Barrafranca: Omertà nel tentato omicidio di Tambè

Barrafranca. Continuano le indagini da parte del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri, coordinati dal colonnello Vincenzo Cubisino, e da quelli della compagnia di Piazza Armerina, coordinati dal capitano Michele Cannizzaro, per cercare di fare luce sul tentato omicidio di Vincenzo Tambè, il venditore di auto di 38 anni, residente a Colonia, che giovedì 25 luglio, intorno alle 16,30, è stato ferito gravemente al collo ed alla spalla da un colpo di fucile a doppia canna con cartucce cariche a pallettoni e pallini. Vincenzo Tambè si trova ancora ricoverato presso l’Ospedale Umberto I di Enna, le sue condizioni sono nettamente migliorate, ci sono da effettuare altri accertamenti visto che collo e spalla sono stati colpiti da pallini e pallettoni, ma si ritiene che la prossima settimana possa rientrare a Barrafranca, dove si trovano la moglie, i figli ed i suoceri. Si tratta di un tentato omicidio dalla dinamica somigliante a quella mafiosa con due giovani a bordo di una moto o di un vespino, travisati da casco integrale, giubbotti neri ed armati di fucile, ma non dovevano essere molto esperti, perché hanno sparato velocemente, probabilmente in movimento su Vincenzo Tambè, che si trovava a bordo della sua Fiat Barchetta a percorrere una strada di periferia, ferendolo gravemente ma non eliminandolo com’era nei programmi dei due giovani.
Vincenzo Tambè, in ospedale, è stato interrogato più volte dal colonnello Cubisino e dai suoi uomini, ma non c’è stato niente da fare perché ha sempre dichiarato di non sapere perché è stato vittima di questo attentato, di non avere nemici, di non sapere chi avrebbe potuto ordire questo piano per eliminarlo. Piena omertà da parte dell’interessato, dei suoi parenti, degli amici. Non parlano neanche coloro i quali si trovavano nei pressi della zona dove si è verificato l’attentato. “Stiamo indagando a 360 gradi – ha dichiarato il colonnello Cubisino – Non trascuriamo alcuna pista, ma sino ad ora ci troviamo davanti ad un autentico muro di gomma; nessuno sa, nessuno vuole parlare”. Non si trascura la concorrenza spietata nella vendita delle auto provenienti dalla Germania visto che Vincenzo Tambè a Colonia è proprietario di un autosalone; non si trascurano che possano esserci altri traffici tra Germania e Barrafranca, come il trasporto di armi clandestini, così come avveniva molto spesso in un recente passato, quando c’era da preparare l’attentato all’avvocato Raffaele Bevilacqua, ritenuto responsabile provinciale della famiglia di Cosa Nostra. Allo stato attuale di questo tentato omicidio si fanno tutte le ipotesi, ma nessuna finora ha trovato conferma.