Intestino? Meglio tenerlo pulito!

Inserita da il Feb 17th, 2017 e archiviata in Nutrizionista. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Uno dei più fastidiosi e imbarazzanti problemi che affliggono donne e uomini negli ultimi decenni è senz’altro l’irregolarità intestinale, ciò non crea solo un grande disagio ma altera tutta l’organizzazione del nostro corpo, per cui, uno dei primi step, dovrà essere” la pulizia” del tubo digerente.
Un intestino “sporco” è un intestino infiammato.
Un intestino infiammato è fonte di guai per l’organismo intero!
I ricercatori canadesi della McMaster University, hanno da poco pubblicato un articolo su PubMed (2017) in cui affermano che moltissimi disturbi patologici tra cui diabete tipo 2, obesità, colon irritabile, patologie autoimmuni, cistiti, sindrome da fatica cronica e depressione, nascono proprio da un’alterata fisiologia del microbiota intestinale ovvero da uno scorretto equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi (Slyepchenko 2017) (Leaky Gut Syndrome Fasano. A 2012).
Partiamo dall’inizio.
L’intestino è rivestito internamente da una mucosa che ci crea un effetto barriera e che è in grado di interagire, attraverso un complesso sistema di scambio, con i nostri “batteri buoni” difendendo così il nostro organismo dalle aggressioni esterne. Risulta dunque di fondamentale importanza un equilibrio corretto della flora batterica intestinale, in cui batteri benefici e batteri dannosi (normalmente presenti nel nostro intestino) convivano in simbiosi.
Ci sono purtroppo condizioni che compromettono fortemente l’ecosistema intestinale, riducendo i nostri batteri buoni (lactobacilli, bifidobatteri…) e favorendo la proliferazione di quelli cattivi (enterococchi, stafilococchi, clostridi, coliformi…) i cui metaboliti tossici modificano la permeabilità intestinale riducendo così l’effetto barriera. Tali condizioni sono da attribuirsi maggiormente alle terapie farmacologiche con antibiotici, cortisone, pillola anticoncezionale e ad altri fattori quali stress o alimentazione errata.
Come rimediare?
Innanzitutto iniziamo a creare un ambiente sano per il nostro intestino. Apportiamo un buon quantitativo di fibre per favorire la proliferazione dei nostri batteri buoni e aumentare il transito intestinale. Le fibre non sono tutte uguali, si distinguono in solubili e insolubili (presenti entrambe in tutti i vegetali ma in proporzioni differenti). Le prime, a contatto con i liquidi presenti nel tubo digerente formano un gel che protegge il nostro intestino e rappresentano il nutrimento dei batteri benefici intestinali (avena, buccia di mela, pera, prugne, semi di psillium…), le seconde invece, rimangono inalterate aumentando la massa fecale e il transito intestinale (cereali integrali, frutta secca, semi di lino…). Tra le fibre che apportano maggiore beneficio ritroviamo l’inulina, una fibra insolubile che nutre i batteri benefici a discapito di quelli dannosi. La ritroviamo nella cicoria, nei cardi e in parte anche nelle cipolle, banane, legumi e topinambur.
Anche l’idratazione ricopre un ruolo importante, da uno studio pubblicato sull’American Journal of Gastroenterology, è emerso che su un campione di oltre 8 mila adulti, i soggetti con maggiori problematiche intestinali e costipazione erano proprio coloro che assumevano meno di un litro di acqua al giorno.
Prima di ricorrere a farmaci e lassativi, sarebbe dunque opportuno rivedere le proprie abitudini alimentari e migliorare il proprio stile di vita.


sandra grecoSandra Greco,
esperta in alimentazione.

Fb: Dr.ssa Sandra Greco
(FB: NutriLab)
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