Miniera Pasquasia. Rinviati a giudizio Lombardo, Russo, Marino e La Rosa indagati per disastro ambientale

Solfato Pasquasia 2Enna. Avrebbero contribuito a fare della miniera di Pasquasia una mega discarica di rifiuti pericolosi – ferro e amianto soprattutto – accumulatisi negli ultimi decenni, e secondo l’accusa una parte delle responsabilità sarebbe da addebitare all’ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, agli ex assessori regionali alle Infrastrutture, Piercarmelo Russo, e all’Energia, Giosué Marino, e all’ex custode del sito, il funzionare regionale Pasquale La Rosa. Tutti e quattro hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero della Procura di Enna, Calogero Ferretti, indagati per disastro ambientale, abbandono di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Ultimamente la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta ha proceduto al sequestro preventivo delle aree del sito minerario dismesso interessate da lavori di bonifica. Le ipotesi di reato per cui si procede vanno dal traffico illecito di rifiuti tossico nocivi all’associazione per delinquere finalizzata alla frode in pubbliche forniture ed a vari reati contro la pubblica amministrazione. L’ultima bonifica è stata aggiudicata per 20 milioni, per smaltire venti tonnellate di amianto e un milione di metri cubi tra prodotti chimici, ferro, legno, plastica e vetro.
Sembrerebba che importanti siano state le dichiarazioni, incluse nelle indagini, dell’ex consigliere provinciale alla Provincia regionale di Enna, il barrese Giuseppe Regalbuto.