lunedì , Dicembre 6 2021

Da Caltanissetta la Cisl lancia appello a unità delle tre province della Sicilia centrale per affrontare la sfida del Pnrr e fondi europei

Dal convegno di Caltanissetta la Cisl lancia l’appello all’unità delle tre province della Sicilia centrale per affrontare la sfida del Pnrr e fondi europei

Al convegno sul tema “Pnrr e fondi europei. Uniti nel cogliere le opportunità”, organizzato dalla Cisl Ag-Cl-En e svoltosi martedì mattina a Caltanissetta nel Centro culturale polivalente “Michele Abbate”, coordinato dal giornalista Silvano Privitera, sono interventi: Emanuele Gallo, segretario generale Cisl Ag-Cl-En, che ha svolto la relazione introduttiva, Michele Sabatino (economista), Roberto Gambino (sindaco di Caltanissetta) Gianfranco Caccamo (presidente Sicindustria di Caltanissetta), Francesco Miccichè (sindaco di Agrigento), Francesco Franchi (presidente Raffineria di Gela), Maurizio Dipietro (sindaco di Enna) e Sebastiano Cappuccio, segretario generale Cisl-Sicilia, che ha tratto le conclusioni del convegno. Nell’aprire formalmente il convegno, Privitera, che è anche uno degli animatori del Forum Aree interne, ha specificato che il Pnrr con i suoi 200 circa miliardi di euro è il più grande piano di investimenti avvenuto in Italia dopo il Piano Marshall per ridurre i divari di territoriali e di cittadinanza mettendone in evidenza alcuni aspetti. E, questo, avviene in una fase in cui si allentano i vincoli del fiscal compact. Oltre agli investimenti, il Pnrr prevede come precondizioni la riforma della pubblica amministrazione, della giustizia e della concorrenza. Il 40% delle risorse, circa 80 miliardi è destinato al Sud, ma non è ripartito in quota alla singole regioni. Questo vuol dire che i territori devono competere per accedere a queste risorse. E avranno la meglio quei territori meglio attrezzati. La Regione Siciliana e i comuni siciliani non sono i favoriti in questa competizione per l’inadeguatezza della loro macchina amministrativa. Con il Pnrr si finanziano infrastrutture già finanziate, come la velocizzazione della linea ferroviaria Catania-Palermo-Messina, finanziata con 6 miliardi dal Cipe nel 2013. Nella sua articolata relazione introduttiva, Gallo ha sottolineato la necessità che le tre province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna si organizzino per diventare un punto di attrazione di investimenti, per elaborare progetti di sviluppo sovracomunali e invertire il processo di marginalizzazione e lo spopolamento delle aree interne. Gallo auspica un coinvolgimento di comuni, parti sociali e organizzazioni professionali per migliorare la capacità progettuale del territorio e fare analisi e proposte. Per fare questo, occorre un cambio culturale rispetto al passato, sostiene Gallo. Sabatino ha puntato il dito contro l’inefficienza della macchina amministrativa della Regione Siciliana, un vero e proprio ostacolo allo sviluppo, e ha messo in guardia a non illudersi che il turismo possa essere la chiave di volta dello sviluppo. Per Sabatino, bisogna puntare sul manifatturiero e creare imprenditorialità. Gambino ha parlato delle difficoltà dei Comuni, sia di quelli che hanno già approvato i bilanci sia di quelli che ancora non l’hanno ancora approvati. Sulla capacità della Regione Siciliana di seguire il Pnrr, Gambino non ci crede affatto perché la macchina amministrativa, come l’ha definita lui, è fatiscente. Gambino ha parlato della refluenza sull’intero territorio della Raffineria di Gela, in modo particolare sul trattamento della frazione umida dei rifiuti solidi urbani. Anche per Caccamo la Regione è “il vero collo di bottiglia” nella realizzazione del Pnrr. Caccamo ha sottolineato, come imprenditore, la difficoltà a trovare personale qualificato. Miccichè ha detto che la pandemia da coronavirus ha esasperato e messo in evidenza l’arretratezza dell’ampio territorio (scarsa capacità progettuale, lentezza della macchina amministrativa e assenza di una strategia di sviluppo) di cui Agrigento, Caltanissetta ed Enna dovrebbero essere i poli di attrazione. Su questo ci sono da fare alcune considerazioni. Il territorio delle tre province della Sicilia centrale è molto ampio ed eterogeneo. Ci sono le aree interne emarginate, così come definite dalla Snai, in via di spopolamento e lontane dai centri urbani che sono poli di servizi, ma c’è anche il polo industriale di Gela ad alta intensità di capitale. C’è da chiedersi se le tre città, che furono capoluoghi di province, siano nelle condizioni di svolgere quel ruolo che svolgono le città metropolitane nei confronti dei loro entroterra. In un rapporto di ricerca sui patti territoriali condotto dal consorzio Aaster del 2000 apprendiamo che “Enna ha un’estrema e permanente debolezza attrattiva”. Per Franchi il Pnrr è una sfida più che un’opportunità che sindacati dei lavoratori, imprese e pubblica amministrazione devono affrontare insieme facendo rete e sistema. Franchi ha richiamato l’attenzione sui 23 criteri per l’ammissione dei progetti a finanziamento, che non sono facili da soddisfare. Anche Dipietro teme che la Regione Siciliana possa essere di intralcio all’attuazione del Pnrr. Ed è per questo motivo che chiede di limitarne il ruolo e nello stesso trovare chi fa i progetti e individuare l’istituto giuridico che consenta ai comuni di presentare insieme i progetti. Nel trarre le conclusioni del convegno, Cappuccio ha detto che il convegno non è stato pensato per parlare solo delle difficoltà, ma per determinare le condizioni della ripresa, della transizione sociale, del rilancio del lavoro che cambia e della riduzione il divario Nord-Sud. Una nuova governance, la possibilità di monitorare e la stipula di un grande patto sociale sono le condizioni indicate da Cappuccio per affrontare la sfida del Pnrr. “Stare insieme e lottare nella stessa direzione”, è il metodo suggerito da Cappuccio.