Enna. Accusato di un presunto caso di pedofilia, ai domiciliari da febbraio, indagini in dirittura d’arrivo

Inserita da il Apr 15th, 2017 e archiviata in En-Cronaca. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Enna. Le indagini su un presunto caso di pedofilia ad Enna per cui è ai domiciliari dallo scorso febbraio un pensionato ennese, Filippo Laneri, sono arrivate ad un punto cruciale. La capacità di deporre del minore che avrebbe subito le attenzioni del pensionato, saranno valutate la settimana prossima dopo il giuramento del perito incaricato dal Gip. Il minore sarà sentito nell’aula per le audizioni protette nel corso dell’incidente probatorio chiesto dal sostituto procuratore Francesco Lo Gerfo. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Enna con il supporto del Norm. Subito dopo l’arresto, avvenuto ad inizio febbraio, erano state sequestrate centinaia di cd e dvd ed il computer dall’abitazione dell’indagato per violenza sessuale su minore. Sul contenuto nulla ancora trapela. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia avvenuto davanti al Gip Vittorio La Placa, che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare il pensionato ha scelto di non rispondere. L’uomo, difeso dall’avvocato Biagio Scillia, è stato arrestato dopo una indagine lampo, durata appena un mese e mezzo, nata lo scorso gennaio, grazie all’intuito di alcuni carabinieri che rientrando dopo essere stati a cena avevano notato in più occasioni l’auto del pensionato, mentre era in sosta vicino ad una fermata dell’autobus in zona monte ad Enna o in zone appena fuori città. Nell’auto spesso c’era un minorenne, che non aveva alcun tipo di legame con l’anziano. I due si sarebbero incontrati tre-quattro volte a settimana. L’adolescente, come risultato dalla fase investigativa, sarebbe stato adescato nelle vicinanze della scuola e convinto da Laneri ad appartarsi con lui ed anche a mentire ai genitori sui loro incontri, facendo leva su sentimenti di forte affetto nutriti nei suoi confronti. L’accusa di violenza sessuale su minore è aggravata dall’essersi aggirato nelle vicinanze di istituti scolastici e dall’età della presunta vittima inferiore ai 16 anni.

Tiziana Tavella per La Sicilia


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