Forum del partenariato. Enna: Intervento dell’Assessore prov. Zinna “verso il programma operativo Sicilia 2014-2020”
Enna-Provincia - 23/05/2013
Verso il programma operativo Sicilia 2014-2020 – incontro con il forum del partenariato e i dipartimenti regionali direzione regionale programmazione Palermo 22 -5-2013
Intervento di Salvatore Zinna, Assessore alla programmazione e alle politiche europee della provincia di Enna:
Innanzitutto e’ da sottolineare che i dati emersi nell”analisi di contesto sulla Sicilia,forniti nel documento presentato a seguito dei confronti svoltisi nei giorni scorsi nei tavoli tecnici,sono molto preoccupanti in quanto si è’ di fronte ad una grave crisi sistemica. Infatti, si sottolinea che tutti i settori produttivi ed ogni ambito tematico sono oggi colpiti dagli effetti della crisi , a partire dal 2007, e che si sono annullati i livelli di recupero effettuati in precedenza anche con i fondi europei. Indubbiamente particolare incidenza assume la scarsa capacità’ innovativa della Regione e ,quindi ,necessita superare l’attuale modello produttivo ,che rischia di condurre la Sicilia sempre più verso una marginalità’ anche all’ interno delle regioni più’ svantaggiate in Europa.
L’iniziativa deve riprendere con forza ai vari livelli superando gli stessi limiti della politica di coesione europea e nazionale. Soprattutto necessita un forte avanzamento del processo della Federazione Europea a partire da una condivisione del debito a livello di Eurozona in
modo di intervenire nella gestione della crisi in cui si hanno squilibri insormontabili tra i Paesi con contraccolpi sempre più’ devastanti per i Paesi con maggiore indebitamento. Ma soprattutto diventa urgente una apertura per l’adozione degli Eurobond e di un bilancio
europeo rafforzato, rispetto al modesto compromesso raggiunto dal Consiglio Europeo
nel febbraio scorso, per l’imminente ciclo programmatori o 2014-20, in modo di prevedere un quadro europeo di riferimento credibile al fine di perseguire gli obiettivi posti nella strategia Europa2020 per una crescita intelligente,innovativa e inclusiva ,a partire dalle
regioni e dei territori più’ svantaggiati. Diversamente si vengono ad accentuare i gravi limiti riscontranti nella gestione della programmazione 2007/2013.,in cui spesso si sono vanificati le scelte strategiche e gli obiettivi prefissati con una sostituzione dell’intervento aggiuntivo europeo e nazionale alle esigenze immediate e parcellizzate non raggiungibili con l’intervento ordinario persino modificando la spesa in conto capitale con quella corrente,come in particolare avviene con l’ex-FAS 2007-2013. Sostanzialmente si e’svuotata la politica regionale unitaria,posta a base di documenti unici di programmazione per assicurare una gestione integrata degli interventi per i innescare degli effetti leva per reale sviluppo delle aree più’ svantaggiate,quale la Sicilia.
In questo quadro,e ‘ da sottolineare la forte sollecitazione nella Agenda Sud,proposta dalla Svimez e da altre associazioni e fondazioni culturali affinché’ la politica di sviluppo regionale sia parte integrante ed essenziale delle politiche nazionali definendo un progetto per l’Italia che incroci i bisogni del SUD come quelle dell’intero Paese ( industria, infrastrutture,welfare,offerta dei servizi adeguati ai cittadini ed imprese, innovazione ricerca.).
In Sicilia,quindi,diventa urgente la definizione di un piano di sviluppo regionale pluriennale in raccordo con la Strategia Europa2020 con una impostazione delle politiche di sviluppo da legare strettamente ad un innovativo funzionamento del sistema istituzionale del governo della Regione. Soprattutto e’indispensabile che si crei una connessione stretta tra politiche di sviluppo ed assetti istituzionali ai vari livelli, in modo che si venga a creare una reale sinergia con apporti specifici delle varie realtà’ territoriali. Si tratta di perseguire uno sviluppo policentrico con azioni di sistema in cui si prevedano e si sviluppano anche
poli di sistema con apporti a cui concorrano aree vaste,provincie, centri di grandi e medie di dimensioni e piccole comunità’.
Una tale scelta richiede di sviluppare una governance multilivello verticale ed orizzontale ,specie in una fase così delicata di riassetti istituzionali ancora incerti. Pertanto necessita prevedere una sessione riformatrice non solo per individuare modifiche di ordine legislativo, ma in particolare comportamenti e atti amministrativi, che con procedure snelle e riordino dei bilanci regionali e locali avviano i necessari coordinamenti e supporti anche di assistenza tecnica per modificare aspetti territoriali e competenze autoreferenziali e promuovere processi virtuosi mirati alla soluzione dei problemi.
Questa impostazione si è’ posta nei giorni scorsi nei tavoli di partenariato avviati presso la direzione regionale della programmazione per contribuire alla proposta che il governo nazionale deve presentare alla Commissione Europea per la sottoscrizione dell’Accordo di Partenariato per la programmazione 2014-20 nell’utilizzo dei fondi europei. L’orientamento regionale, quindi, dovrebbe mirare a definire un quadro di riferimento strategico regionale partendo da un’attenta valutazione della programmazione e progettazione in itinere nei territori con l’individuazione di piattaforma e azioni innovativi di sistema a livello regionale, che costituiscono i punti strategici verso cui si deve sviluppare la progettualità’ dei territori in una logica di rete e di ottimizzazione delle risorse del Sistema Sicilia.
Nella individuazione di questi nodi strategici, indubbiamente, e’ interessato particolarmente il territorio della Sicilia Centrale e della provincia di Enna con le grandi infrastrutture strategiche sia per l’attuazione della ‘dorsale’ dei ‘due mari’ da S.Stefano di Camastra a Gela sia del nuovo collegamento ferroviario Catania-Enna-Palermo individuata nella programmazione 2007-2013.
In questo contesto per la dimensione territoriale e’ opportuno partire delle esperienze già’ fatte con la definizione dei piani strategici e della progettazione integrata nei territori evitando che si vada alla costruzione di piattaforme territoriali onnicomprensive,spesso solo declamate,senza dare continuità’ con determinazione per l’individuazione dei percorsi conseguenti di natura progettuale e amministrativa nonche’ per individuare ingorghi ,inerzie ed imboscate di vario genere che hanno colpito spesso i territori , compreso il nostro.
Un tale scenario più’ generale costituisce una opportunità’ per programmare lo sviluppo
del territorio provinciale,in cui si pone l’esigenza di sviluppare, in raccordo stretto tra i programmi attuali ed i nuovi programmi operativi dell’imminente ciclo programmatorio con un partenariato pubblico-privato al fine di raccogliere le istanze del territorio,di trasformare le istanze in progetti finanziabili ed individuare le fonti di finanziamenti. Decisivo diventa indirizzare la capacità’ progettuale al servizio del sistema produttivo che si sviluppa con efficacia solo se inquadrati in una programmazione che crei opportunità’ per la crescita e lo sviluppo del territorio nel suo complesso.
Si tratta di creare un sistema di programmazione territoriale in grado di concentrare idee e risorse invece che disperdere energie e creare conflitti di integrazione tra i diversi attori economici e i soggetti preposti al raggiungimento degli obiettivi.
Deve crescere sempre più’ la consapevolezza che il valore aggiunto di un territorio
e’ determinato dal sistema di relazioni degli ‘ingredienti’ che lo costituiscono, nel fornire infrastrutture ,servizi e creare opportunità’ di sviluppo.
Con riferimento alla capacità’ amministrativa e alla governance e’ da approfondire attentamente la fase che si apre con le preannunciate modifiche istituzionali per la creazione delle città’ metropolitane e dei consorzi dei comuni. Si possono creare delicati problemi operativi con l’avvio della programmazione 2014-2020.E’ opportuno soprattutto
di dare priorità’ alla individuazione dei soggetti che hanno dato prova di esercitare delle reali funzioni(coordinamento,progettualità’,monitoraggio,gestione) rispetto a ruoli e competenze spesso solo autoreferenziali.
Nell’ambito delle tre opzioni strategiche (Mezzogiorno,Città’ e Aree Interne) diventa urgente pervenire ad un approfondimento specifico per individuare le metodologie attuative della nuova strategia nazionale per lo sviluppo delle ‘aree interne’ del Paese ,che sono fortemente policentriche ponendo in particolare l’esigenza di invertire il declino della superficie coltivata e dell’invecchiamento demografico sulla base di un nuovo equilibrio tra aree costiere e l ‘entroterra della Sicilia.Fondamendale e’ la costruzione di un percorso comune con una ‘governance multilivello’ verticale ed orizzontale per ricollocare le aree interne al centro della vita del Paese avvertendo la necessità’ di assegnare i fondi sulla base di una pianificazione il più’ possibile unitaria in modo di superare gli aspetti unilaterali delle pianificazioni settoriali.