“Ricercati” i due giovani di Nicosia componenti della Heli Lab

Inserita da il Lug 28th, 2016 e archiviata in Nicosia. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Ci eravamo lasciati sei mesi fa i due ragazzi di Nicosia, che si erano distinti nella competizione dell’importante premio Marzotto, Giuseppe Spallina e Antonio Raspanti si sono visti catapultati all’interno di una voragine di attenzioni e richieste di applicazione reale del loro innovativo progetto (PERLE SICULE. Nicosia di Sicilia come la Silicon Valley).
nicosia team-helilabRiepilogando ed approfondendo, i due componenti della Heli Lab, che si occupa di inserire i droni in diverse realtà di rilevazione reale di dati nel territorio e della mappatura dello stesso, hanno visto la loro creatura crescere e diventare oggetto di attenzione da parte di aziende e testate nazionali ed internazionali.
Mi spiegano, “la nostra presenza alla manifestazione Agrogeneration di Catania e quindi il successivo incontro col ministro è nato dal fatto che a Milano abbiamo partecipato e vinto alla competizione per startup indetta dal parco tecnologico padano chiamata Alimenta2Talent. Questa competizione ci ha permesso di partecipare alla fiera internazionale del food innovation chiamata Seed & Chips; e mentre eravamo lì siamo intercettati da un responsabile di Barilla che ci ha segnalato al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) come una tra le 20 best AG-Tech startups Italiane, ossia tra le 20 idee migliori dell’anno in ambito di innovazione in agricoltura e a questo punto il ministero ci ha invitati a Catania”.
A Catania hanno presentato i due progetti Agri-Dron ed EFESTO, e continuando mi descrivono:
“Vogliamo sviluppare Agri-Dron; una soluzione lowcost e di semplice utilizzo per effettuare agricoltura di precisione attraverso l’utilizzo dei Droni. L’idea nasce dall’unione di competenze differenti in ambito aviazione, agricoltura, ICT, project management e marketing e dalla collaborazione con università e PMI operanti in ambito Hi-Tech che ci ha permesso di sviluppare un dispositivo, attualmente unico nel settore, in grado di raccogliere i dati provenienti dalla sensoristica a bordo dei Droni e trasmetterli su Internet attraverso una connessione a banda larga. Il risultato è che tutto ciò che viene rilevato dal velivolo può essere istantaneamente elaborato da sistemi e personale tecnico presenti in qualsiasi area del mondo e visualizzato su ogni dispositivo multimediale come pc, tablet e smartphone, con un riscontro immediato, senza la necessità della post-elaborazione a terra rendendo inoltre possibile l’integrazione dei Droni con altri sistemi automatici già esistenti.
I droni dotati di fotocamere all’infrarosso e camere multispettrali permettono di monitorare lo stato di salute delle piante o il livello di maturazione delle coltivazioni. Tramite una rilevazione aerea dei terreni e delle coltivazioni le telecamere rilevano le diverse lunghezze d’onda riflesse dal suolo, per elaborare la “mappa di vigore”, cioè la mappa della salute delle piante. Dall’analisi della mappa gli agronomi possono subito individuare le aree del campo che soffrono per parassiti, malattie o stress idrico. Ciò consente di intervenire con concimi, acqua o agrofarmaci solo dove c’è davvero bisogno, evitando all’ambiente agrofarmaci inutili e spreco di denaro, massimizzando inoltre la produzione.
Agri-Dron , a differenza delle soluzioni già esistenti di precisionfarming con drone consente di far dialogare il velivolo con l’intelligenza già disponibile nelle macchine agricole: come i macchinari spandiconcime o i sistemi idrici a rateo variabile, che sono già dotati di sistema GPS e centraline elettroniche che controllano le quantità distribuite, aumentandone esponenzialmente l’efficacia. La connessione ad internet a bordo drone permette inoltre la trasmissione in real-time delle informazioni raccolte verso sistemi di elaborazione remota, database, centri di ricerca e strutture specializzate; ne consegue la possibilità di avvalersi della consulenza di specialisti dislocati in qualsiasi luogo già durante la fase di raccolta dati.
Ciò permette di avere inoltre una riduzione in termini di tempistiche di elaborazione dei dati e quindi di consegna del risultato.
Tutto questo si riflette in una diminuzione dei costi per gli end-user e in un enorme vantaggio competitivo nei confronti di aziende che operano nel medesimo settore con strumentazione classica e anche dei competitor che già utilizzano i Droni.

heli-china-460x295E.F.E.S.T.O (Electronic Firefighting Efficent & Strategic Thermographic Observer) è un sistema di prevenzione incendi mediante monitoraggio aereo continuativo esercitato da un drone teleguidato, equipaggiato con una termocamera, un naso elettronico,un microcontrollore e una SIM dati. Il drone perlustra costantemente la zona boschiva trasmettendo ad un server un filmato comprensivo di coordinate GPS. Quando i sensori del drone intercettano fonti di calore anomale, fumo o fiamme allertano gli operatori antincendio tramite SMS/CALL/MAIL.
L’operatore tramite apposita APP può visualizzare la ripresa video in real time, valutare la gravità della situazione, identificare la posizione dell’evento ed allertare le squadre antincendio. I prodotti realizzati sono personalizzati, integrati e modulati in base all’esigenza dei clienti”.

Ebbene Sì, questi sono i due trentenni, ragazzi che lavorano a tecnologie e a soluzioni che metterebbero in forse i vecchi sistemi di lavoro agricolo, ma che sappiamo bene necessita di avanguardia tecnologica e di implementazione gestionale. Mezzi, questi, che se adottati realmente nei nostri territori, disomogenei per disegno naturale, andrebbero ad incrementare il lavoro, la produttività e a scongiurare ed evitare errori e perdite, sia in termini economici che di forza lavoro. La questione, ormai annosa, poggia sempre su un interrogativo: vogliamo tenerceli o dobbiamo ‘regalarli’ all’estero, che poi tra un quinquennio ce li ‘rivende’ a peso d’oro?
Belli i concorsi, la formazione, le fiere, i premi, i riconoscimenti e le lodi governative, ma quando ci concretizziamo? Ci si implementa a proprie spese e si è alla fine costretti a far la valigia.

Dina La Greca







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