ATTIVITA’ DELL’ETNA, 15-19 APRILE 2017

Inserita da il Apr 20th, 2017 e archiviata in * Terremoti Eruzioni. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

L’episodio di attività effusiva da un sistema di fratture eruttive sul fianco e alla base meridionale del Cratere di Sud-Est (SEC), che era iniziato la sera del 13 aprile 2017, è terminato nella notte fra il 14 e il 15 di aprile. Successivamente, il vulcano è rimasto in uno stato di calma per 4 giorni e mezzo, per rientrare in attività con un nuovo episodio eruttivo nella tarda mattinata del 19 aprile 2017.
Mentre l’episodio precedente si era annunciato con un brusco aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico, seguito da una breve fase di attività stromboliana e poi dall’apertura delle fratture eruttive, questo nuovo episodio ha avuto iniziato con l’emissione di lava dal piccolo “pit crater” posto poco sotto l’orlo della “bocca della ex sella fra il vecchio e il nuovo cono del SEC”, alle ore 09:34 UTC (=ore locali -2). Dopo pochi minuti è incominciata una modesta attività stromboliana da una bocca poco più a monte; solo dopo si è osservato anche un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico accompagnato dalla caratteristica superficializzazione della sorgente del tremore.
La discesa della colata lavica sul ripido fianco meridionale del cono del SEC ha provocato alcuni piccoli crolli, che hanno generato, per pochi minuti, modesti pennacchi di polvere rossastra che si sono dispersi rapidamente nell’atmosfera sotto il vento fortissimo che soffia verso est.
Al momento di questo aggiornamento (ore 13:30 UTC del 19 aprile), l’attività stromboliana ed effusiva sta continuando. La colata di lava principale sta seguendo lo stesso percorso delle due colate precedenti (10-11 e 13-15 aprile), in direzione dell’orlo occidentale della Valle del Bove (vedi immagine a sinistra, ripresa dalla telecamera termica di sorveglianza sulla Montagnola, “EMOT”).

ATTIVITA’ DELL’ETNA, 7-14 APRILE 2017
L’episodio di attività effusiva descritto nel precedente aggiornamento si è concluso nella notte fra l’8 e il 9 aprile 2017; un nuovo episodio effusivo è incominciato da una bocca eruttiva posta sempre alla base meridionale del cono del Cratere di Sud-Est (SEC) nella giornata del 10 aprile, ed è durato poco più di 24 ore. Una colata di lava si è riversata verso sud-est per raggiungere l’orlo occidentale della Valle del Bove ed espandersi per alcune centinaia di metri sulla parete sottostante.
Dopo tre giorni di calma, nella serata del 13 aprile, l’apertura di tre bocche effusive, sul fianco meridionale del cono del SEC e alla sua base meridionale, ha marcato l’inizio di un ulteriore episodio di attività effusiva. L’inizio dell’attività eruttiva era preceduto da un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico e una breve attività esplosiva alla bocca posta sulla ex “sella” fra il vecchio e il nuovo cono del SEC. La foto a sinistra è stata scattata poco dopo l’inizio dell’attività alla bocca più bassa; si vedono i due flussi lavici alimentati dalle prime due bocche a monte e l”appena cominciata colata dalla terza bocca in basso. Il puntino rosso in alto a destra corrisponde al piccolo “pit crater” (cratere a pozzo) che si è aperto sul fianco del cono sulla ex “sella” a fine marzo, che era stato sede dell’attività esplosiva all’inizio del nuovo episodio eruttivo.
Le bocche eruttive più a monte sono rimaste in attività per poche ore, emettendo piccole colate di lava che si sono arrestate dopo qualche centinaio di metri, mentre la terza bocca, ubicata alla base del cono, rimane in attività effusiva, alimentando un flusso lavico verso sud-est, in direzione della Valle del Bove. Nella mattinata del 14 aprile, il fronte di questa colata era in discesa sulla parete occidentale della Valle del Bove, sovrapponendosi alla colata del 10-11 aprile.

ATTIVITA’ DELL’ETNA, 17 MARZO – 6 APRILE 2017
L’episodio eruttivo incominciato nel mattino del 15 marzo 2017 al Cratere di Sud-Est (SEC) dell’Etna è continuato per alcuni giorni con attività stromboliana ed emissioni di cenere (vedi foto a sinistra, scattata al tramonto del 17 marzo da Tremestieri Etneo, sul fianco meridionale del vulcano, da Boris Behncke, INGV-OE) dalla bocca posta sulla ex “sella” fra il vecchio e il nuovo cono del SEC. Le emissioni di cenere sono aumentate la sera del 16 marzo, alternandosi con attività stromboliana senza emissione di cenere, causando leggere ricadute di cenere sui versanti sud-occidentale, meridionale e sud-occidentale del vulcano. Nella mattinata del 18 marzo, l’attività esplosiva è notevolmente diminuita e fino alla sera del 19 sono avvenute solo sporadiche esplosioni stromboliane, che sono sostanzialmente cessate nella notte successiva. Da allora sono avvenute alcune sporadiche e deboli emissioni di cenere sia dalla bocca della “sella”, sia dalla bocca eruttiva posta sull’alto fianco orientale del nuovo cono del SEC.
E’ continuata invece senza interruzioni l’emissione di colate di lava dalla bocca effusiva apertasi nella tarda serata del 15 marzo a quota 3010 m, alla base meridionale del SEC. Nei primi giorni, una colata di lava si è espansa prima in direzione sud-orientale, verso l’orlo occidentale della Valle del Bove, dove si sono formati due piccoli flussi lavici sulla parete della medesima valle, che hanno raggiunto circa metà dell’altezza della parete. Il braccio lavico principale invece si è diretto verso sud costeggiando l’orlo della Valle del Bove, per riversarsi sulla sua parete occidentale ad est del cratere “Cisternazza” e formare un braccio lavico lungo qualche centinaio di metri. Nel pomeriggio, un braccio lavico più alimentato si è riversato accanto a quello precedente sulla parete, che qui ha una pendenza più ripida, causando frequenti collassi e scivolamenti del fronte lavico attivo, soprattutto quando esso ha coperto zone depresse riempite da neve.
Durante il pomeriggio del 18 marzo, sono avvenuti quasi continui collassi del fronte lavico sulla parete della Valle del Bove, quelli maggiori alle ore 15:00-15:15 UTC (=ore locali -1) e alle 17:50-18:05, durante i quali diverse valanghe di materiale incandescente hanno raggiunto la base della parete. La presenza di abbondante vapore nei pennacchi di cenere generati da questi eventi indica una forte interazione con neve presente sul terreno (vedi immagine al centro a sinistra, ripresa dalla telecamera di sorveglianza visiva a Catania). I fenomeni di collasso sono diminuiti durante la notte successiva, e la colata si è espansa fino alla base della parete e sul terreno più pianeggiante della Valle del Bove. Il flusso lavico verso la Valle del Bove è fortemente diminuito durante la giornata del 20 marzo ed era del tutto cessato il giorno successivo; più a monte, nell’area fra Torre del Filosofo e la località “Belvedere” sull’orlo della Valle del Bove, per alcuni giorni erano ancora alimentati alcuni piccoli flussi lavici. Il 21 marzo invece un nuovo flusso lavico ben alimentato ha cominciato ad allungarsi costeggiando il fianco occidentale del cono del 2002-2003 e riversarsi nella “sella” fra esso ed il vicino cono del Monte Frumento Supino. Questo flusso lavico si è gradualmente espanso verso sud-sudovest; a valle di Monte Frumento Supino è stato deviato verso sud-ovest dalla cresta del campo lavico del 2002-2003. A fine marzo, il fronte lavico aveva raggiunto una quota di circa 2300 m dove si è arrestato; nei primi giorni di aprile diversi bracci lavici si sono espansi accanto a quello iniziale arrestandosi tutti più o meno alla stessa quota.

I sopralluoghi quasi quotidiani effettuati da personale INGV-Osservatorio Etneo rivelano che su parte del suo percorso, la colata lavica si sta ingrottando (vedi foto in basso a sinistra, scattata la sera dell’1 aprile da Emanuela De Beni e Stefano Branca, INGV-OE). Al momento (primo pomeriggio del 6 aprile 2017), l’attività effusiva sta continuando senza variazioni di rilievo; altrettanto invariato si presenta nelle ultime due settimane l’ampiezza media del tremore vulcanico.
Durante l’attività esplosiva di metà marzo, il nuovo cono piroclastico formatosi attorno alla bocca della “sella”, non sembra essere cresciuto in altezza ma si è notevolmente allargato. Negli ultimi giorni di marzo (presumibilmente intorno al 28) si è aperto un piccolo “pit crater” (cratere a pozzo) sul fianco meridionale di questo cono, che nelle ore notturne mostra una forte incandescenza. Inoltre, in tutto il periodo coperto da questo rapporto, sono stati visibili anche ad occhio nudo gli intensi bagliori in corrispondenza della bocca degassante apertasi il 7 agosto 2016 sull’orlo nord-orientale del Cratere Voragine.







   Clicca e Condividi su Facebook |

Clicca per consigliare questo articolo sulla ricerca Google

Clicca per condividere questo articolo su OKNOtizie OkNotizie



Invia per mail l'articolo o stampalo in PDF

Contribuisci con una donazione all'Associazione ViviSicilia ViviEnna



Pubblicita'

ViviEnna


Photo Gallery

mail: vivisicilia.it@gmail.com | Versione VEBLU 1.2ab | Supporto Tecnico e Hosting Bluermes Comunicazione Integrata