visitazione
ore 16,00 Maria SS. delle Grazie (S.Agostino)
ore 17,00 Santissimo Sacramento (S.Tommaso)
ore 18,00 Donna Nuova


CONFRATERNITA DI S.ANNA
E’ la confraternita più giovane, costituita per la prima volta nell’anno 1985 con sede originaria presso la vecchia chiesa S. Anna di Enna Bassa, è stata definitivamente ricostituita nel 2011. Il suo statuto approvato in data 15 marzo 2011 da un gruppo di venticinque confrati, viene riconosciuto dal Vescovo della Diocesi S.E. Mons. Michele Pennisi quattro giorni dopo in occasione della Festività in onore di S. Giuseppe. L’abito sacro indossato dai confrati è composto da camice bianco, visiera bianca, pettina di colore giallo oro, cingolo intrecciato bianco e giallo, mantella di colore marrone recante sul lato sinistro l’effige di S. Anna, guanti bianchi, corona in vimini intrecciata, pantaloni calze e scarpe nere. Ai confrati è concesso il diritto di portare a spalla il Fercolo di S.Anna il 26 luglio giorno della festa. La confraternita muove dalla chiesa di S.Cataldo per l’ora di adorazione lunedì santo alle ore 10,00.

CONFRATERNITA DI MARIA SS. DELLA VISITAZIONE
CfMariaVisitazioneLa confraternita fu fondata il 20 aprile 1874 dal parroco priore don Carmelo Savoca per rendere giuridicamente valida l’ altra congregazione che riuniva i portatori della “Nave d’ Oro” durante la processione del 2 luglio col simulacro della Patrona. Papa Pio IX il 25 aprile del 1875, con una sua bolla aggregò la confraternita alla Pia Unione del Sacro ed Immacolato Cuore di Maria Vergine SS., che ha sede presso la Chiesa di S. Lorenzo in Lucina a Roma. Il 4 febbraio 1935 fu fondata dal Vicario Generale della Curia Foranea Mons. angelo Termine, inteso “U Ciantru”, la Pia Unione Figli di Maria SS. della Visitazione, con lo scopo di divulgare il culto della Patrona e di suffragare i defunti. I confrati della Visitazione un tempo avevano appena un perizoma a coprire le loro nudità e per questo venivano appellati “gli Ignudi”. Gli “Ignudi”, titolari del posto tramandato per eredità o per cessione, sono 128 così suddivisi: 100 Portatori, 24 Anellieri, 1 Porta bandiera, 1 Navettiere, 2 Turiferai. Ogni “Ignudo” ha di proprietà il medaglione in argento con retroscritto il numero del posto da occupare.

CONFRATERNITA DI MARIA SS. DELLE GRAZIE
CfSAgostinoSorta nel 1835 grazie all’ unificazione di tre diverse congreghe, tutte di spiritualità agostiniana, che si trovavano a quel tempo ad operare nello stesso quartiere. Esse erano il Collegio di S. Nicola di Bari che risale al 1608 e che curava la sepoltura dei poveri, la Congregazione di S. Monica degli Agostiniani fondata nel 1616 e in ultimo la Compagnia di Maria SS. della Cintura. Sciolta più volte, la Confraternita fu ricostituita una prima volta nel 1934 e successivamente decadde per la scarsa cura degli amministratori. Fu ricostituita definitivamente nel 1970, riavendo un nuovo statuto ed una nuova organizzazione.

COMPAGNIA DEL SS. SACRAMENTO
cfstommasoNata come Compagnia dei Bianchi nel 1687, aveva la propria sede presso la Chiesa del Sacramento che si trovava dietro l’ abside del Duomo, prima della demolizione. Trasferitasi in seguito presso l’ oratorio della Madonna di Loreto, che aveva sede dove ora sorge la Chiesa di S. Francesco da Paola, si univa alla Confraternita di Maria SS. del Rito fondata nel 1600, scegliendo come sede comune la Chiesa di S. Giovanni. Fondata dai confrati di ceto nobiliare, la Compagnia esercitò per oltre un secolo i suoi compiti assistendo i bisognosi ma soprattutto gli ammalati terminali fino alla loro sepoltura. Unitamente a molte altre confraternite, fu sciolta dopo l’ Unità d’ Italia per effetto di una legge del nuovo Stato e solo dopo i Patti Lateranensi venne ricostituita nella parrocchia di S. Tommaso Apostolo, secondo principi e regole approvate dalla Curia di Piazza Armerina.

COLLEGIO DI S. MARIA LA NUOVA
CfDonna Nuova
Il Collegio di S. Maria la Nuova nacque subito dopo la soppressione dei Templari (3 Aprile 1312). Di questa presenza dell’ Ordine nella Chiesa parla un manoscritto esistente nell’ Archivio, nel quale si dice testualmente: “Titolo primissimo dato alla Vergine purissima, che secondo una effigie in uno scudo si vuole essere coltivato dai Templari, i quali tennero dimora in questa Chiesa della Confratia”. I confrati continuarono le opere di assistenza ospedaliera iniziate dai Templari e nel 1348 funzionava già il lazzaretto. Nel 1396 i confrati accorsero fra i primi a dare ristoro ai profughi provenienti dai Feudi della Gatta, di Fundrò e di Rossomanno. Nel 1525, in seguito a un’ altra atroce pestilenza, il Collegio, che aveva amorevolmente assistito anche gli esuli dei feudi, si prodigò per l’ abrogazione di ogni distinzione e far considerare tutti uguali e liberi. Il Collegio di S. Maria La Nuova ebbe un ruolo particolare nella storia degli avvenimenti sociali di Enna tra la fine del XIV secolo e tutto il XVI. Per tutti questi meriti il Collegio ebbe privilegi ed attestati di benemerenza dati dai Re di Spagna, come quello di fregiarsi del titolo di Venerabile ed il Rettore essere denominato Procuratore; purtroppo questi attestati furono distrutti durante il bombardamento alleato del 13 Luglio 1943.


MARTEDI’ SANTO
ore 16,00 Spirito Santo
ore 17,00 Anime Sante
ore 18,00 San Giuseppe


CONFRATERNITA DELLO SPIRITO SANTO
CfSpiritoSantoLa Venerabile Confraternita dello Spirito Santo è stata eretta e fondata a Enna nel periodo tra il 1700 ed il 1800, ma tutti i documenti che potevano attestare legalmente la sua costituzione furono distrutti da un incendio che si sviluppò all’ interno della Chiesa di San Bartolomeo Apostolo. Alcuni manoscritti ritrovati, riguardanti il rinnovo delle cariche del consiglio di amministrazione, risalgono al 1876. Lo statuto attuale è stato approvato in data 10/04/2008 dalla Curia Vescovile della Diocesi di Piazza Armerina e sostituisce i precedenti. Dopo la fondazione, la Confraternita si è trasferita per circa un secolo presso la Chiesa dello Spirito Santo, curando con la parrocchia la festività di Maria SS. Assunta. Essa riuniva i più ricchi agricoltori e massari dell’ antica ed importante zona di Fundrisi, fondata dagli esuli del feudo di Fundrò. La Confraternita, per i sui elevati meriti dimostrati in ambito cittadino, nel 1805 ha ottenuto il privilegio di solennizzare la “Spartenza” e la benedizione dei campi la domenica in Albis; inoltre da più di due secoli, ha l’ onore di aprire i riti della Settimana Santa. Infatti, è la prima a giungere la mattina della Domenica delle Palme nella Chiesa di San Leonardo, sede dell’ Ecce Homo.

ARCICONFRATERNITA DELLE ANIME SANTE DEL PURGATORIO
CfAnimeSanteI
stituita il 9 ottobre 1615 dal parroco della Chiesa di San Bartolomeo Don Giacomo Pregadio, che proprio in quell’ anno fece costruire una cappella dedicata al culto delle Anime del Purgatorio. Il 22 agosto 1616, con una Bolla, la Congrega ottenne da Papa Paolo V la aggregazione alla Compagnia della Morte che ha sede in Roma. Fu denominata anche Confraternita della Buona Morte in quanto Carlo IV Re di Spagna la investì dei poteri di assistere i condannati alla pena capitale e di liberarne tre il 2 novembre di ogni anno. In virtù dei titoli di “Venerabile” e “Lata” che le furono attribuiti dal viceré di Sicilia nel 1712, fu chiamata “Arciconfraternita”. Ai nostri giorni, come recita l’ art. 4 dello Statuto, approvato il 12 marzo 1988, possono far parte dell’ Arciconfraternita tutti i cittadini di sesso maschile che professano la religione cattolica e che hanno compiuto il quindicesimo anno di età. L’ Arciconfraternita ha lo scopo di divulgare la fede cristiana e di tenere vivo il culto dei morti, operando nel rispetto delle tradizioni e del dettato delle Sacre Scritture; mira a promuovere ogni azione rivolta all’ incremento del patrimonio morale e religioso dei confrati, per una vita socialmente tendente ad opere di solidarietà cristiana.

COLLEGIO DI S. GIUSEPPE
CfSGiuseppeLa Confraternita di San Giuseppe ha origini antichissime; infatti venne fondata nel 1539 nella piccola Chiesa di San Giuseppe sita al centro di Enna, della quale oggi rimangono i resti della facciata e del campanile. Le Confraternite vennero fondate come associazioni di arti e mestieri e la Confraternita di S. Giuseppe riuniva i nobili della Città. Iniziò la sua attività con profonda devozione al Santo Patriarca, ma negli anni successivi al 1820, fino a quando gestì la piccola Chiesa di S. Giuseppe, per cause ignote, venne soppressa e attraverso un atto pubblico della Provincia di Caltanissetta la Chiesetta venne affidata ad un privato che gestiva l’ orfanotrofio di San Michele. I confrati di S. Giuseppe hanno il privilegio di portare la Madonna che nel giorno di Pasqua si incontra con il Cristo Risorto nella ricorrenza della tradizionale “Paci” per poi dividersi sette giorni dopo durante la “Spartenza”.



MERCOLEDI’ SANTO
ore 9,30 Valverde

ore 10,30 Sacro Cuore di Gesù
ore 11,30 Addolorata
ore 12,30 Immacolata
ore 13,30 Benedizione e processione al Duomo


COLLEGIO DI MARIA SS. DI VALVERDE
CfValvarde
Il Collegio di Maria SS. di Valverde fu fondato nel 1799 da alcuni agricoltori, rivivendo l’antica società dei Cavalieri della Torre, ed ancora oggi si fregia dello stemma turrito della città nell’ insegna del Rettore. In un primo momento ebbe scopi patriottici e folcloristici. Furono gli agricoltori del luogo a dare vita alla Confraternita, anche se si ricostituì soltanto nel 1939. A Valverde nacque la prima chiesa di Enna dedicata a Maria, in seguito al miracolo della pioggia, che dopo un lungo periodo di siccità e carestia diede respiro all’agricoltura locale. Gli abitanti per questo evento si convertirono al cattolicesimo. Infatti la Madonna di Valverde fino al 1412 fu la prima Patrona di Enna. Ricostituita nel 1935 ha oggi come fine principale: (vedi Articolo 2 dello Statuto) “Vivere come aggregazione ecclesiale che aiuta i confrati a realizzare pienamente la propria vocazione cristiana mediante un’ intensa vita spirituale, operare nel sociale promuovendo opere di carità cristiana e solidarietà tra fratelli, partecipare a tutte le manifestazioni di culto pubblico”.

CONFRATERNITA DEL SACRO CUORE DI GESU’
CfCuoreGesu
La Confraternita del Sacro Cuore di Gesù fu fondata dal Signor Calcedonio Termine nel 1839 nella Chiesa di S. Paolino dei Frati Cappuccini; nella parte occidentale della zona monte di Enna, la Confraternita riuniva le categorie dei Minatori e Zolfatai. Alterne vicende si sono succedute dal 1839 ad oggi; intorno al 1851 morì prematuramente il fondatore e le redini della confraternita passarono ai figli Giovanni e Melchiorre i quali, dopo anni di peripezie e con il rischio di scioglimento della stessa, il 5 Giugno del 1898 fecero approvare lo “Statuto e Regolamento della Congregazione del Santissimo Cuore di Gesù in Castrogiovanni nella Chiesa dei Padri Cappuccini”, dal Vescovo Diocesano Mons. Mariano Palermo.
La prima Statua del Sacro Cuore fu acquistata e donata alla Confraternita dal confratello Giovanni Termine; la Statua, in cartone romano, fu realizzataca Napoli e non se ne sconosce la data di fabbricazione. Attualmente si trova in buone condizioni nei locali attuali della Confraternita. Una nuova statua fu fatta fare nel 1897 dallo scultore Vincenzo Piscitello, in legno massiccio e alta circa due metri.Dello stesso anno il fercolo “Vara” che recentemente restaurato, ha confermato la data di costruzione e la firma dell’ artista che la fabbricò “Sebastiano Sberna fecit 1897” ebanista ennese.

CONFRATERNITA DI MARIA SS. ADDOLORATA
CfAddolorata
La Confraternita di Maria SS. Addolorata fu fondata dal Canonico Don Gaetano Cristadoro detto Patri Cartuni. Riuniva la categoria degli artigiani, i muratori ed eccezionalmente i bottegai del mercato S. Antonio, che portavano in processione il Venerdì Santo il fercolo di Maria SS. Addolorata ancor prima che fosse costituita la confraternita. Il 14 ottobre 1882 la Confraternita fu aggregata al Terzo Ordine dei Pii Servi di Maria che ha sede a Roma. Scopo della Congrega è quello di tenere desto ed incrementare il culto di Maria SS. Addolorata, avvicinare gli iscritti alla Eucarestia e celebrare Messe in suffragio dei confrati defunti. La Confraternita ha il privilegio di portare a spalla, durante la processione del Venerdì Santo, il simulacro in cartapesta della “Madonna dei Sette Dolori”, eseguita dall’ artista ennese Luigi Felici sul finire del XVII secolo, su di un fercolo in stile spagnolo.

COMPAGNIA DI MARIA SS. IMMACOLATA
CfImmacolata
La Compagnia di Maria SS. Immacolata venne fondata nel 1754 da artigiani e commercianti; sorse dalla fusione della confraternita di S. Orsola e dei Cordigeri. Fu approvata nel 1785. Le sue finalità erano l’ assistenza ai malati e ai bigognosi. Scioltasi dopo l’ Unità di Italia a seguito di leggi reali, come tutte le altre confraternite ennesi, venne ricostutita nei primi anni del 900 grazie anche all’appoggio dei frati minori conventuali; oggi infatti, la confraternita ha sede presso la chiesa di S. Francesco di Assisi. I membri della Compagnia di Maria SS. Immacolata hanno l’ onore, ogni 8 dicembre, di portare a spalle per le vie della città di Enna, il simulacro di Maria SS. Immacolata; inoltre la confraternita partecipa a tutte i riti religiosi cittadini, in particolare ai riti della Settimana Santa allorchè il Mercoledì Santo alle 12,30 la Confraternita si reca al duomo per l’ ora di adorazione al SS. Sacramento.

* * * * *

A Castrogiovanni (Enna), centro della Sicilia, le Confraternite vantano origini antichissime ed una tradizione notevole di forma e prestigio: Le confraternite ennesi si intensificano notevolmente durante il 1600, sia a causa della Controriforma Cattolica che, scaturita dal Concilio di Trento, mentre pronunciava la condanna di Lutero e Calvino, provvedeva alla riforma della chiesa, tanto nei costumi quanto nella disciplina; sia per l’influenza della lunga denominazione spagnola, che fa sentire i suoi effetti ancor oggi sulla parlata siciliana, sugli usi e costumi, sul tipo di religiosità degli isolani, amanti del fasto e delle espressioni di misticismo esteriore.
La Spagna infatti dominò in Sicilia per oltre 300 anni, dagli inizi del XV° secolo alla pace di Utrecht avvenuta nel 1713. Durante questo dominio, in Sicilia si ebbe il fiorire di numerose ‘confradias’ da cui il nome di confraternite, ad esso si devono anche i numerosi privilegi conferiti dai sovrani spagnoli e di norme talvolta minuziose anche sul vestiario o sul posto da occupare in determinate processioni, affare questo di grande importanza in un periodo in cui religione e politica, vita e fede si intrecciavano mirabilmente e non avevano affatto quel grande distacco di oggi.
Non a caso infatti gli archivi vicereali e reali di Palermo, Napoli e Madrid, annoverano imponenti carteggi relativi a controversie fra le molteplici confraternite, molte delle quali, in seguito ai privilegi regali, si fregiavano dei titoli di Venerabile, Lata, Regale, Nobile. Anche il vestiario dei confrati deriva dal costume spagnolo. Esso è formato da un camice bianco, da un cingolo ai fianchi, da uno scapolare, da una mantelletta (in dialetto mantiglia, dal temine spagnolo ‘mantillas’), dai guanti bianchi e da un cappuccio con la visiera abbassata e da una corona di vimini in testa. Completano l’arredo dei confrati le croci, le insegne, i lunghi lampioni, chiamati in dialetto ‘blannuna’, dal vocabolo spagnolo ‘blandon’, cioè ceroni, che vengono portati in processione e disposti secondo un ordine tradizionale.
A capo delle singole confraternite veniva eletto il più anziano, egli presiedeva le assemblee, occupava la carica di Rettore, ottenendo così i titoli di Monsignore, Procuratore, Governatore e facendo parte di diritto del Civico Senato.
Nel giorno del Santo Patrono della confraternita il Rettore aveva il privilegio di concedere la grazia a tre condannati a qualsiasi pena, anche a quella capitale.
Nell’amministrazione dei beni, egli era coadiuvato da due assistenti, da un cassiere e da un segretario.
Un pò tutte le confraternite possedevano beni patrimoniali avuti come lasciti, che venivano dati in affitto: annualmente, veniva presentata alla Regia Prefettura, la dichiarazione dei redditi con le relative entrate e uscite. Nel XVII° e XVIII° secolo le confraternite si limitavano prevalentemente a compiti assistenziali, prestando la propria attività presso ospedali e ricoveri.
Il 27 febbraio 1641, con atto del notaio Vincenzo Battaleonti, furono donati ai Padri Fate Beni Fratelli tutti i diritti delle confraternite, per trovare i mezzi necessari a tenere in funzione il vecchio ospedale per le cure dei poveri e, per dare sviluppo ed ampiezza, al servizio di ricezione ed assistenza ai bisognosi.
Nel 1740 c’erano a Castrogiovanni otto collegi, otto compagnie, diciassette confraternite ed un’arciconfraternita. Nel periodo risorgimentale molte confraternite parteggiarono per i liberali, che potevano così adunarsi sotto il parvento delle riunioni religiose.
Alcune confraternite furono delle vere e proprie sette segrete, costituite con lo scopo di combattere con attentati ed attività sovversive, lo strapotere dei Borboni che da Castrogiovanni godeva della particolare protezione della curia foranea.
Nel 1859 i liberali ennesi in gran fervento e gli inviati del Nord, recavano ordini e notizie per preparare l’isola all’arrivo di Giuseppe Garibaldi. C’era un inviato dalla Società Nazionale di Genova, un emigrato siciliano, il barone Carini che si intratteneva con diversi nobil uomini, di notte, nel palazzo Varisano. La riunione plenaria dei liberali fu fissata per il Venerdì Santo e i congiurati furono avvertiti che la riunione avrebbe avuto luogo presso il ‘mulino a vento’. Questo mulino era di proprietà dei frati Cappuccini ed era unito al convento, che si trovava presso il cimitero, per mezzo di un sottopassaggio che conduceva dietro l’orto del convento stesso. Custode ed esattore delle quote era frate Antonio da Mazzarino che, prima di indossare il saio, era stato al servizio del Barone Varisano.
Nel pomeriggio del Venerdì Santo la processione uscì dal Duomo con i confrati incappucciati. I liberali indossavano le divise dell’Arciconfraternita del Purgatorio, così alla fine della riunione, attraverso il sottopassaggio, avrebbero raggiunto la Chiesa dove si sarebbero uniti alla processione senza dare sospetti. Purtroppo un confidente della polizia, un tale Esposito, informò il Cav.Pettinato, capo di essa, della riunione, e questi, con i suoi gendarmi, piombò sul mulino, sicuro di cogliere sul fatto i patrioti ennesi. Frate Antonio, che era stato posto a guardia della porta, fece in tempo a dare l’allarme e a far scappare per il sotterraneo i liberali, che giungendo in chiesa, si unirono alla processione che intanto era arrivata nella zona del cimitero. Così, durante il ritorno, protetti dalla visiera abbassata, poterono stare al sicuro da possibili riconoscimenti e ritornare, insieme all’Arcinconfraternita, al Duomo e da qui passare nel palazzo Varisano. Il barone Carini ebbe il tempo di scappare da Castrogiovanni prima che si chiudesse il passo di Porto Salvo, gli altri scomparvero attraverso l’uscita del palazzo e si andarono a nascondere. La notizia dello smacco subito dalla polizia si diffuse presto in città e fu allora che il Rettore dell’Arciconfraternita delle Anime Sante del Purgatorio comprese perchè le file della sua congrega si erano ingrossate al cimitero per poi assottigliarsi in Duomo, dal momento che i congiurati si erano nascosti fra i confrati di detta congrea. Al Cav.Pettinato non restò che rafforzare la sorveglianza per l’anno successivo e prendere ogni precauzione durante la Settimana Santa, a tal proposito egli dispose davanti e dietro la processione uno squadrone di soldati, i cui fucili avevano al posto delle baionette, dei ramoscelli d’ulivo e ordino che, al ritorno della processione dalla chiesa del cimitero si procedesse con la visiera alzata. Tutti furono dispiaciuti, perchè alzando la visiera del cappuccio veniva menomato il significato di questa rispettosa forma di lutto. L’unica soddisfazione che alcuni liberali poterono prendersi fu quella di inchiodare alla porta del palazzo comunale un cappuccio a visiera con un ramoscello d’ulivo e la seguente scritta dedicata al Cav.Pettinato: “Come l’ulivo nella foresta, siamo sicuri che Lei a Castrogiovanni non resta”. Infatti il maggio successivo, Garibaldi, sbarcando in Sicilia, liberò la città dai Borboni.
Nel 1860, dopo la cacciata dei Borboni, furono emanate dal Regno d’Italia, al quale era stata annessa la Sicilia, le famose leggi di soppressione, con le quali furono sciolte diverse istituzioni religiose e molte confraternite. Esse infatti non ebbero più alcuna ufficialità e poichè ebbero annullati del tutto quei privilegi e quei poteri residui che le avevano rese “stato nello stato”, finirono di esistere come istituzioni di governo e conservarono soltanto il carattere religioso che esternano tutt’ora, intervenendo principalmente nelle processioni con propri vessilli e distinte insegne.
Con i Patti Lateranensi del 1929 venne riconosciuto lo stato giuridico delle confraternite. Fu quindi stabilito che le istituzioni religiose laicali, civilmente riconosciute, con compiti esclusivamente laicali, dovevano essere regolate da propri statuti e dipendere dalle Diocesi di appartenenza.
Oggi le confraternite, perduti i privilegi giuridici, si limitano a partecipare alla Settimana Santa, le cui origini risalgono al XVII secolo, durante la dominazione spagnola, infatti la celebre processione del Venerdì Santo ennese richiama alla mente quella della Macarena di Siviglia in Spagna.
In dialetto ennese le confraternite sono richiamate ancor oggi “ure”, perchè essendo esse in passato molto numerose, le sfilate dei confrati incappucciati, recantisi al Duomo per l’adorazione del SS.Sacramento, si succedevano ad intervalli di un’ora.



Video del Centro Video Mediterraneo di Enna relativi alla Settimana Santa e la Pasqua ennese. Regia di Paolo Andolina

Riservati tutti i diritti – copyright (P) 1996 – Centro Video Mediterraneo











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