venerdì , Giugno 25 2021

Sanità di Razza. A tre mesi dalle dimissioni il delfino è tornato

Il 30 marzo scorso l’assessore alla Sanità siciliana presentava le sue dimissioni perchè intercettato in conversazioni deplorevoli e l’ignaro Musumeci le accoglieva, riservando per sé l’interim alla salute. In questi tre mesi Musumeci ha “toccato da vicino la qualità degli operatori della sanità siciliana, la loro abnegazione e l’impegno da tutti profuso” nella campagna anti Covid che vede la Sicilia sempre fanalino di coda per la somministrazione di vaccini.
Secondo i dati raccolti dalla fondazione Gimbe l’Isola è ultima regione per somministrazioni. Il 31,4% della popolazione siciliana ha avuto somministrata almeno una dose del vaccino: il 16,2% ha completato il ciclo di due dosi, il 15,2 ha avuto somministrata una dose. La media italiana è del 35,9% e ci sono regioni, come il Molise, che ha vaccinato, tra prima e seconda dose, il 40% della popolazione. I dati non sono favorevoli e Musumeci ha richiamato Razza per aggiustarli. “Ho fiducia che questa scelta possa contribuire positivamente a concludere un percorso amministrativo avviato in questi anni con i risultati che tutti conoscono” afferma Musumeci, che evidentemente non ha compreso la richiesta della Cgil regionale: un commissario per la sanità siciliana. “E’ evidente – dice il generale, Alfio Mannino- che la Sicilia da sola non può farcela: ci chiediamo cosa aspetti ancora il governo nazionale. Regnano la confusione, approssimazione e la mala gestione in Sicilia da parte di una classe politica e amministrativa che ogni giorno conferma la sua inadeguatezza”. Sul caos e le scorrettezze e sui morti da spalmare l’assessore certamente dirà qualcosa di dignitoso, stavolta, sulla pessima gestione dell’epidemia e della sanità i siciliani si rassegnino: mala tempora currunt.

Gabriella Grasso