Enna. Consiglio provinciale approva ordine del giorno sui lavoratori dell’Ipra
Enna-Provincia - 28/12/2012
Enna. Il difficile problema dei settanta lavoratori dell’azienda farmaceutica Ipra dell’area di sviluppo industriale è stato al centro dei lavori del consiglio provinciale, presente una nutrita delegazione degli stessi lavoratori e dei rappresentanti sindacali. I lavori si sono aperti con una richiesta del consigliere del Pdl, Francesco Spedale di rileggere quella parte del verbale di riunione di consiglio dove Mario Alloro lo definisce “bamboccione”. Pare che Spedale voglia adire alle vie legali. Un altro intervento ha visto il consigliere Nicastro chiedere al presidente Massimo Greco ed al presidente Monaco di risolvere il problema dell’obbligo delle catene nelle macchine, ma solo quando c’è la neve e non da dicembre sino a metà marzo come viene richieste dall’Anas e dalla Polizia Stradale. Sul punto che riguarda la situazione dei lavoratori dell’Ipra il primo ad intervenire è Massimiliano La Malfa del PD, che aveva preparato una mozione, poi distribuita ai consiglieri, dove si sottolinea che bisogna fare di tutto per salvare il posto a questi 70 lavoratori, che attualmente sono in cassa integrazione straordinaria sostenendo che la “prima cosa da chiedere è la proroga di almeno un altro anno di cassa integrazione, in attesa che si trovi una soluzione percorribile, cassa integrazione che scade ai primi di gennaio per cui i lavoratori rischierebbero la mobilità ed il licenziamento”. Il consigliere Giuseppe Regalbuto del Pdl, dipendente dell’Ipra ed anche querelato dal commissario straordinario dell’Asi Cicero sempre a proposito dell’Ipra , sottolinea che bisogna adoperarsi a tutti i livelli affinché l’azienda venga offerta ad aziende multinazionali perché si tratta di un’azienda che è in grado di stare sul mercato per la qualità dei suo prodotti. Giuseppe Cimino del MpA, che è il liquidatore e consulente della società ha sostenuto che bisogna attivarsi presso la regione. Del problema si sta interessando il neo vicepresidente della Regione Venturino che ai primi di gennaio ha concertato un incontro con l’assessore al lavoro. “Bisogna aprire un tavolo di concertazione – dichiara Cimino- presso l’Ufficio provinciale del lavoro e bisogna adoperarsi per ottenere una cassa integrazione straordinaria in deroga e rivolgersi al Ministero del lavoro”. Lorenzo Granata dell’Udc ha consigliato che la prima cosa da fare è invitare il prefetto, Clara Minerva , a convocare la proprietà per vedere cosa c’è da fare, poi lavorare su due fronti, ragionale e nazionale, per ottenere una possibile cassa integrazione in deroga che non è facile. Salvo La Porta del Pdl: “Ritengo che al momento debba essere fatto tutto il possibile in regime di emergenza. Giusto quindi interessare il Prefetto e il proprietario. Ma l’ammortizzatore sociale prima o poi dovrà scadere e si ripresenterà drammaticamente il problema occupazionale. Una soluzione potrebbe essere la socializzazione dell’impresa. I lavoratori potrebbero rivendicare il diritto alla proprietà dell’azienda che potrebbe essere gestita per una parte dagli stessi e quindi da capitale pubblico e privato”.
Il consiglio provinciale è stato aggiornato a questa mattina perché poi è venuto a mancare il numero legale.