Calascibetta: Ipab dipendente chiede assunzione al Comune e 250 mila euro di arretrati

Inserita da il Mar 20th, 2017 e archiviata in * Flash news, Calascibetta. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Calascibetta. Il caso Ipab, ente di diritto pubblico che ha operato per conto della Regione Siciliana, assicurando per diversi anni progetti per assistenza, beneficenza e istruzione, ha intrapreso la strada giudiziaria. Un braccio di ferro tra il Comune xibetano e la dipendente, la quale, usufruendo di un decreto della Regione, ha formulato una richiesta economica retroattiva di circa 250 mila euro, inoltre ha chiesto di essere assunta in pianta organica al Palazzo di città. La querelle, tra le parti, nasce a seguito di un decreto con il quale la Regione ha pensato di trasferire al Comune il patrimonio, i debiti dell’ente socio assistenziale e la dipendente. E non potendo sperare in una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, in quanto il Comune xibetano non ha presentato ricorso al Tar, al fine di bloccare il decisione regionale (il termine ultimo era fissato entro la fine di giugno 2016), la querelle, che ruota attorno all’Ipab, rischia di diventare sempre più ingarbugliata. Una vicenda che, senza un ripensamento dell’assessorato agli Enti locali, rischia di mandare il Comune xibetano in dissesto. Secondo indiscrezioni infatti la cifra che dovrebbe caricarsi in bilancio il Comune potrebbe superare le cinquecentomila euro. Tra questi ci sono anche le somme che spettano alla dipendente. Un ente, l’Ipab, il cui processo di estinzione sarebbe dovuto iniziare nel 2007, ma la Regione ha preferito nominare sia Commissari straordinari che ad acta tenendo così in vita un ente i cui debiti sono aumentati nonostante gli immobili sono rimasti chiusi: nessuna attività è stata infatti svolta al loro interno, come nella sede storica del Collegio di Maria dove due piani risultano inagibili. Intanto la dipendente, tramite il suo avvocato, ha presentato il “conto” (anche salato) al Comune, il quale, decidendo di resistere in giudizio, nominerà un legale. E nel bel mezzo di questo braccio di ferro, in gioco è entrata anche la minoranza consiliare “Riunire Calascibetta” che ha inviato gli atti alla Procura della Repubblica di Enna, a quella di Palermo e alla Corte dei Conti. Il motivo? Chiedono di conoscere se vi siano state omissioni in tutta questa vicenda. Una decisione, quella dell’esposto, che ha scatenato la reazione del Partito democratico, di cui il sindaco è parte integrante. Un documento, dai toni duri, dove si legge: “Quanto ci si rivolge agli organi preposti per far prevalere l’interesse privato di qualche candidato della lista Riunire Calascibetta, che ha interesse particolare nell’applicazione del famoso decreto di estinzione dell’Ipab-Collegio di Maria, questo non è fare l’interesse generale dei cittadini”. Insomma, uno scontro politico e anche personale che andrà sicuramente avanti a colpi di carte bollate. Una vicenda che sarà affrontata quest’oggi, alle 18, in Aula consiliare, mentre sono diversi i cittadini a sostenere che l’Ente-Ipab è stato una macchina mangiasoldi. Molti gli aspetti controversi. Dai terreni alle case che costituiscono il patrimonio Ipab, alcuni affittati con regolare contratto, altri solo tramite accordo verbale, come l’immobile di Via Conte Ruggero, un locale che per tanti anni è stato affittato alla politica per una cifra irrisoria. Adesso, probabilmente, sembra sia arrivato il momento di fare chiarezza. Anche perché stiamo parlando di soldi pubblici.

Francesco Librizzi







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