Oasi Troina: mancati pagamenti, stato di agitazione lavoratori si trasformerà in una protesta più concreta

Inserita da il Apr 20th, 2017 e archiviata in Troina. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Per i sessantacinque dipendenti dell’Oasi Maria Santissima di Troina, che si occupano dell’attività manutentiva di molti servizi all’interno della struttura sanitaria, la situazione non è brillante perché, nonostante le promesse, continuano ad aspettare il pagamento delle spettanze arretrate.
I soldi, era stato promesso, dovevano arrivare prima di Pasqua, invece non è successo niente ed allora il responsabile del settore della Cgil, Pietro Arena, ha fatto una richiesta di un incontro urgente con il prefetto Leonardi, presenti i dirigenti dell’Oasi di Troina, per vedere se è possibile, attraverso il confronto, di trovare una soluzione condivisibile visto che 65 famiglie stanno soffrendo la fame e i lavoratori sono costretti a farsi aiutare dai parenti oppure andare alla ricerca di qualche prestito con tutti i pericoli del caso.
Soltanto alla vigilia di Pasqua i lavoratori e i rappresentanti sindacali hanno saputo dalla direzione che gli impegni che erano stati presi non potevano essere onorati per mancanza di liquidità e per sopravvenute difficoltà nel reperimento di determinate somme che erano ormai erano considerate incamerate. L’impegno preso dall’azienda con i rappresentanti sindacali prevedeva che ai 65 lavoratori venivano pagati, prima di Pasqua, 4 mensilità, quindi entro la fine dell’anno, attraverso un piano di rientro, il saldo di tutti gli altri mesi arretrati.
I rappresentanti della Filctem e Filcams della Cgil hanno già preannunciato azioni forti e tra questi quello di interessare direttamente il prefetto Leonardi con l’apertura di un tavolo tecnico, possibilmente entro la prossima settimana per discutere l’argomento ed avere certezze sicure per il pagamento delle spettanze arretrate.
Se non ci saranno risposte valide lo stato di agitazione dei lavoratori si trasformerà in una protesta più concreta.







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