Sicilia. Tutti decaduti i Sindaci… anche per colpe altrui

Inserita da il Apr 11th, 2017 e archiviata in AGORÄ, EN-Politica. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Tutti decaduti i Sindaci…anche per colpe altrui

di Massimo Greco

 

“Uno, nessuno e centomila” è il titolo di un famoso romanzo del siciliano Pirandello che anima la presente riflessione. Sulla prospettata decadenza dei Sindaci per la mancata approvazione degli strumenti finanziari del Comune si è infatti detto tutto e il contrario di tutto. Si è detto che la novella disposizione approvata dall’ARS altro non era che un recepimento di analoga disposizione contenuta nel Testo deli Enti locali, poi che si applicava a partire dai mandati elettivi successivi e per ultimo che la decadenza dei Sindaci è immediatamente applicabile anche per i mandati elettivi in corso. Quest’ultima versione è stata confermata il mese scorso dal legislatore siciliano attraverso una mirata interpretazione autentica che, sostanzialmente, ha inteso fare chiarezza. Lo spettro della “decadenza kamikaze” operata dai Consigli comunali ritorna quindi prepotentemente sia per quei Comuni i cui organi consiliari si sono rifiutati di approvare i rispettivi strumenti finanziari per l’anno scorso 2016 che per quelli i cui organi consiliari ometteranno tale incombenza nei successivi esercizi finanziari, a cominciare da quello in corso.

Sull’inevitabile guerra tra Sindaci e legislatore regionale si registra il 2° consulto del Consiglio di Giustizia Amministrativa richiesto (ed ottenuto in sole 24 ore) dalla Presidenza della Regione. In detto parere, in cui si conferma l’efficacia erga omnes dell’interpretazione autentica fornita dal legislatore regionale, viene però fornito un vero e proprio assist ai futuri Sindaci che saranno dichiarati decaduti. Il CGA, infatti, non ha esitato ad affermare che “…le eventuali questioni di costituzionalità dell’art. 2, l.r. 6/2017 sembrano prima facie non manifestamente infondate, alla luce dei principi in tema di norme di interpretazione autentica e di norme retroattive, e dei canoni di ragionevolezza, proporzionalità, certezza del diritto, economicità dell’azione amministrativa”.

Ancora una volta, quindi, sarà la il Giudice delle leggi – al quale si rivolgeranno i Sindaci in via incidentale nel contesto di ricorsi presentati al Tribunale Amministrativo avverso il decreto regionale di decadenza – a dirimere una questione dal sapore poco istituzionale e tanto politico.







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