Assolto il Direttore di ViviEnna, dalla querela dell’Avv. Antonella Pecoraro. Siamo stati denunciati. Per una causa ATO Rifiuti nomina 15 avvocati: clientela e sperpero denaro pubblico. Politico per una causa presenta una parcella di 400mila €

vergognaAggiornamento del 30 novembre 2016: in data odiernail Giudice del Tribunale di Enna, dott. Andrea Agate, ha assolto, perchè il fatto non sussiste il direttore di ViviEnna, Giuseppe Primavera, per il reato di cui all’art.595 comma 3, perchè offendeva la reputazione di PECORARO Antonella, con conseguente lesione dell’onore e della reputazione dell’Avvocato Antonella Pecoraro, in particolare dal tenore dell’articolo il conferimento dell’incarico professionale all’avvocato Antonella Pecoraro (del foro di Caltanissetta) veniva ricondotto alle “solite logiche politico clienterali” e “all’appartenenza politica” dell’avvocato Antonella Pecoraro, anzichè alle sue capacità professionali.

 

L’avvocato Antonella Pecoraro, nell’udienza precedente su specifica richiesta del difensore del Direttore di ViviEnna, Avvocato Giovanni Palermo, ha ammesso di essere tesserata al Partito Democratico di Caltanissetta.

 All’udienza odierna il PM. d.ssa Carmela Murè aveva chiesto la condanna a mesi due di reclusione. Le motivazioni della sentenza entro sessanta giorni.

Aggiornamento del 18 gennaio 2013: in data odierna notifica al direttore responsabile di essere indagato in ordine al reato di cui all’art. 595 comma 3° del c.p. perpretato in pregiudizio di PECORARO Antonella (trattasi di uno degli avvocati citati dell’elenco dei 15 avvocati di cui alla news)
p.s.: n.d.r.: a seguito delle numerose denunce che sistematicamente vengono presentante solamente nei riguardi della nostra testata giornalistica è stato dato mandato ai nostri legali di presentare -a tappeto- controquerele.

spazzatura2Anche ad Enna incominciano a serpeggiare notizie che riportano l’assegnazione di incarichi professionali in funzione di ritorni elettorali e tra l’altro in un comparto quello dei rifiuti che di per se stesso è oneroso per tutti, specie per i cittadini. Tutti sanno che i costi del servizio raccolta rifiuti sono diventati sempre più onerosi, ed è stato segnalato che “la vicenda Ato Rifiuti si arricchisce di un altro retroscena oscuro, infatti la società Enna Euno, che attualmente è gestita da una commissione di liquidazione, formata dal consigliere provinciale Michele Sutera e dal commercialista Giovanni Interlicchia, (vicino all’area del Sen.Mirello Crisafulli), ha distribuito 14 incarichi ad avvocati per cause seriali che potevano essere affidate ad un solo legale, dato che queste sembra che siano state riunite in una sola causa da parte del Giudice competente”.
“In piena campagna elettorale viene evidenziato – una tale distribuzione a pioggia di incarichi professionali, che saranno pagati dai cittadini, possa considerarsi esempio di buona gestione della cosa pubblica”. Ovviamente si vuole anche evidenziare che in tutto questo c’è un’evidente stranezza perché i professionisti incaricati sembrerebbero avere un’appartenenza politica comune. Ovviamente questo in vista delle prossime elezioni regionali, potrebbe tornare anche elettoralmente utile, non ai cittadini (che pagheranno sempre le parcelle), né al miglior funzionamento del servizio di smaltimento rifiuti, che rimane sempre approssimativo, né ai poveri lavoratori, che vivono il loro futuro incerto, ma forse a chi persegue le solite logiche politico clientelari”.
Michele Sutera, componente la commissione di liquidazione, interpellato, ieri pomeriggio, nell’ufficio del gabinetto del presidente della Provincia, Pippo Monaco, ha dichiarato ufficialmente che lui di questa vicenda degli incarichi non sa niente. Il presidente della Provincia ha voluto rilasciare una dichiarazione. “Se questa vicenda è vera c’è da rimanere allibiti e sconcertati. Dare quattordici incarichi per cause seriali – ha dichiarato Pippo Monaco – che possono essere seguiti da un solo legale è sconcertante. In un momento così difficile per le sorti dell’Ato Rifiuti è increscioso apprendere che con disinvoltura si aggravi di costi un ente che è già in piena liquidazione, costi che saranno pagati dagli utenti”. “Ritengo –prosegue il presidente della Provincia – che comportamenti di questo genere, sempre se è vero (a questo punto confermiano), dimostrano come gli autori non tengono assolutamente conto del momento difficile che sta attraversando la Sicilia ed Enna in particolare, facendo finta di disconoscere gli scandali che la politica sta determinando a tutti i livelli, e che sta pagando molto caro. Bisogna raggiungere un livello di moralità superiore per queste cose. Chi amministra la cosa pubblica ha il dovere di cominciare a dare segnali di inversione di tendenza ponendo l’interesse della collettività alla base di ogni comportamento”.

Riceviamo da parte di Enna Euno la seguente comunicazione, non firmata. Ci direte che è scritta a nome del Collegio: non ci crediamo, gli eventi ed i fatti a cui siamo stati presenti in queste ultime ventiquattro ore non rispecchiano quanto comunicato. A questo punto pensiamo cosa ci stia a fare l’altro componente della Commissione di liquidazione, Michele Sutera, che ieri ha affermato di non essere a conoscenza degli incarichi ai 14 legali, e che davanti al Presidente della Provincia ha anche paventato le dimissioni.

Il testo:
Questo collegio apprende, in data odierna, la diffusione di un comunicato in cui si attenziona un “retroscena oscuro” sicuramente ascrivibile a chi ha grande esperienza di oscuri retroscena……. In verità, in linea con quanto è stato sempre fatto nella società d’ambito e con assoluta trasparenza, a fronte di denuncie pendenti presso il tribunale sono stati affidati ad alcuni legali della provincia incarichi per rappresentare e difendere la società stessa; INCARICHI LEGALI E NON CONSULENZE, con ciò a sottolinearne la particolare differenza. D’altra parte ciò è stato fatto anche in altri enti, ASI per esempio, senza destare stupori e senza minacciare di pubblicare nomi e ledere la dignità professionale dei professionisti interessati. I destinatari sono stimati professionisti ed alcuni giovani che si preparano all’avventura di una professione difficile con l’obiettivo di acquisire esperienze e competenze sul campo, rispondendo ad una “ratio” chiara e precisa ossia offrire una opportunità in un momento di crisi acclarata anche dal punto di vista lavorativo. Sarebbe stata una scelta più saggia quella di concentrare tutto su un solo professionista? In ultimo, il “sembra siano state riunite in una sola causa dal Giudice competente”, a questa società non è noto e sicuramente non era noto al momento dell’affidamento degli incarichi, quindi sarebbe stato opportuno prima di diffondere informazioni distorte assicurarsi della veridicità delle stesse e il contesto nel quale le decisioni sono state assunte. E’ stato solo un goffo tentativo.

Preg.mo Dott. Interlicchia le informazioni distorte non le diamo noi, ma Lei – che questa mattina si è divertito ad un tiro e molla (ricorda quando alle 11,30 ho perfino detto al Commissario Liquidare Michele Sutera, e Lei era poco distante, se aspettavate il benestare di qualcuno per consegnare la lista, che eravamo disposti a richiederla ufficialmente come prevede la Legge – il risultato è che a questo momento la lista – anche a seguito delle innumerevoli richieste – non è stata fornita. Chiederemo nel pomeriggio al Sig.Presidente della provincia, dott. Pippo Monaco, di intervenire, e sicuramente, lunedì mattina alle ore 8 saremo dietro la porta dei Vostri uffici assieme ad un Sindaco della provincia di Enna a cui non potete negare il diritto ad avere la lista. In riferimento agli incarichi presso altri Enti -che carino però che è Lei, ha ricevuto un ottimo suggerimento- gli elenchi li pubblicano nei loro siti. Per ultimo è puerile trincerarsi dietro la scusa di trattasi di giovani che si affacciano all’avventura di una professione difficile, e proprio per evitare che si possa pensare che vogliamo mettere 14 professionisti alla “berlina” Le chiediamo l’elenco di tutti gli incarichi esterni relativi l’anno in corso (Dott.Interlicchia: purtroppo, esiste anche il diritto di informazione e cronaca).
Giuseppe Primavera – direttore

aggiornamento ore 17.17

Mentre ci risulta che da Palermo qualche cosa si stia muovendo (richiesta chiarimenti sulla vicenda) siamo in grado di elencarvi i nominativi degli Avvocati che hanno avuto incarichi dall’ATO Rifiuti EnnaEuno nell’anno 2012 (promettiamo ai lettori che non è che l’inizio, abbiamo saputo di parcelle stratosferiche, es: per una causa persa ad un avvocato € 40mila transate forse per €30mila, mentre – ed è tutto da accertare – ci è stato raccontato di una parcella di € 400mila ad un esponente politico (non ci siamo sbagliati -quattrocentomilaeuro- e speriamo che la notizia non sia vera!!!).

Al fine di evitare che qualcuno possa pensare che abbiamo qualche remora nei confronti di qualche avvocato si è voluto elencare gli incarichi relativi tutto l’anno 2012, come rettifichiamo non 14 ma 15 (ci viene anche confermato che detti incarichi -per legge – dovrebbero essere pubblicati nel sito di EnnaEuno):

(tra parentesi il totale degli incarichi di EnnaEuno ad Avvocati nel 2012, l’ordine rispecchia la tabella di EnnaEuno)

Rosa Maria Barbera (1)
Maria Pina Alessi (3)
Francesca Fiore (5)
Salvatore Graziano (1)
Paolo Giuseppe Piazza (1)
Mattia Testa (1)
Concetto Ferrarotto (1)
Chiara Caponetto (2)
Luigi Ticino (1)

Elenco dei 15 avvocati di cui alla news
Maria Greco (14)
Walter Giuffrida (6)
Roberta Nicoletti (2)
Massimiliano Caltavuturo (5)
Mario Lo Manto (10)
Antonio Granata (5)
Danila Guarasci (3)
Maria Teresa Cimino (3)
Francesca Giuseppina Vasta (5)
Filippo Lipiani (5)
Antonella Pecoraro (5)
Fabio Francesco Rampello (5)
Filippo Bevilacqua (5)
Nicola Fusari (5)
Filippo William Balbo (3)

aggiornamento ore 20.22
Il Collegio di liquidazione ATO ENNAEUNO S.P.A. IN LIQUIDAZIONE:
Letta così la notizia ha certamente dello scandaloso; essa scandalizzerebbe perfino chi gli incarichi li ha conferiti. Difatti, nominare un collegio di 14 avvocati (n.d.r: cercate di contare bene sono 15) per una sola causa (di lavoro), sarebbe stato scandaloso, da un lato, incredibile, dall’altro, oltre che ingiustificabile. Introdurre qualche elemento di chiarezza crediamo sia necessario, oltreché utile. Le cause sono più di una e, pertanto, l’assunto di una sola causa non risponde al vero per cui la notizia, oltre ad essere tentenziosa, è anche falsa (n.d.r: PUNTI DI VISTA!). Certamente “le cause” sarebbero potute essere state affidate ad un solo legale, come a due e via via fino al totale del numero delle stesse; ma seguendo quale criterio? Vale la pena ricordare che il Collegio, nelle more che vengano attuate le nuove disposizioni e che la società possa essere dotata di strumenti più coerenti alla gestione della finanza pubblica, sta operando con gli strumenti ereditati. Se il collegio avesse avuto a disposizione un albo di fiducia dei professionisti, certamente avrebbe attinto da esso. In assenza dello stesso quale criterio adottare? Sarebbe gradito che qualche “solone”, nelle more, indicasse la via. Si addurrebbe, come motivazione della unicità del procedimento legale, che il giudice avesse riunite in un unico procedimento tutte le cause, peccato che la Società di questa presunta unificazione delle cause, non abbia riscontro ufficiale. Altro elemento di chiarezza è imposto dall’asserzione che i professionisti incaricati siano tutti riconducibili ad una unica “matrice politica”, quasi che la preoccupazione primaria fosse stata l’appartenenza partitica. Viene da chiedersi se tale assunto deriva da antiche logiche del passato, mai sopite, e che si intenderebbe rivitalizzare. Altri due elementi di chiarezza vanno introdotti al fine di dare senso alle parole. Gli incarichi sarebbero stati conferiti scientificamente in piena campagna elettorale e, pertanto, strumentali e funzionali alla stessa. Peccato, però, che a fissare le udienze al 10 ottobre 2012, sia stato il Giudice e non il Collegio di Liquidazione, al quale non restava altro che costituirsi in giudizio al fine di evitare un palese danno alla società che sarebbe stata giudicata in contumacia. Si vuole, forse, sindacare anche l’operato del Giudice? (n.d.r: spiritosi!). Ultimo, ma non certo per importanza, elemento di chiarezza serve a smascherare l’atteggiamento fuorviante e demagogico, circa l’aggravio dei costi del servizio RSU che questi incarichi riverbereranno sui cittadini. In primo luogo và rimarcato che la società non poteva non costituirsi in giudizio anche e, soprattutto, in difesa dei cittadini-utenti, già troppe volte turlupinati. In secondo luogo è doveroso ricordare che la misura dei compensi degli “incriminati” incarichi è stata calcolata secondo i parametri minimi stabiliti dal Decreto del Ministero di Giustizia n. 140 del 20 luglio 2012, ovvero dal “regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi ai professionisti, regolarmente vigilate dal Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art. 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 27”. Questo sta a significare che le parcelle relative agli incarichi, avranno un costo controllato tale che, nel totale, saranno comunque inferiore di sette/ ottavi rispetto a parcelle del passato (n.d.r: Vi ringraziamo per farci -ora- risparmiare) e che, a quanto pare, non hanno svegliato le coscienze di molti benpensanti e che oggi gridano, surrettiziamente, allo scandalo. Tanto si doveva per la chiarezza dei fatti e per la coerenza dei comportamenti (n.d.r.: ma allora prima di ora cosa è successo?, ci sarà qualcuno che si è mangiato le “ostriche”!)


Al Collegio di liquidazione ATO ENNAEUNO S.P.A. IN LIQUIDAZIONE:

PER FAVORE CONFERMATECI CHE LA “SOFFIATA” DI UNA PARCELLA DI 400 MILA EURO AD UN ATTUALE POLITICO IN CARICA E’ O SIA FALSA!

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Aggiornamento del 13 ottobre quotidiano: Giornale di Sicilia – cronaca regionale – di Riccardo Vescovo
PALERMO. I lavoratori, da privati cittadini, hanno pensato bene di assumere un solo avvocato, del resto la causa di lavoro contro l’Ato «Enna Euno» era uguale per tutti e così potevano risparmiare. Diversamente ha fatto la società che si occupa della gestione dei rifiuti: avrebbe nominato ben 14 avvocati, uno per ogni causa, alla faccia della crisi finanziaria che ha colpito l’Ambito territoriale ennese oggi posto in liquidazione. E li avrebbe scelti – denuncia il comitato elettorale Crocetta presidente di Enna – secondo logiche di appartenenza politica. Da qui è riesploso lo scontro politico tutto interno al Pd, che si era infiammato al momento della composizione delle liste: da una parte c’è lo storico dirigente Mirello Crisafulli, che sostiene la lista del Pd e in particolare il candidato Mario Alloro. Dall’altra parte c’è la lista del presidente, dove alla fine si è candidato il deputato uscente Elio Galvagno, che assieme all’altro uscente Salvatore Termine (che invece ha ritirato la sua candidatura) è ai ferri corti con Crisafulli. Così è bastata una nuova scintilla, la nomina degli avvocati per una vertenza di lavoro, per far riesplodere la sfida tra le due aree dei democratici. «La controversia era unica – dicono dal comitato elettorale della lista Crocetta presidente – tanto che i lavoratori hanno scelto un unico avvocato ed effettivamente alla fine il tribunale ha unificato i procedimenti». Fra l’altro, scrive il comitato in una nota, «la stranezza è che i professionisti incaricati sembrerebbero avere un’appartenenza politica comune». I nomi dei legali forniti dal comitato sono destinati a fare discutere. Tra questi c’è Maria Greco, segretaria della sezione di Agira del Pd, poi c’è Danila Guarasci, sorella dell’assessore in carica della giunta comunale di Enna guidata da Paolo Garofalo, che sostiene Alloro, candidato di Crisafulli. E ancora Fabio Rampello, figlio di un dirigente della Cgil di Enna e parente di uno dei principali attivisti del comitato elettorale di Alloro. C’è pure Mario Lo Manto, ex consigliere comunale di Enna del Partito democratico. Incarichi affidati da Giovanni Interlicchia, legale rappresentante e componente del collegio di liquidazione dell’ Ato, che sarebbe vicino proprio a Crisafulli. «Ma non c’è nulla di anomalo – replica Interlicchia – purtroppo siamo in campagna elettorale e tutto viene interpreto secondo logiche diverse. Dovevamo costituirci e abbiamo nominato i 14 legali, magari alla fine le cause di lavoro andranno in chiusura transattiva e non si celebreranno. E comunque i compensi al di sotto del minimo tariffario e abbiamo pure revocato due incarichi perchè le cause erano previste il prossimo anno e c’era ancora tempo».