On.Peppino Abbate: Lombardo premia solamente gli “utili idioti”

Mio malgrado, torno ad occuparmi del Lombardo perdente. Avrei gradito, se pure in ritardo, le scuse e un grazie. Ho riscontrato, invece, un cumulo di menzogne e tanta volgarità. Non mi sorprende il linguaggio triviale (per la verità mai, nel passato, rivolto a me) perchè si appartiene alla “cultura” dell’uomo. Le parolacce si addicono al costume degli ambulanti dei mercati catanesi e hanno caratterizzato i rapporti del Presidente con i suoi interlocutori non importa se politici, burocrati o personalità occasionalmente presenti a Palazzo. La cattiva educazione, lo stile molto approssimativo, il giudizio arrogante e talvolta sprezzante per chiunque fanno parte del codice costituente di Lombardo, ieri potente e oggi pateticamente perdente. Lui, in verità, ritiene di essere superintellligente e arroga a sè il diritto di decidere per gli altri senza alcun confronto. Lui non perde tempo a parlare con gli altri. Lui decide e comunica le sue insindacabili determinazioni. Lombardo ama circondarsi di soggetti che rinunciano a rappresentare il loro pensiero, che eseguono la sua volontà come verità rivelata. Lombardo premia solamente gli “utili idioti”. Se gli utili idioti sono, pertanto, i suoi preferiti allora l’elenco è molto affollato. Rischierei di dimenticare tanti se mi avventurassi nelle citazioni. Certo, ad Enna, il campione non gli manca e a Catania dopo il fratello (autorevole deputato dei Parlamenti regionale e nazionale) ritiene di risolvere il suo obiettivo il figlio (deputato per meriti comprovati) che rischia la stessa carriera. A quest’ultimo va comunque la mia simpatia.
Allora Lombardo dica finalmente la verità e cioè che:
1) Io non gli ho mai chiesto la candidatura all’Ars
2) Dal giorno del convegno di Villa Gussio, lui mi ha chiesto ripetutamente e insistentemente di organizzarmi per candidarmi all’Ars
3) Lui con la mia candidatura e la mia elezione avrebbe dato un calcio in …. a quel pezzo di …. al quale avrebbe dovuto rompere le ossa
4) Non poteva perdonare all’altro di averlo preso in giro ben 2 volte in occasione della nomina ad assessore regionale. In particolare non poteva tollerare che un suo gesto così generoso e teso a premiare la presunta riconciliazione familiare potesse comportare un imbroglio con l’aggiunta della beffa per via della delega alla Famiglia.
Alla luce di tali argomentazioni chiedo a Lombardo di comportarsi da uomo dicendo la verità! Ora che non può più convocare all’una della notte per fare terreno bruciato attorno a me e per sostenere l’altro, promettere luminose carriere agli elettori del suo candidato e minacciare il trasferimento in tronco di integerrimi dirigenti regionali colpevoli di non stimare i “mantenuti”, dopo che tutte le intelligenze e le personalità politiche del suo partito se ne sono andate, dopo che tanti assessori hanno preso le distanze dalla filosofia e dal metodo lombardiani c’è bisogno di verità e di onestà. Confido,nonostante tutto, che la Sicilia cambierà e ci sarà un avvenire migliore per i giovani. I giovani, quelli che non si lasciano ingannare dalla promessa del posto di lavoro (in campagna elettorale un cialtrone ne ha offerto a centinaia), che non hanno padroni e potenti alle spalle. Lombardo abbandoni la vocazione del capo banda, si ricordi che la dignità di ogni uomo va rispettata (anche quella di Franco Catania e, per altro verso, di Angelo Ferrigno) e capisca, in fretta, che anche lui può essere un uomo stimato e rispettato. Lombardo cerchi di comprendere che non tutti possono essere suoi clienti o subalterni perchè ci sono uomini veri che non rinunceranno mai alla loro Libertà e al Riscatto del Popolo Siciliano.

Giuseppe Abbate

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