Gentiloni “Recovery Fund è un’occasione irripetibile”

ROMA (ITALPRESS) – “Il pacchetto europeo è complementare a quelli dei governi: misure di stimolo in media per il 4% del Pil europeo, più differimento di tasse e garanzie per un altro 23%. Cifre enormi, con un potenziale accentuarsi delle differenze fra i Paesi che possono di più e quelli che possono meno. Il pacchetto europeo è fondamentale per mitigare gli squilibri e orientare le risorse alle esigenze future. Ma ricordo che ci sono strumenti disponibili già quest’anno: il fondo Sure, le garanzie della Bei, i crediti agevolati del Mes e una parte – seppure minima – dei trasferimenti di emergenza che abbiamo proposto”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il Commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, che in merito ad un eventuale ricorso al Mes dichiara: “Non tocca a me decidere. Quel che ho cercato di fare – e non era facile – è stato di adattare uno strumento usato in passato per altri obiettivi a modalità nuove. Tra l’altro il fatto che le risorse siano ingenti, specie nel 2021 e nel 2022, non elimina le preoccupazioni per l’economia, perchè l’immediato futuro dipende da vari fattori”. “Per l’Italia – aggiunge -, conta anche quanto riuscirà a esprimersi la nostra capacità produttiva. I ritardi nell’intervento pubblico vanno colmati, certo, ma non dimentichiamo la nostra storia: anche se l’intervento dello Stato è sempre stato rilevante, molto spesso la forza dell’economia si è sprigionata a prescindere dallo Stato. E se noi vogliamo riprendere a crescere e mettere il debito su una curva discendente, abbiamo bisogno che questa forza si manifesti. Parlo dei sistemi produttivi delle imprese private nei territori, della loro forza, della loro autonomia e creatività. Senza, è molto difficile riaccendere il motore”.
“Non penso che sia utile impostare la questione come se si trattasse di dividersi una torta – sottolinea Gentiloni -. E sono certo che il governo, che ha agito bene nella fase dell’emergenza, ne è consapevole”. “Bisogna sintonizzarsi con le vere sfide del piano. Che sarà ‘made in Italy’ e non va deciso a Bruxelles o a Lussemburgo, perchè questa era la logica dei salvataggi di dieci anni fa”, aggiunge Gentiloni, secondo cui il Recovery Fund “resta comunque un’occasione irripetibile per rimettere in moto l’economia italiana. Servono competenze, lungimiranza, responsabilità politica. Mi viene da dire: nessuna Troika, non diciamo cose ridicole. Però molta serietà, se vogliamo cogliere questa occasione”. “Il piano – secondo Gentiloni – deve porsi il problema della protezione del lavoro più fragile, delle politiche attive, della correzione delle strozzature che abbiamo nelle regole burocratiche o nel sistema della giustizia. Nel medio e lungo termine anche il debito deve stabilizzarsi e riprendere a calare, grazie a un forte avanzo di bilancio prima di pagare gli interessi. Questi concetti sono nell’ultima raccomandazione che abbiamo mandato all’Italia e sono ben presenti da anni nell’ambizione riformatrice che nel Paese non manca”.
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