martedì , Aprile 13 2021

Il vaccino obbligatorio per i sanitari

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema del nuovo decreto legge, all’interno la disposizione concernente l’obbligo alla vaccinazione per il personale sanitario e lo scudo penale per gli addetti che eseguono la somministrazione dei vaccini. Il decreto infatti, impone a ogni ordine professionale competente, entro cinque giorni dall’entrata in vigore dello stesso, di trasmettere alla Regione o alla Provincia autonoma di appartenenza l’elenco degli iscritti, comprensivo del luogo di residenza.

Il medesimo onere ricadrà sui datori di lavoro che operano nell’ambito di strutture sociosanitarie, socio-assistenziali, pubbliche o private, farmacie, parafarmacie e studi professionali; questi dovranno redigere e inviare una lista contenente i nominativi dei propri dipendenti. A questa fase seguirà la vaccinazione obbligatoria. ”Qualora un lavoratore si sottragga, l’ASL competente deve darne comunicazione all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza. Scatterà a questo punto la sospensione dal diritto di svolgere la prestazione lavorativa per la quale è necessario il contatto interpersonale. Tuttavia, la sospensione non potrà durare oltre la fine dell’anno. Segue, a questo punto, il collocamento del lavoratore ad altre mansioni, anche inferiori, con il trattamento economico corrispondente. Se ciò non è praticabile, la retribuzione non sarà corrisposta per il periodo di assenza dal lavoro”.
L’unico modo per introdurre l’imposizione, inedita per una categoria professionale, era proprio una nuova legge perché le norme dei codici deontologici e quelle in materia di sicurezza sul lavoro non prevedono un obbligo puntuale ed estensivo.
E proprio sulla base di tale disposizione l’Ordine dei Medici della Provincia di Enna, ha inviato una nota a tutti gli iscritti con oggetto: “D.L 44/21-Obbligo di vaccinazione“ con la quale comunica il contenuto del decreto. Insomma è su base volontaria ma obbligatorio, continuerai a lavorare ma verrai sospeso, potrai essere demansionato ma retribuito, ma se verrai sospeso non potrai essere retribuito. Certo un po’ la disposizione legislativa stona con la proposta del premio Nobel ai sanitari. Sanitari che hanno dato la loro vita per affrontare l’emergenza da Covid-19, sanitari che non conoscevano tempo, che hanno abbondato famiglie, genitori; sanitari in prima linea senza presidi di sicurezza, che si sono ammalati, che fungevano da padre, madre, figlio, parroco, psicologo e Angelo custode. Sanitari che hanno dovuto fare i conti con una sanità allo sbaraglio, con una organizzazione che faceva e fa acqua da tutte le parti, con tanti soldi da investire per l’ampliamento delle strutture sanitarie ma che ad oggi molte realtà attendono ancora, terapie intensive, posti letto, personale. Nulla, solo un flebile cambiamento. Poi la notizia attesa da tutti, i vaccini. Altro giro altra corsa, soldi, contratti già firmati, piani pandemici predatati, piano vaccinale in fase di sperimentazione, troppo poco il tempo per la fase definitiva che ne garantisca l’efficacia sull’immunità. Non si conoscono le risposte del nostro organismo a lungo termine, fa niente, tanto firmiamo un consenso informato, ehh vabbè, ma lo firmiamo per qualsiasi intervento chirurgico, o vaccino, o farmaco. Certo con alcune essenziali differenze, ma fa niente è comunque su base volontaria. Ma stiamo parlando degli stessi sanitari che hanno messo a repentaglio la loro salute quando ancora nessuno forniva loro i dispositivi di sicurezza? Stiamo parlando degli stessi sanitari che non vedevano neanche più sorgere la luce del sole a causa dei turni massacranti? Mi sa proprio di sì, bene questo il loro premio, “no-bel”, no, non è bel, perché se prima nessuno si poneva il problema che senza alcuna protezione, questi stessi sanitari ora obbligati alla vaccinazione pena la sospensione o il demansionamento, potevano infettarsi ed erano comunque obbligati a presentarsi a lavoro, ora invece tutti ad essere preoccupati per la loro salute. Ma nel frattempo, potrebbero gli scienziati di turno spiegarci come mai, molti sanitari tra medici e non, sono risultati positivi dopo la somministrazione del vaccino? Ci potrebbero anche motivare il non utilizzo della terapia monoclonale? Ci potrebbero spiegare perché, investire tanti soldi per la campagna vaccinale anziché potenziare le strutture ospedaliere salva vita? Ci potrebbe spiegare qualcuno perché l’applicazione di un premio di produttività ai manager, ai commissari ed ai sanitari velate minacce e calci in c..o? Viviamo ancora in un paese libero oppure ci dobbiamo considerare già in piena dittatura?
Tranquilli, lo stesso decreto precisa che la vaccinazione non è obbligatoria solo in caso di «pericolo accertato per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale», come per chi ha particolari allergie oppure è in stato di malattia al momento della somministrazione. Però attenti, quando non sarà possibile assegnare gli operatori non vaccinati a mansioni non a rischio, è prevista la sospensione della retribuzione. Esatto, sospensione della retribuzione «Mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021». Significa che se non ci sarà una proroga del decreto le sanzioni perderanno efficacia a partire dall’inizio del 2022. Ad maiora semper…

Anna Zagara