Oasi Troina: sciopero generale il 23 marzo. Sindacati chiedono solidarietà e aiuto “a tutte le persone di buona volontà”

Inserita da il Mar 11th, 2017 e archiviata in Troina. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

È finita in un nulla di fatto la riunione tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori dell’Irccs Oasi Maria SS e i rappresentanti della dirigenza dell’Oasi Maria SS onlus di Troina, che si è svolta mercoledì pomeriggio dalle 17 alle 20.30 in prefettura. Alla riunione hanno partecipato: Arturo Caranna e Arturo Impellizzeri in rappresentanza della dirigenza dell’Oasi Maria SS onlus e per le organizzazioni sindacali Maurizio Sturnio e Marina Chiavetta per la Cisl Fp, Giuseppe Adamo e Luigi Ruggeri per l’Uil Fpl, Patrizia Galiano e Giovanni Lavalle per la Cgil Fp e Antonino Maria per il Nursid. Il prefetto Maria Rita Leonardi aveva convocato le organizzazioni sindacali dei dipendenti e la dirigenza dell’Irccs Oasi Maria per cercare una soluzione all’annosa questione del pagamento di sette mensilità arretrate e allentare la tensione nelle relazioni sindacali. In termine tecnico, questa riunione si chiama “attivazione procedura di raffreddamento e di conciliazione”. E’ una procedura prevista dalla legge 146 del 1996. Ma non ci sono stati né un raffreddamento né una conciliazione. Tant’è vero che nel verbale della riunione è stato messo per iscritto che “il tentativo di raffreddamento previsto dalla legge n. 83/2000 ha avuto esito negativo”. E, per di più, a conclusione della riunione, le organizzazioni sindacali hanno proclamato una giornata di sciopero per il 23 marzo. Anche questo è scritto nel verbale. Ma che cosa hanno chiesto i rappresentanti dei lavoratori e che cosa erano disposti a dare i rappresentati del datore di lavoro? Le richieste delle organizzazioni sindacali sono riassumibili in quattro punti. Innanzitutto hanno chiesto il pagamento di almeno 4 delle 7 mensilità di stipendio arretrate. Hanno chiesto inoltre l’adozione di un piano industriale per il rilancio dell’Irccs. Hanno chiesto anche l’adozione di una nuova pianta organica e di un piano del fabbisogno di personale. L’ultima, ma non la minore, richiesta riguarda tutti i direttori dell’Irccs di cui chiedono le dimissioni, senza salvarne nemmeno uno. A tali richieste delle organizzazioni sindacali dei lavoratori i rappresentanti della dirigenza dell’Irccs hanno risposto dichiarando di essere disponibili al pagamento di 3 mensilità entro il mese di marzo. Hanno dichiarato inoltre di essere disponibili a sollecitare il consiglio di amministrazione dell’Irccs Oasi Maria SS ad approvare, prima che il consiglio di amministrazione finirà il suo mandato, il progetto di piano industriale e l’adozione della nuova pianta organica e del piano del fabbisogno di personale. Nessuna delle due parti si è spostata dalle rispettive posizioni e tutte e due hanno convenuto che “non sussistono i presupposti per ricomporre la vertenza”. Da qui la decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare lo sciopero per giovedì 23 marzo. Con il comunicato-stampa diffuso ieri le rappresentanza sindacali unitarie Cgil, Cisl, Uil e Nursind dell’Oasi hanno reso note le modalità dello sciopero. Alla ore 9 di giovedì mattina 23 marzo concentramento in piazza Conte Ruggero da dove i partecipanti allo sciopero si muoveranno in corteo per raggiungere la sede dell’Oasi percorrendo la via Conte Ruggero. E’ la prima volta che accade all’Oasi. E’ evidente che situazione sia diventata insostenibile. Si tratta di capire perché si è arrivati a questo punto, dove si è sbagliato e chi è, o chi sono i responsabili, e come si fa ad uscirne fuori. Bisogna far chiarezza. E’ una situazione drammatica, vissuta in prima istanza dai lavoratori, nei confronti della quale non si può restare indifferenti. Non sono neppure comprensibili atteggiamenti ecumenici au-dessus de la melée, proprio ora che i dipendenti chiedono solidarietà e sostegno. Riportiamo qui di seguito il loro appello:
“L’annosa vicenda dell’Oasi, che da sempre ha trovato soluzioni alle varie crisi finanziarie, susseguitesi negli anni, non pagando emolumenti ai dipendenti, non è più sostenibile. I dipendenti e le loro famiglie, il territorio tutto, ma in speciale modo il Comune di Troina, sono mortificati da una politica gestionale improvvisata ed approssimativa, pertanto, pur non disconoscendo le difficoltà operative e le lentezze burocratiche che hanno causato in parte i ritardi del momento nei pagamenti, si chiede alla cittadinanza, ai rappresentanti istituzionali territoriali, alle famiglie degli assistiti, alla società civile in genere di voler solidarizzare con i dipendenti dell’Oasi perché gli stessi non hanno la possibilità di vivere di stratagemmi per superare i continui e ripetuti mancati pagamenti”.

Silvano Privitera







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