venerdì , Giugno 25 2021

L’area vasta, tra inerzia istituzionale e Recovery Plan

L’area vasta, tra inerzia istituzionale e Recovery Plan
di Massimo Greco

A pochi giorni dall’ennesima proroga del commissariamento dei Liberi consorzi comunali, il Presidente della Regione Musumeci annuncia la sua ricandidatura, sottolineando, a suo dire, che glielo chiedono i siciliani. Noi, che pure siciliani siamo, vorremmo però conoscere il bilancio delle riforme approvate a cominciare da quella sugli enti intermedi. E’ veramente difficile immaginare che si voglia volutamente far morire un ente che, al contrario di quanto urlato in passato da demagoghi e populisti, oggi più che mai è richiesto per programmare lo sviluppo delle aree vaste e interne della Sicilia in vista del Recovery Plan. In verità, la mediocrità della “politica” si avverte da tempo e lungo tutto l’asse verticale delle Istituzioni e lo dimostra il fatto che nonostante gli stimoli e gli assist forniti, anche i Sindaci, paradossalmente, rimangono immobili su questo tema. Nessuna iniziativa per la promozione di un ragionamento condiviso, nessun passo avanti in ordine ad una candidatura di leadership di area vasta, al punto di indurre alcuni Presidenti di consiglio comunale del comprensorio ennese a istituire una conferenza permanente a difesa delle aree interne e centrali dell’isola. Eppure non occorrono particolari doti per comprendere che oggi l’ente intermedio non può più essere calato e disciplinato “dall’alto” ma generato e costituito “dal basso” su base volontaristica. Le aggregazioni volontaristiche, che occorre qui ricordare sono l’esatto opposto dei sistemi associativi obbligatori per la gestione dei servizi a rilevanza economica conosciuti con l’acronimo ATO, rappresentano una possibile innovazione all’interno dell’assetto istituzionale regionale, poiché si tratta di un approccio inedito ai temi della programmazione del territorio e riuniscono municipi che, per caratteristiche e interessi convergenti, sono motivati a fare sistema e a valorizzare e creare sinergie fra loro, mettendo in comune risorse strumentali, finanziarie e umane con l’obiettivo di perseguire obiettivi condivisibili e sostenibili.

Vorremmo chiedere ai nostri Sindaci e al Presidente della Regione Musumeci, che legittimamente ha deciso di ricandidarsi, come pensano di superare questa cronica inerzia istituzionale che si registra attorno agli enti di area vasta a fronte di un’impellente necessità di spostare lo sguardo verso il futuro, così da costruire visioni di medio-lungo periodo marcate da una forte intenzionalità, esito di idee e strategie condivise dagli aderenti ed elaborate “dal basso”. Non era forse questo lo spirito del legislatore regionale costituente allorquando pensò, all’art. 15 dello Statuto, di disegnare l’ordinamento delle autonomie locali, lasciando ai Comuni la “libertà” di consorziarsi per la gestione associata di servizi di area vasta?