Catenanuova. Sul problema della legalità e sviluppo, conferenza con Nello Musumeci

Una conferenza complessa quella tenuta a Catenanuova, da “Rinascita per Catenanuova” su “Legalità e Sviluppo”, passando attraverso il tema dei Rifiuti Zero del chimico Danilo Pulvirenti, di Agricoltura alimentazione e ambiente del prof. Paolo Guarnaccia dell’Università di Catania, fino all’argomento pertinente e principe dell’incontro, “Legalità, Sviluppo e Sicurezza”, sul nostro territorio. Interventi, analitici, precisi ed esaustivi del questore di Enna, Ferdinando Guarino, del presidente commissione antimafia regionale, Nello Musumeci e le conclusioni del prefetto Fernando Guida. Fra le presenze, Giovanni Minnella, comandante rep/to operativo provinciale dei Carabinieri e Patrizio Portera, comandante della stazione carabinieri di Catenanuova, sindaci del comprensorio e amministratori locali. A moderare Pino Castelli di Rinascita per Catenanuova. In apertura il saluto del coordinatore Paolo Guagliardo. Per il questore Guarino: “risolvendo il problema della legalità, della cultura e dello sviluppo, saremo sulla buona strada per riuscire nella nostra missione, perchè, assieme, sono fattori, che non si possono delocalizzare, ma devono nascere e crescere sul nostro territorio, per tali motivi è importante il ruolo della scuola. La legalità è un fatto di civiltà e rispettandola, migliorerà anche la qualità della nostra vita. Catenanuova ha vissuto vicende criminali molto gravi e l’arma dei carabinieri ha prodotto risultati davvero eccellenti. La lotta alla criminalità spesso è più difficile dove i cittadini non hanno la dimensione della pericolosità dei gruppi criminali e quindi auspichiamo una inversione di tendenza”.
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Per Nello Musumeci:”Per quello che sta vivendo l’italia, naturale il disamore verso la politica, ma in politica vi sono bravi e cattivi politici e un pò di colpa è da addebitare ai cittadini elettori che nell’urna diventano spesso prede di compromessi e false speranze. Esiste in parlamento una commissione di 15 deputati definita “antimafia”, che si occupa di ricerca di rapporti della politica o delle amministrazioni locali con il fenomeno mafioso e in questo campo alcuni obiettivi positivi sono stati realizzati,ma il cammino è ancora lungo ed occorre la presa di coscienza dei siciliani”. Per il prefetto Guida: “il problema delle discariche pubbliche è uno dei motivi di aumento nella bollettazione ed avendo chiesto ai vertici regionali un ulteriore utilizzo della discarica di Cozzovuturo, capace di “abbancare” ancora per un anno, sinora non ho ricevuto nessuna risposta. Sul versante dello “Sviluppo”, possiamo affermare che un lieve miglioramento si sta registrando al Nord, ma sul mezzogiorno è ancora notte. Troppa disoccupazione ed i mancati investimenti peggiorano la situazione. Per battere il cancro mafioso bisognerà riaffermare il rispetto delle regole, la creazione del lavoro. La nostra provincia sul piano “Sicurezza sul territorio”, è collocata fra le prime quattro in Italia e questo se da un lato è un fattore positivo, dall’altro ci sprona a far meglio”.

Carmelo Di Marco





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