Teatro Neglia, l’Imbuto chiede al Comune la revoca del bando per il cinema
Enna-Cronaca - 12/03/2026
L’associazione culturale L’Imbuto di Enna chiede al Comune di fare un passo indietro sul bando per l’affidamento del servizio di proiezione cinematografica al Teatro Neglia.
Pec al sindaco
Con una Pec inviata all’amministrazione comunale, la presidente Patrizia Fazzi ha formalmente presentato una richiesta di revoca in autotutela dell’avviso per la manifestazione di interesse, che prevede la gestione delle proiezioni cinematografiche all’interno del teatro per 36 mesi.
La comunicazione è stata indirizzata al sindaco Maurizio Dipietro e al segretario comunale Lucio Catania e arriva dopo giorni di confronto con associazioni culturali e cittadini.
Secondo l’associazione, la scelta dell’amministrazione rischierebbe di modificare la funzione storica del teatro, considerato da molti l’ultimo vero presidio culturale della città.
La richiesta di revoca
Nel documento inviato al Comune, L’Imbuto chiede formalmente di ritirare l’avviso pubblico e di aprire un confronto con il tessuto culturale locale prima di procedere con decisioni che riguardano uno spazio simbolo della vita artistica ennese.
La presidente dell’associazione, Patrizia Fazzi, spiega che la richiesta nasce da una preoccupazione condivisa da numerose realtà culturali del territorio.
«Dopo essermi confrontata con tantissime associazioni del Comune di Enna e aver ricevuto la solidarietà di gran parte della città, insieme ai soci dell’associazione ho deciso di chiedere formalmente al Comune la revoca dell’avviso», afferma Fazzi.
L’obiettivo, secondo l’associazione, è evitare che il Teatro Neglia venga destinato stabilmente a un’attività non coerente con la sua funzione originaria.
«La nostra vuole essere un monito affinché l’amministrazione si ravveda e si confronti con le associazioni culturali della città, orientandosi verso scelte più oculate e lasciando libero il Teatro Neglia da attività non inerenti allo spazio culturale che gli è stato assegnato», sottolinea la presidente.
Il nodo del regolamento comunale
Uno dei punti centrali della contestazione riguarda il regolamento comunale sull’utilizzo dei beni monumentali, nel quale rientra anche il Teatro Neglia.
Secondo L’Imbuto, l’affidamento del servizio cinematografico per un periodo così lungo sarebbe in contrasto con le norme che disciplinano l’uso del teatro.
«L’affidamento risulta in evidente contrasto con il regolamento comunale vigente. Il teatro non può essere concesso a terzi per un tempo così lungo e continuativo, perché verrebbe meno il concetto di temporaneità dell’utilizzo previsto dallo stesso regolamento», sostiene Fazzi.
Per l’associazione, la concessione triennale trasformerebbe di fatto la funzione del teatro, snaturando uno spazio storicamente dedicato a teatro, musica e spettacolo.
La proposta alternativa: il cinema di Pergusa
Pur non opponendosi all’idea di riportare il cinema in città, L’Imbuto contesta la scelta della sede individuata dall’amministrazione comunale.
Secondo l’associazione, esisterebbe infatti un’alternativa più adatta: i locali della Tribuna dell’Ente Autodromo di Pergusa, già utilizzati in passato come cinematografo e di proprietà del Comune.
«Valutare una nuova manifestazione di interesse per quei locali sarebbe sicuramente più congeniale – afferma Fazzi – perché non sarebbero necessari interventi strutturali ma solo adeguamenti tecnici, come quelli previsti nel bando attuale».
Una soluzione che, secondo l’associazione, permetterebbe di restituire alla città un cinema senza sacrificare il principale spazio teatrale.
“Salvaguardare la storia culturale della città”
Nel documento inviato al Comune, L’Imbuto ribadisce che continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda. «Facciamo tanta fatica a comprendere una scelta di questo tipo, anche alla luce della valida alternativa proposta», conclude la presidente. «Continueremo a monitorare la situazione perché lo dobbiamo a noi stessi e soprattutto a una grande fetta della città, per scongiurare l’ennesima scelta miope e salvaguardare la nostra storia culturale, presidio di cultura dal 1872». La questione, intanto, resta aperta e potrebbe trasformarsi in uno dei principali temi del dibattito culturale cittadino nelle prossime settimane.