Vivienna.it agenzia di informazione on line della provincia di Enna 2013-05-18T22:07:03Z http://www.vivienna.it/feed/atom/ WordPress redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[20 maggio: San Bernardino da Siena]]> http://www.vivienna.it/?p=83133 2013-05-18T18:32:17Z 2013-05-18T22:07:03Z Bernardino nacque a Massa Marittima, presso Siena, nel 1380, dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi. Rimasto orfano di ambedue i genitori allorché era ancora in tenera età, fu educato dalle zie e da una cugina, le quali gli inculcarono una tenera ed intensa devozione verso la Vergine santa. A Siena, fuori Porta Camollia, vi era un affresco raffigurante Maria assunta in cielo. Il fanciullo si recava spesso a pregare davanti a quell’immagine; e un giorno confidò alla cugina Tobia: «Sono innamorato della beatissima Vergine Maria Madre di Dio; lei ho sempre amato, lei desidero ardentemente vedere, lei amo con tutto il cuore e perciò ho scelto lei come mia castissima fidanzata. Vorrei tenere sempre lo sguardo fisso su di lei; per questo ho deciso di visitare la sua immagine ogni giorno». Durante la peste del 1400 a Siena, essendo perito tutto il personale regolare dell’ospedale e rispondendo alla richiesta di aiuto del responsabile, si offrì volontario insieme ai suoi amici della Compagnia dei Battuti (o dei Disciplinati) a cui si era iscritto, che si riunivano, a mezzanotte, nei sotterranei dell’ospedale. Dopo l’esperienza di quattro mesi tra i malati di peste, rimase lui stesso colpito dalla malattia e lottò per un po’ di tempo tra la vita e la morte. Fu un’esperienza tremenda ma così forte che lo segnerà positivamente tutta la vita. Aveva imparato sull’uomo e i suoi bisogni ma anche su se stesso ciò che i libri di antropologia del tempo non avrebbero potuto insegnargli con maggiore efficacia. Passata poi l’epidemia si prese cura di una delle due zie, gravemente malata, fino alla sua morte. Nel 1402, sempre a Siena, diventò francescano e due anni dopo sacerdote. Fu mandato poi a Fiesole per completare gli studi in teologia ascetica e mistica: qui lesse con attenzione e con entusiasmo gli scritti dei grandi autori francescani, in primis, Francesco e Bonaventura, Duns Scoto, Jacopone da Todi e altri.
Nel 1405 fu nominato dal Vicario dell’Ordine predicatore ufficiale, e da questo momento in poi Bernardino si dedicherà soprattutto alla predicazione (ma anche al governo e riforma del suo Ordine di cui fu Vicario Generale dal 1438 al 1442). In primo luogo nel territorio della Repubblica di Siena, poi in altre innumerevoli città, specialmente dell’Italia centro settentrionale. È interessante sapere che le prediche di Bernardino da Siena ci sono pervenute grazie ad un fedele (o ammiratore) trascrittore, il quale a modo suo stenografava tutto, anche i sospiri del predicante. Questi raccomandava che ciò che bisogna dire nella predica deve essere “chiarozo, chiarozo… acciò chè chi ode ne vada contento e illuminato, e non imbarbugliato”. Per Bernardino inoltre il predicare doveva essere un “dire chiaro e dire breve” ma senza dimenticare insieme il “dire bello”. E, come spiegava con una metafora contadina: “Piuttosto ti diletterai di bere il buon vino con una tazza chiara e bella che con una scodella brutta e nera”.
Insomma curare il contenuto (il buon vino evangelico) e il contenente che deve essere bello (la forma). E lui faceva tutto questo (eccetto la brevità). Conquistava l’uditorio non con ragionamenti astrusi e astratti, ma con la semplicità, con parabole, aneddoti, racconti, metafore, drammatizzando e teatralizzando il racconto (oggi diremmo che della predica faceva un piccolo “show spirituale”). Era soprattutto attuale: castigava e canzonava le umane debolezze, le stregonerie, le superstizioni, il gioco e le bische (diceva:“anche il demonio vuole il suo tempio ed esso è la bisca”), i piccoli e grandi imbrogli nel commercio al dettaglio, le mode frivole (specialmente delle donne, oggi è il culto del “look”), i vizi in generale, pubblici e privati. Ma era feroce con gli usurai del tempo, una piaga antica (e moderna). Ma qual’era il centro della predicazione di Bernardino? Naturalmente Gesù Cristo, in un triplice aspetto: il Gesù “umanato” e cioè l’Incarnazione, il Gesù “passionato” ovvero la sua Passione e Morte in Croce, ed infine il Gesù “glorificato”, la sua Resurrezione e Ascensione alla destra del Padre. Bernardino metteva in risalto il primato assoluto del Cristo, la sua mediazione universale, la subordinazione di tutte le cose a Lui e in vista di Lui per arrivare attraverso Lui alla perfezione e alla comunione con Dio. È il tema centrale del “Christus Victor” diventato il Signore di tutto attraverso la sofferenza della Croce, rendendo tutti partecipi della salvezza dal peccato. Tutto bene, tutto liscio nella sua vita? Non è possibile per nessuno. Oggi gli si rimprovera infatti una durezza eccessiva contro le cosiddette “streghe” e contro gli Ebrei (allora non erano ancora i “nostri Fratelli maggiori”). Era santo ma anche figlio del suo tempo e della cultura di allora. Comunque la sua fama di predicatore travolgente, efficiente ed efficace non lo risparmiò da ostilità, sofferenze ed incomprensioni.
Sappiamo che l’invidia è una non virtù che, come zizzania, è sempre stata presente anche nei verdi campi ecclesiali. Bernardino fu infatti accusato di idolatria (e non una volta sola anche di eresia) specialmente per quanto riguardava la devozione al Nome di Gesù, espresso nel famoso trigramma JHSmesso su uno stendardo. Fu sempre completamente scagionato (a Roma) e reintegrato. Pur provato dalla malattia e da noiosi disturbi, rimase fedele fino alla fine alla sua missione di ministro della parola di Dio. Morì nel 1444 ad Aquila, dove i suoi resti mortali riposano ancora oggi nella chiesa a lui dedicata. Bernardino da Siena non solo aveva predicato bene, ma era anche vissuto da santo e questa santità venne riconosciuta subito dalla Chiesa attraverso il Pp Niccolò V (Tomaso Parentucelli, 1447-1455) che lo canonizzò, solo sei anni dopo, il 24 maggio del 1450. S. Bernardino da Siena, in Italia, è Patrono o Compatrono, fra l’altro, di : Acquafredda (BS), Bernalda (MT), Carpi (MO), Correggioli (MN), Aquila, Montegallo (AP), Offagna (AN), Rodigo (MN), Villatico (LC). Protettore dei pubblicitari.
Significato del nome Bernardo: “ardito come orso” (tedesco).

Oggi si celebrano anche:
S. Lidia di Tiátira (sec. I), convertita da S. Paolo apostolo
S. Aurea di Ostia, Martire (sec. inc.)
S. Baudelio di Nimes (F), Martire (sec. inc.)
S. Talaleo, Martire († 284 cc) in Cilicia (odierna Turchia)
S. Lucifero di Cagliari, Vescovo († 370)
S. Austregesilio di Bourges (F), Vescovo († 624 cc)
S. Anastasio di Brescia (sec. VIII), Vescovo
S. Teodoro di Pavia, Vescovo († 769 cc)
B. Guidone della Gherardesca (1060-1140), Eremita
B. Colomba (Angela) da Rieti (1467-1501), Vergine
S. Protasio Chong Kuk-bo, Martire a Seul († 1839)
S. Arcangelo Tadini (1846-1912), presbitero, fondatore
B. Luigi Domenico Filippo Talamoni (1848-1926), presbitero, fondatore
B. Giuseppa Endrina Stenmanns (1852-1903), Vergine

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Jesus Christus, heri et hodie, ipse est in saecula!

a cura di Nicoletta Nonna

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1863 Frederick Walton brevetta il linoleum. L’inventore inglese deposita un metodo che consiste nel miscelare olio di semi di lino ossidato con resina e trucioli.
compleanni
1799 Honore de Balzac
1890 Beniamino Gigli
1944 Joe Cocker
1972 Busta Rhymes

proverbio
Chi va a cavallo da giovane, va a piedi da vecchio

accadde oggi
1506 in Spagna muore il navigatore genovese Cristoforo Colombo
1960 al Festival di Cannes “La dolce vita” di Federico Fellini riceve la Palma d’Oro
2001 muore 81enne nella sua casa di Roma, il cantante e musicista napoletano, Renato Carosone. Negli anni 50 aveva coniugato lo swing americano alla melodia partenopea, in successi come “Tu vuò fa l’americano”

scoperte, invenzioni, etc.
1863 Frederick Walton brevetta il linoleum
L’inventore inglese deposita un metodo che consiste nel miscelare olio di semi di lino ossidato con resina e trucioli

frase celebre
“La fantasia si può paragonare al sogno di Adamo: Adamo si destò, e scoprì che era verità”
Keats

consiglio
Per una pelle perfetta
A ogni cambio di stagione, per circa tre settimane, assumete lievito di birra sciolto in acqua tiepida con una goccia di miele: fa risplendere la pelle e riattiva l’intestino

cosa vuol dire
Lambiccarsi il cervello
Sforzarsi di capire o di trovare una soluzione ad un problema
L’idea è presa dall’alambicco, l’apparecchio con cui si distillano alcol, erbe, fiori per estrarne la parte più pura, per cui lambiccarsi il cervello vorrebbe dire letteralmente spremere le meningi per estrarre la parte migliore

consiglio per terrazzo orto e giardino
Rincalzatura
Consiste nel raccogliere a cono un pò di terra, o meglio di terriccio soffice o di torba, attorno al piede delle piante, per aumentarne la stabilità, per facilitare lo sgombro dell’acqua evitando dannosi ristagni, per stimolare l’emissione di getti basali che aumentino il volume di un cespuglio o da utilizzare per ottenere nuove piante per mezzo di propaggini o talee.

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[Gangi; al via primo corso in Sicilia di nordic walking]]> http://www.vivienna.it/?p=231814 2013-05-18T18:35:12Z 2013-05-18T13:12:59Z Presentato, ieri pomeriggio, nella splendida aula consiliare del comune di Gangi il primo corso per istruttori in Sicilia di nordic walking o camminata nordica, la camminata veloce utilizzando appositi bastoni. Il corso, gestito dalla Scuola Italiana Nordic Walking, è stato organizzato da Madonie Outdoor ASD con il patrocinio gratuito del Comune di Gangi e del Parco delle Madonie. Al convegno, “Nordic Walking e il Parco delle Madonie. Una nuova possibilità per la fruizione sportiva e turistica del territorio”, sono intervenuti Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi, Vincenzo Scavuzzo, presidente Madonie Outdoor ASD e Daniele Frigerio, master trainer scuola italiana Nordic Walking. Frigerio è stato il primo in Italia, nel 2004, ad aver importato questa disciplina nel “Belpaese”.

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[A Catenanuova è scattata la caccia ai parenti o affini o portatori di voti a “frigo pieno”]]> http://www.vivienna.it/?p=231790 2013-05-18T12:38:44Z 2013-05-18T10:27:26Z Catenanuova. Le supposizioni della vigilia sono diventate realtà e la presentazione della lista di cinque candidati alla poltrona di sindaco, Zampino, Guagliardo, Di Benedetto,Virzì, Biondi, ne è una riprova, tutti infatti alla ricerca, nelle cinque compagini, di parenti o affini o portatori di voti a “frigo pieno” come si dice in gergo, per cercare di equilibrare, il flusso dei consensi delle altre liste.

Ci riprova Santo Zampino, da trent’anni in auge, con diversi ruoli ma mai sindaco, con un motto pieno di significati “Ricominciare si può” con l’aiuto dei cittadini: “La mia formazione integra tre esperienze di riferimento, assieme ad una logica per un futuro diverso affidato ai tanti giovani che potranno darmi la spinta necessaria per il cambiamento di Catenanuova”.
Per “Rinascita per Catenanuova “, commenta il candidato sindaco Paolo Guagliardo: “Da parte nostra promettiamo una maggior presenza sia nell’ amministrazione che nella cittadina per far sentire ai catenanuovesi la presenza di una guida attenta alle esigenze di vivibilità dei catenanuovesi”.
“Per Valeria Simona Virzì lista “Anno Zero”, saranno davvero i giovani a dare la svolta del cambiamento e questa mia formazione annovera già due ragazzi classe ’88, una della classe ’93 e un altro classe ’95, che vogliono dire la loro sulla vita dei giovani catenanuovesi”.
Il candidato sindaco Alfredo Di Benedetto ci riprova con lo slogan “Servire il futuro”, affermando: “abbiamo un ottimo staff, con una integrazione equilibrata fra esperienza e gioventù con la voglia di affrontare e risolvere le difficoltà eonomiche e ambientali di Catenanuova impegneremo su questi obiettivi”.
Per l’uscente Aldo Biondi, lista “Legalità solidarietà crescita”, ancora voglia di esserci e questa potrebbe essere per lui la seconda volta: “Anche per la mia formazione qualche giovane, qualche assenza, ma il quadro complessivo da molte garanzie di successo.Nel 2008 ho vinto alla grande stavolta spero di fare il bis”.
Ben 75 candidati alo ruolo di consigliere, da contare anche gli assessori, cinque candidati alla poltrona di sindaco e un tessuto parentale disgregato poichè le candidature, purtroppo, hanno favorito le trasversalità trovandosi parenti nelle diverse liste che in tempi di crisi istituzionale danno la dimensione di quanto è voluto bene il “bene Comune!”.

Carmelo Di Marco

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[Coordinatore provinciale Megafono: recupero funzionalità dell’ospedale di Piazza Armerina]]> http://www.vivienna.it/?p=231800 2013-05-18T12:46:57Z 2013-05-18T10:26:51Z Sarà una conferenza stampa in programma nei prossimi giorni con i vertici dell’ASP e dell’assessorato regionale alla sanità a delineare il profilo futuro dell’ospedale Michele Chiello. Questa la decisione del presidente della regione Rosario Crocetta, ieri al termine dell’incontro palermitano alla presenza tra gli altri del coordinatore provinciale Ranieri Ferrara, durante il quale è stata sancita la volontà politica ed istituzionale di dare un nuovo futuro all’ospedale piazzese.
“Il mandato del presidente Crocetta è stato tassativo, commenta il coordinatore provinciale Ranieri Ferrara, procedere al recupero della funzionalità del Michele Chiello nell’ottica del progetto degli Ospedali Riuniti, che abbiamo presentato sin dallo scorso mese di febbraio al commissario Termine. Piu’ servizi e piu’ eccellenze complementari rispetto ad Enna e con il coinvolgimento dei comuni dell’hinterland piazzese”.
Assoluto sostegno è stato espresso nei confronti della linea di politica sanitaria adottata dal commissario straordinario è stata manifestata dal presidente Crocetta e dal direttore generale dell’assessorato sanità Sammartano.

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[Anche quest’anno, inaspettata, improvvisa, è arrivata a Morgantina la primavera, una calamità naturale per Aidone]]> http://www.vivienna.it/?p=231783 2013-05-18T09:17:36Z 2013-05-18T07:55:51Z Anche quest’anno, inaspettata, improvvisa, è arrivata a Morgantina la primavera, una calamità naturale che sommerge la città ellenistica con una vegetazione rigogliosa e tenace; anche quest’anno ha colto tutti impreparati, ha nascosto le strade, le colonne, le rovine di gran parte della città, si può dire che, per qualche miracolo, l’Agorà, tutto intorno ai monumenti, è stata liberata dalle erbacce (sembra che se ne stiano occupando, senza neppure essere attrezzati per la bisogna, gli ex carcerati, impiegati in lavori di pubblica utilità). La domenica scorsa, come fanno da qualche anno, i volontari dell’Archeoclub Aidone-Morgantina hanno iniziato la diserbatura e la pulizia di due case della collina ovest: la Casa della Cisterna ad Arco e quella dei Capitelli Tuscanici, un’azione faticosa e improba, anche perché: 1. le due case liberate saranno due isole nel mare verde, che tra qualche giorno prenderà i toni del giallo, che speriamo non divenga nero se ci scapperà il fuoco 2. l’opera meritoria dell’associazione, che dovrebbe diventare di esempio e di stimolo resterà del tutto nascosta e misconosciuta.
Quando due anni fa la direzione del Parco Archeologico aveva voluto fortemente promuovere il percorso attuale era sembrata, non a tutti in verità, un’iniziativa apprezzabile: finalmente la gente aveva la possibilità di visitare il quartiere ovest con le sue case eleganti e ricche di mosaici, da sempre trascurato, apprezzare la veduta dell’agorà dall’alto, percorrere la plateia A, la principale arteria della città; iniziativa apprezzabile nonostante la tortuosità del percorso più lungo del precedente, piuttosto faticoso per anziani e turisti frettolosi e difficoltoso per chi non è accompagnato da una guida, vista la carenza di cartelli e pannelli didascalici. Da qualche settimana, grazie all’opera di una associazione di volontari della protezione civile (e solo in loro presenza), il sabato e la domenica è nuovamente possibile l’accesso dal vecchio ingresso, che dalla strada lastricata dà direttamente sull’agorà, i turisti dovranno prima di munirsi di ticket presso la biglietteria. La sosta nella biglietteria permette di valutare l’opportunità di visitare l’edificio termale e quindi tornare sulla strada all’altezza della casa di Eupolemos e se necessario fruire del bar e del ristorante.
Restano delle domande che richiederebbero una risposta: 1) Quando sarà fatto, finalmente, il diserbo? E, a tal proposito, che fine avrà fatto quella disposizione voluta dal presidente Lombardo di impiegare i precari della Forestale in questi compiti? A noi poveri ingenui viene da chiedersi per quale motivo, almeno all’interno dei case e degli altri monumenti, non vengano utilizzati dei diserbanti ma si permetta che le erbacce si infiltrino negli interstizi delle pareti e dei pavimenti, che riescano a trapanare perfino i pavimenti di cocciopesto e gli stessi mosaici? 2) com’è possibile che mentre il sito di Morgantina continua a versare nell’abbandono, il personale è ridotto ai minimi termini, si continui a parlare di finanziamenti plurimilionari (6? 4? milioni di euro) per realizzare progetti improbabili di ampliamento del Museo, che distruggerebbero buona parte della Villa, (il giardino comunale, l’unica oasi di verde nel centro storico di Aidone), o per la ricostruzione del rudere della casa Boscarini, il famoso rudere settecentesco, al limitare dell’Agorà, per farci non si sa bene cosa! Ma allora se sono previste così tante strutture perché occupare pure la scuola elementare Truppia per la cui cessione tutti ci stiamo battendo? Si continua ad allargare a costruire strutture senza il personale che li possa gestire, viene facile pensare che i finanziamenti investiti in opere nuove rendono di più che utilizzate per garantire una corretta e decente gestione… facile anche immaginare la risposta: è quella la destinazione d’uso dei finanziamenti e non la si può cambiare. Ma chissà forse la nuova amministrazione regionale potrebbe farsi guidare dal buon senso e destinare le risorse là dove sono necessarie.
E intanto i volontari dell’Archeoclub anche la prossima domenica, e se necessario l’altra ancora, continueranno a ripulire le due case che hanno adottato: la casa della Cisterna ad arco e la Casa dei Capitelli tuscanici, nella speranza che intano cominci la pulizia generale del sito e che le “loro case” siano accessibili ai visitatori.

F. Ciantia


news correlata:
Commissione Ap su degrado Morgantina convoca direttore parco e sindaco Aidone

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[Aspetti simbolici e carattere solidaristico-comunitario del pellegrinaggio dei Ramara di Troina]]> http://www.vivienna.it/?p=231794 2013-05-18T12:58:16Z 2013-05-18T07:50:28Z  Oggi pomeriggio sulle rive del fiume Troina, a pochi passi dal ponte Failla, ci sarà una folla di amici e parenti a dare il bentornato ai circa 500 Ramara di ritorno dai Nebrodi, dove sono andati in pellegrinaggio per san Silvestro, monaco basiliano, patrono e cittadino di Troina. “Civis et patronus” è l’appellativo che accompagna il nome di san Silvestro. Sono partiti alla volta dei Nebrodi giovedì sera nella dal piazzale antistante la chiesa di san Silvestro. Ad Anghira di Faccilonga, sui Nebrodi nel territorio del comune di San Fratello, i Ramara, dopo aver percorso una trentina di km a piedi, vanno a toccare i ramoscelli di alloro per rendere omaggio al santo patrono di Troina per il quale nutrono una sincera e profonda devozione. Domani mattina si riuniranno nel Paino delle Giumente, sotto il campo di calcio, da dove si muoveranno in corteo carichi di alloro per raggiungere, attraversando le vie cittadine, la chiesa di san Silvestro da dove erano partiti giovedì sera. L’alloro è l’albero sacro a san Silvestro. Quest’arbusto era sacro ad Apollo, una delle molte divinità del pantheon degli antichi greci. Le fonti storiche parlano di un tempio ad Apollonia, l’antico nome di San Fratello, dove i pastori ed allevatori di un paio di millenni fa andavano in pellegrinaggio per chiedere ad Apollo di proteggere i loro armenti e le loro greggi. Nella prima meta del III millennio a. C. nel territorio di Troina si erano insediati gruppi di coloni greci provenienti da Creta. Che proprio in questa zona dei Nebrodi si sia sviluppato questo suggestivo pellegrinaggio dei Ramara non è per nulla casuale. Il pellegrinaggio nasce e si sviluppa in un contesto geografico specifico per ragioni storiche facilmente individuabili. L’esperienza del pellegrinaggio è comune a molte religioni. Pur di raggiungere questa sorta di luogo sacro sui Nebrodi, i Ramara intraprendono un viaggio affrontando dure prove come condizioni climatiche avverse, la lunghezza del percorso, le difficoltà che incontrano lungo il tragitto, la durata di due giorni e gli imprevisti di una situazione sempre precaria com’è un lungo viaggio nell’oscurità della notte tra i boschi a piedi attraverso sentieri impervi. Il viaggio indubbiamente una forma rituale, con tutte le sue procedure codificate, i suoi gesti predefiniti, le sue espressioni orali apprese e tramandate a memoria. Il ramaro è un pellegrino particolare, magari mosso com’è da esigenza di gratificazione esistenziale, di ricerca di soluzione dei propri problemi familiari e di salute. Quando Troina, fino alla metà del Novecento, era una società a prevalente economia agraria con una rigida stratificazione sociale, i ramara erano contadini poveri e braccianti. In uno dei loro canti il riferimento il riferimento alla loro appartenenza alle classi subalterne è esplicito:

“Madonna quantu è javutu lu suli,
sant’Aita facitulu cuddari.
Avi di l’abba chi sugnu a buccuni,
li rini si li manginu li cani!
Nun l’ata fari no ppi li patruni,
ma lu povuru junnataru!”

Il pellegrino appartenente alle classi popolari partecipa all’esperienza del viaggio come a qualcosa di assolutamente nuovo e di radicalmente diverso dalla vita quotidiana che conduce. Il viaggio è vissuto come possibilità di distacco progressivo dalla sfera del noto, per una progressiva assunzione di una dimensione ignota in cui misticismo ed esaltazione dovuta anche ad abbondante libagioni, concorrono a determinare comportamenti che svolgono una funzione compensativa in rapporto alle innumerevoli frustrazioni della vita. Il pellegrinaggio di ramara è estremamente democratico. Il pellegrinaggio di ramara ha un forte carattere solidaristico-comunitario. L’esperienza del pellegrinaggio, del viaggio, dei Ramara è carica di elementi simbolici, che lo rendono attraente e faticoso nelle stesso tempo, ma difficile da dimenticare e pertanto degno di essere ripetuto. Non è raro che il pellegrinaggio comporti l’attraversamento di una fiume. Ed i ramara nel loro viaggio attraversano il fiume, che si chiama “fiume Troina”, in corrispondenza del ponte Failla. Lo scorrere della acque di un fiume evoca significati ed immagini che si legano al tema del viaggio. Presso gli antichi greci l’attraversamento di una fiume era accompagnato da riti propiziatori. E non è un rito propiziatorio quello che fanno i Ramara quando si mettono in cerchio sul fiume Troina, prima di passare sul ponte Failla, quando ritornano dai boschi sabato pomeriggio?

Silvano Privitera

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[Volontari di Legambiente Agira a Favignana per pulire le spiagge dal catrame]]> http://www.vivienna.it/?p=231716 2013-05-17T17:54:36Z 2013-05-18T07:47:43Z Sono tre le tonnellate di catrame rimosse a “Cala Tramontana”, a nord ovest dell’isola di Levanzo, dai volontari di Legambiente Protezione civile. Dopo qualche mese di pausa per le avverse condizioni meteo-marine i volontari specializzati nella rimozione di idrocarburi sono ritornati a Levanzo e con un’ incessante e minuziosa attività di bonifica, durata otto giorni, hanno ripulito i 70 mq di costa – in zona B di Riserva – che erano stati imbrattati, lo scorso gennaio, da un’ingente quantità di catrame, così come oltre un chilometro di litorale a nord ovest dell’isola di Favignana. La prima fase delle attività di bonifica dove erano presenti i volontari di Legambiente Agira guidati dal vice Presidente Giovanni Spalletta, Gaetano Torregrossa, Antonino Mugavero e Filippo Bottitta, che aveva, infatti, interessato, prima dell’interruzione per il maltempo, la costa favignanese da cui sono state rimosse due tonnellate di catrame.“Purtroppo – ha detto il direttore dell’Area marina protetta Stefano Donati – lo spiaggiamento di catrame è un problema che nelle Egadi è di routine ma il dato positivo è che si è intervenuti in maniera tempestiva”. Con guanti, tute, maschere, rastrelli, palette, punteruoli, spazzole e secchi, i volontari – in sinergia con il Comune di Favignana e l’Area Marina protetta e coadiuvati dai volontari dell’Associazione Nazionale “Vigili del Fuoco in congedo” e dagli abitanti dell’isola- hanno ripulito con tecniche ecologiche Cala Tramontana rimuovendo a mano il catrame depositato sia a zolle che tra le insenature. Mentre nella seconda fase, hanno partecipato da parte dell’associazione agirina il Presidente Mario Mazzocca accompagnato dai volontari Giuseppe Troina e Concetta Sanniti. “Abbiamo operato -–ha detto la coordinatrice nazionale di Legambiente Protezione civile Francesca Ottaviani – senza l’uso di solventi per non inquinare ulteriormente la zona e preservare l’ecosistema evitando che il prodotto tossico rimanesse disperso nell’ambiente anche se è stato impossibile far si che gli scogli tornassero completamente bianchi”.

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[Enna. Lavoratori Multiservizi chiudono l’assemblea permanente]]> http://www.vivienna.it/?p=231810 2013-05-18T13:12:28Z 2013-05-18T07:32:37Z Enna. Ieri, intorno alle 14, i lavoratori della Multiservizi hanno lasciato l’occupazione della sala del consiglio provinciale, che avevano occupato da diversi giorni l’aula in segno di protesta per la mancata soluzione del loro problema. Per loro il futuro appare ancora incerto, nonostante, dopo l’incontro di Palermo, ci sia la garanzia di avere la cassa integrazione in deroga sino al 31 dicembre, sperando che in questi sette mesi possano nascere delle soluzioni che possa portare la Multiservizi a continuare la sua attività . L’incontro di Palermo con l’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafade, oltre ad avere una certa garanzia sulla cassa integrazione si aperta una finestra sulla possibilità che la società possa essere inserita in un progetto regionale, che dovrebbe coinvolgere anche similari società che si trovano a Caltanissetta, Ragusa e Trapani. La Multiservizi in questi lunghi anni ha operato nella protezione dell’ambiente e delle strade, nella pulizia di uffici della Provincia, ora il discorso si amplia nel senso che se entra in questo progetto regionale il suo campo operativo potrebbe allargarsi e quindi avere delle prospettive future sicuramente più certe, rispetto all’incertezza che è regnata in questi ultimi anni. I lavoratori, e lo hanno sostenuto a gran voce, vogliono il lavoro, non vorrebbero sicuramente la cassa integrazione perché li svilisce in tutti i sensi. In questo momento sul piano finanziario sono completamente a terra, qualcuno non ha neanche la possibilità di poter fare la spesa per la propria famiglia. Comunque essere riusciti da ottenere la cassa integrazione sino a dicembre è un dato importante perché consente loro di sopravvivere, ma la loro speranza è quella di poter ritornare al lavoro. I rappresentanti sindacali Scornavacche per la Cgil, Bubbo per la Cisl ed Barrile per la Uil sta seguendo tutto l’iter ed è chiaro che sulla cassa integrazione vogliono delle certezze. L’assessore Bonafede si è impegnata, sollecitata dal presidente Monaco e dal consigliere Granata, a scrivere subito all’ufficio provinciale del lavoro per far conoscere la determinazione di concedere un’ ulteriore proroga alla cassa integrazione in deroga sino alla fine di dicembre, poi bisogna aspettare che il progetto regionale vada in porto per sperare di ritornare al lavoro.

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[19 maggio: San Crispino da Viterbo]]> http://www.vivienna.it/?p=83033 2013-05-17T20:17:49Z 2013-05-17T22:04:38Z Donna bella senza dote ha più amanti che mariti
Crispino nacque a Viterbo il 13 novembre 1668; fu battezzato 2 giorni dopo nella chiesa di S. Giovanni Battista con il nome di Pietro. Il padre, Ubaldo Fioretti, era un artigiano e aveva sposato Marzia Antoni già vedova e con una figlia. Pietro rimane orfano di padre in tenera età, e la mamma, vedova per la seconda volta, si sposa con il fratello di Ubaldo: Francesco, un calzolaio a lui molto affezionato e che al nipotino fece frequentare le scuole dei gesuiti e che, in seguito, accolse come apprendista, nella sua bottega, fino all’età di 25 anni. Il 22 luglio 1693 riveste l’abito cappuccino nel convento della Palanzana di Viterbo come fratello laico; il 22 luglio 1694, dopo l’anno di noviziato, emette la professione dei voti assumendo il nome Crispino da Viterbo. Dal 1694 fino al mese di aprile 1697 resta nel convento di Tolfa; va a Roma per qualche mese nel 1697. Dal 1697 all’aprile del 1703 dimora ad Albano; dal 1703 all’ottobre del 1709 è nel convento di Monterotondo. Dal 1709 fino alla morte ad Orvieto (con due brevi interruzioni che lo portarono per alcuni mesi a Bassano e per altri a Roma). Fu, nei diversi conventi, infermiere, cuoco, ortolano e, per circa 40 anni, questuante nel convento di Orvieto. Di animo sereno e festoso, amante della poesia, si rese caro ad ogni genere di persone. Fin dalla fanciullezza nutrì una tenerissima devozione verso la Madonna, che gli apparve diverse volte nel corso della sua vita. Favorito di carismi straordinari e di poteri taumaturgici, sollevò, materialmente e spiritualmente, tante miserie umane.
Prelati, nobili e dotti sollecitarono il suo consiglio; anche Pp Clemente XI (Giovanni Francesco Albani) amava conversare con l’umile religioso. Scrisse molte lettere di esortazione e di conforto. Caduto gravemente infermo durante l’inverno 1747/48, il 13 maggio lasciò il convento di Orvieto per rendersi a quello dell’Immacolata Concezione, in Via Veneto a Roma. Quando, due anni dopo, fiaccato da penitenze e da malattie, l’infermiere lo avvisò che la morte era ormai vicina, rispose rassicurando che non sarebbe morto il 18 maggio per “non turbare la festa di san Felice da Cantalice” (cappuccino come lui, vissuto circa un secolo e mezzo prima, dallo stile di vita tanto simile al suo). Infatti morì il giorno seguente: 19 maggio 1750. Una folla enorme di romani accorse a venerare la salma del suo più grande benefattore e a farle toccare oggetti di devozione.
Fu sepolto nella chiesa del convento dell’Immacolata Concezione dove già si veneravano le reliquie di S. Felice. Fra Crispino fu beatificato da Pp Pio VII (Barnaba Chiaramonti, 1800-1823) il 26 agosto 1806 e canonizzato dal Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), il 20 giugno 1982 a conclusione dell’ottavo centenario della nascita del Poverello d’Assisi (Crispino è stato il primo santo canonizzato da questo Papa). In quell’occasione le sue reliquie furono traslate a Viterbo nella chiesa dei Padri Cappuccini.

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Jesus Christus, heri et hodie, ipse est in saecula!
 
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1683, Antoni van Leeuwenhoek scopre i batteri. Con altre osservazioni al microscopio (v.1676) lo scienziato olandese scopre anche i batteri. Come per gli spermatozoi, la sua scoperta è destinata a non essere compresa. Verrà “riscoperta” da Koch (v.) nel 1876.

compleanni
1890 Ho Chi Mihn
1939 Nancy Kwan
1946 Michele Placido
1967 Alexia
proverbio
Si vede il fine della nostra vita, ma non quello della nostra pazzia
accadde oggi
1906 viene inaugurato il tunnel ferroviario di Simplon che collega Italia e Svizzera
1991 accordo sulle frontiere tra Unione Sovietica e Cina
1994 a New York muore la ex first lady americana Jacqueline Kennedy-Onassis. 3 giorni fa era stata ricoverata per essere sottoposta ad una terapia anticancro. Aveva 64 anni

frase celebre
“Famiglie! Vi odio! Focolari chiusi; porte serrate; geloso possesso della felicità”
Gide, I nutrimenti terrestri

consiglio
Viaggiare sicuri in treno
Per la vostra sicurezza, ricordate che in treno la posizione più sicura è quella a metà dell’intero convoglio, al centro di una carrozza

cosa vuol dire
Fare tredici
Avere un grosso colpo di fortuna
Questo modo di dire è nato recentemente dal sistema del gioco del totocalcio che consiste nello scommettere sul risultato di tredici partite di calcio; chi azzecca tutti i risultati fa tredici e vince spesso centinaia di milioni

 consiglio per terrazzo orto e giardino
Scerbatura
Si esegue attorno alle piante erbacee con apparato radificale molto superficiale e delicato, principalmente allo scopo di frenare la propagazione delle infestanti tagliandole al piede non appena rispuntato, in modo da far morire prima o poi le radici.

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redazione@vivisicilia.it http://www.vivienna.it <![CDATA[Rassicurazioni sul finanziamento strada Nord-Sud]]> http://www.vivienna.it/?p=231770 2013-05-17T20:23:45Z 2013-05-17T19:00:05Z Enna – Il tavolo tecnico appositamente convocato dal Presidente della Regione e riunitosi in data odierna, che ha visto la presenza dell’ANAS, dell’Assessorato Regionale alle Infrastrutture e dell’Assessorato al Bilancio e Programmazione ha sostanzialmente preso atto della nota ANAS firmata dal Direttore Centrale Progettazione, Ing. Ugo Di Bernardo, con la quale si rassicura la Regione sul rispetto dei tempi necessari ad evitare la riprogrammazione delle somme.
“Nella nota – spiega l’On. Alloro che unitamente al Sen. Crisafulli aveva sollecitato l’intervento del Presidente Crocetta – l’Ing. Di Bernardo specifica che, per quanto riguarda il lotto B5-B5 stralcio, ovvero quello relativo al tratto dello svincolo di Nicosia Nord, la progettazione sarà completata entro il mese di Settembre di quest’anno per andare in gara entro Ottobre sempre di quest’anno per un importo pari a € 121.500.000,00”.
“Per quanto riguarda il Lotto C1 – continua Alloro – ovvero quello ricadente sul territorio di Leonforte ed Assoro, risulta già essere stata rilasciata la V.I.A. così come il relativo decreto di autorizzazione e l’iter progettuale si concluderà, anche in questo caso entro il prossimo mese di Settembre, per andare in gara entro il successivo mese di Ottobre 2013 per un importo pari a € 399.180.000,00”.

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