Considerazione post elezioni: assenti dall’agone politico i Sindaci della provincia di Enna

I risultati delle elezioni regionali in provincia di Enna meritano qualche considerazione per quanto riguarda il comportamento dei partiti ma anche dei sindaci che, comunque, rimangono rappresentanti dei partiti, perché da loro eletti. Il Partito Democratico continua a rimanere il primo partito in provincia di Enna anche se lo tsunami rappresentato dal Movimento Cinque Stelle ha sconvolto la geografia politica del territorio provinciale, perché il suo 14 per cento ha consentito di scavalcare i partiti come Pdl, MpA o Partito dei Siciliani che prima stavano dietro il Partito Democratico. Lo stesso Partito Democratico, che ha raggiunto il 15,53 per cento, non è che si può dire soddisfatto dei risultati conseguiti, mancano molti voti e non perché l’altra anima del partito ha votato i candidati dalla lista Crocetta .Non bisogna dimenticare che il partito Democratico in provincia di Enna ha ben otto sindaci, ed uno di essi, Pino Bonanno, è sindaco di Leonforte. Insomma i sindaci di questi comuni non è che si siano dati tanto da fare, magari hanno partecipato a qualche comizio, magari si sono fatti vedere in qualche riunione ufficiale, ma per il resto hanno preferito stare alla finestra per assistere ad una campagna elettorale, che è stata condizionata dal disinteresse della maggior parte del popolo, lo dimostra la percentuale dei votanti, tra le più basse di Sicilia. E’ sicuramente una considerazione da fare, perché siano a pochi mesi dalle elezioni nazionali e lì la battaglia è ancora più difficile. In provincia di Enna c’è stato il crollo del Pdl e del MpA, che hanno perduto i loro rappresentanti all’assemblea regionale. Nel Pdl già le prime turbolenze sono venute fuori con le dichiarazioni di Francesco Spedale, con la lite con Massimo Greco, che ha rassegnato le dimissioni da presidente del consiglio provinciale,ma c’è sicuramente da riassettare tutto il partito a livello provinciale perché sono venuti a mancare i collegamenti con la periferia, non basta svegliarsi gli ultimi mesi, dopo anni di totale silenzio, di mancanza di iniziative serie. Il disastro dei partiti ha pure toccato l’MpA, che ha perduto il suo deputato, ha perduto migliaia di voci; ufficialmente è rimasto soltanto Giuseppe Capizzi, sindaco di Assoro, all’interno del partito, altri sindaci hanno preferito una posizione meno ufficiali ed ovviamente non si sono fatti vedere in queste elezioni elettorali, i risultati lo confermano che si tratta di un partito allo sbando. Non c’è coordinamento, non ci sono state iniziative capaci di creare gruppo. Le critiche, pre elezioni, sono stati i segnali più concreti di un partito diviso, nessuno ha cercato di fare qualcosa per ricreare il vecchio spirito. Angelo Ferrigno è stato scelto l’ultimo giorno utile per presentare la lista ed i risultati si sono visti. Non ci fosse stato il successo di Grande Sud con la elezione di Luisa Lantieri,il centrodestra sarebbe un autentico fallimento. Le elezioni nazionali sono alle porte, ricucire i vari strappi non sarà molto facile.