Bisacquino. Presentata l’opera su la Chiesa madre
Enna-Cronaca - 07/07/2009
Con l’opera “La Chiesa Madre di Bisacquino”, artisti, maestranze e committenti dal cinquecento al settecento, (1 ) Antonino Giuseppe Marchese si appresta a completare l’archivio antologico artistico sconosciuto del patrimonio religioso e civile del comprensorio dei comuni di Bisacquino, Chiusa Sclafani e Giuliana, all’interno di un progetto più vasto, che tende a recuperare la storia e le manifestazioni artistico-religiose del corleonese (2).
Il volume è dedicato a Don Calogero Di Vincenti, detto l’apostolo del sorriso (Bisacquino 6-02-26,23-02-77), degno figlio e continuatore di una schiera di sacerdoti-parroci che hanno onorato la città natale e la diocesi di Monreale: i Bacile, Rosario e Pasquale, Giuseppe Petralia, Milazzo, Lo Voi, Pizzitola, Calogero e Lino Di Vincenti.
L’opera di Marchese si apre con i testi di Piero Longo e di Lino Di Vincenti, fratello di Mons.Calogero e Parroco e della Chiesa Madre, dedicata a San Giovanni Battista, e poi vi è la presentazione di S.Ecc.za Mons.Salvatore Di Cristina, Arcivescovo di Monreale.
L’Autore, scrive l’Arcivescovo, ricostruisce il contesto storico delle due più recenti successive edificazioni della nostra chiesa madre: la cinquecentesca, che fu anche la più travagliata e sopravvive oggi quasi interamente nell’attuale campanile e la settecentesca,che nell’attuale bella facciata ha il suo più pregevole biglietto di visita.
Alla ricostruzione storica per il presule, va attribuito il merito di avere apportato ai dati della storiografia sull’arte dell’epoca un discreto numero d’importanti correzioni e precisazioni da ascrivere tutte alla certosina accuratezza della ricerca del Marchese.
Le ricerche dell’Autore tracciano l’ambizioso disegno di completare il recupero storico- artistico e letterario del comprensorio del Corleonese, iniziato con” Politico Siciliano.Scritti d’arte e di storia” (1988), ”Taccuino siciliano. Saggi critici d’arte e letteratura” e poi “Inventario corleonese” (1997), con prefazione di Vincenzo Consolo e “L’ulivo saraceno, Civiltà letteraria siciliana” (1999), con prefazione di Antonino De Rosalia. (4)
Dopo le opere giovanili, dedicate a Giuliana (la città natale è spesso l’ispiratrice delle prime opere degli artisti e degli scrittori, (ricordiamo Sciascia con le “Parrocchie di Regalpetra”), che hanno permesso all’autore di dissotterrare la complessa attività pittorica di Giacomo Santoro ,della cerchia di Raffaello, di avere descritto il Castello di Federico II di Giuliana, (3) di avere avviato le ricerche e gli studi su S.Maria del Bosco.
Marchese ha ora in corso una monumentale opera sui Ferraro di Giuliana, sui quali si sta predisponendo un interessante convegno, a ricordo del quattrocentesimo anno dalla morte del capostipite Antonio, in Castelvetrano.
Il convegno si propone di coinvolgere i comuni che hanno opere dei Ferraro, le istituzioni scolastiche di Castelvetrano e le province regionali di Trapani e Palermo.
La mia conoscenza dell’opera di Marchese, da concittadino, lettore e stimatore delle ricerche effettuate nel territorio di Giuliana e poi in quasi tutti i comuni del corleonese, con particolare attenzione a Chiusa Sclafani che ho apprezzato per lo stimolo offerto dall’autore agli studiosi delle storie locali e delle arti, mi portano a soffermarmi maggiormente sulla sua figura di medico- storico e letterato, che allarga i suoi interessi alle opere dei comuni del circondario e che presenta ora “La chiesa Madre di Bisacquino”.
Sulla sua ultima fatica, hanno offerto espressivi contributi critici illustrativi e partecipati apprezzamenti, S.Ecc.za l’arcivescovo Salvatore Di Cristina, i professori Aldo Gerbino e Pietro Longo, Don Lino di Vincenti e testimonianze, i professori Franco Castello, dr.Ingrassia, Pino Colca, Filippo Contorno e Ferdinando Russo.
Marchese non ha trascurato nulla del territorio che l’ha visto crescere nelle ricerche, nelle opere letterarie, nelle saggie d’arte e di storia.
Una nota in copertina dell’opera sulla Chiesa Madre sintetizza i titoli degli scritti principali dell’autore.
L’invito a leggere i numerosi volumi scritti dal medico letterato non vuole essere solo un plauso o l’espressione della gratitudine dei cittadini dell’area che ha un posto particolare nelle sue ricerche.
In loro troviamo l’identità del popolo a cui apparteniamo, la sua fede, la sua cultura, le sue tradizioni, la sua religione, le sue espressioni artistiche. E poi tanti momenti della sua vita sociale, economica,politica sempre ricchi di interesse,di indicazioni,di valutazioni.
Marchese non si è fermato, da studente universitario ed ora da medico e da cultore di Storia dell’Arte dell’università di Palermo, a scrutare minuziosamente la vita dei comuni che gli appartengono.
Rovistando tra le mura antiche di una civiltà contadina, che si perde nel tempo, in larga parte.
La salva miracolosamente con gli studi, gli scritti, le letture, le indagini archivistiche, mentre opera
la ricostruzione biografica delle tante figure e personalità, che ritornano a vivere.
Con le sue fatiche di studioso e di storico, il Nostro incarna la rappresentazione dell’intellettuale cattolico, cha ama la sua terra, la storia, il paesaggio, i monumenti, la lingua, i costumi, che scruta nell’orizzonte della sua la fede religiosa, che conserva e diffonde i valori cristiani, che trova nella religione, nelle chiese costruite dalle comunità, nei suoi monasteri, nei santuari “La Madonna del Balzo “, Maria SS.dell’Udienza, S.Maria del Bosco, nei venerabili, nei beati e nei santi del corleonese le fondamenta di una spiritualità francescana e benedettina e di un radicamento religioso artistico e culturale, da sempre ispirato dalla fede.
Né chiude gli occhi sui malfattori, i banditi, i masnadieri giulianesi, ultimo avanzo del brigantaggio in Sicilia, che un tempo infestarono il territorio dell’interno della Sicilia.
Ed accanto compaiono le figure delle nobiltà delle arti, della medicina, dell’azione sociale, anche rivoluzionaria, come quella di Peppe Russo. (8)
Marchese continua così a rendere un inestimabile servizio culturale alle comunità, che lo hanno accolto con interesse e che hanno fatto tesoro delle sue provocazioni storiche, riuscendo a non disperdere memoria e patrimoni artistici, posseduti e poco conosciuti.
Ha rilevato l’importanza degli archivi civili e religiosi, quando ne ha proposto ai sindaci la cura, la conservazione e lo studio.
Va al riguardo segnalato la recente presentazione dei Conti Civici (i bilanci comunali del settecento e del primo ottocento di Giuliana (7), gli studi sui paesi dei “centenari “, Chiusa, Bisacquino, Giuliana, Sambuca, segnalati per l’elevato numero degli ultra ottantenni (5).
C’è in detti saggi, un’etica ed un insegnamento per gli amministratori odierni, privi di risorse per la nettezza urbana e la solidarietà verso i poveri ma ricchi di un patrimonio naturalistico ove si vive piu’ a lungo se si saprà amare e difendere.
Marchese ha fatto scuola, ha trovato imitatori, ha creato un rinnovato amore per ciò che configura l’identità e le diversità delle comunità, invitando gli studiosi a non trascurare nessun evento della creatività umana, e delle modifiche apportate dell’ingegno e dal lavoro degli uomini.
Ha portato così le istituzioni locali e quelle provinciali ad avere maggiore attenzione alle scuole d’ogni ordine e grado, alle biblioteche, agli scritti degli studiosi e dei letterati locali, che ha rispettato e da cui talvolta ha preso le mosse per svilupparne pensiero ed opere.
Da qui, come in un museo letterario o in un parco storico all’interno dell’area dei monti Sicani, in fase d’istituzionalizzazione, con nel cuore la sua Biblioteca personale, inaugurata dall’arcivescovo Cataldo Naro, e quella Comunale, alla quale non sono mancate le sue indicazioni, Marchese invita al recupero di opere dimenticate e richiedenti iniziative di salvaguardia e restauro.
Pitture, sculture, lavori di legno, edifici monumentali,chiese ,conventi: S.Anna ,la Badia di Chiusa Sclafani, il monastero di S.Maria del Bosco (12), la Chiesa del Rosario di Giuliana e poi i conventi dei francescani,degli Olivetani,dei Benedettini.
Nè mancherà l’attenzione della Provincia regionale di Palermo alla valorizzazione delle opere storiche e artistiche del comprensorio.
Si dovrà mettere in rete (e non solo sul piano delle infrastrutture viarie) questo patrimonio di studi e d’opere, nel catalogo ritrovato di un’identità territoriale (10) che rischiava di scomparire, per “offrirlo”, al turismo culturale e religioso ,agli operatori dell’agriturismo, come alle aziende agricole,che, nel settore delle produzioni di nicchia, hanno realizzato successi nelle coltivazioni biologiche, come nelle produzioni di qualità delle cipolle, delle ciliegie, delle olive giarraffe, del vino e dell’olio, della frutta, degli ortaggi, delle piante medicinali e di tutto il comparto biologico.
Marchese e gli studiosi, che hanno accompagnato la sua opera nell’area geografica sicana e del Sosio, hanno così aperto nuove, nascoste, opportunità di lavoro e di impresa alle comunità, il cui territorio è stato magnificamente “arato” dalla ricerca, dallo studio, dagli scritti sui religiosi e sui laici, sui singoli e sulle famiglie che hanno onorato le arti, i Lo Cascio e i Busacca di Chiusa Sclafani, i Ferraro da Giuliana, i Puzzo, i Marino, i Gentile, Margiotta, V.Parrino, V.Campo, G.Scaturro, M.A.Russo, M.R.Musso, Margiotta, Filippone, A.Russo, G.Di Giorgio, Lucia B.
Alla Chiesa bisacquinese va il merito di avere conservato un invidiabile patrimonio d’opere artistiche. Ora essa ha permesso, per iniziativa privata di Don Pasquale Di Vincenti, la realizzazione dell’opera d’A.G.Marchese, che è stata presentata, quasi come un dono simbolico per la comunità di Bisacquino, così, da sempre generosa, verso la diocesi di Monreale, per farne tesoro, anche civile,a tutti i suoi cittadini dispersi nel mondo
E si conferma la missione culturale della Chiesa diocesana di offrire alla comunità cristiana tutta le occasioni per trovare ispirazioni per le arti, per ammirare le opere degli antenati, per riscoprire i valori di solidarietà e di promozione umana, che una società consumistica tenta di distorcere e di cancellare.
La comunità di Bisacquino, attraverso il sindaco Contorno, ha espresso la gratitudine della cittadinanza all’autore, all’immaginifico fotografo, Enzo Brai, a chi come al decano Mons.Lino si è fatto promotore di mostrare ai fedeli ed ai futuri visitatori una “ritrovata” Chiesa Madre con l’organo e le tele restaurate, con tutte le peculiarità stilistiche, con i diaspri ed i marmi policromi, il coro ligneo, le suppellettili liturgiche, con le statue di Puzzo, che in altra occasione, per le loro valenze barocche, hanno richiamato a Bisacquino, il pittore maestro Girolamo di Cara.
Gli emigranti di Bisacquino, che tornano nel mese d’agosto, dedicato alla Madonna del Balzo,
quest’anno troveranno l’opera su “La Chiesa Madre “ di Marchese e la porteranno con loro, unitamente all’altra su “I dipinti settecenteschi del Santuario”, (11) e sarà qualcosa in più rispetto alla foto della sola facciata che il celebre regista bisacquinese Frank Capra ha portato con se nei primi del Novecento.
Ed in loro rivivrà la Chiesa del beato Bacile e dei tanti santi sacerdoti, la Chiesa, che li ha forgiati alle fatiche ed all’attaccamento alla famiglia, con i valori,messi in luce nel volume, che hanno conservato nel cuore ed ora porteranno in giro,con le immagini nuove e moderne , per tutti i continenti, ove col lavoro di emigranti si fanno onore nell’economia, nell’arte, nella fede, nella cultura.
Ferdinando Russo
onnandorusso@libero.it
1)A.G.Marchese, La Chiesa Madre di Bisacquino-Artisti, maestranze e committenti dal Cinquecento al Settecento, con prefazione di Piero Longo e Don Pasquale Di Vincenti e presentazione di Salvatore Di Cristina,Arcivescovo di Monreale,e Foto di Enzo Brai.Editore Plumelia 2009.
2)A.G.Marchese, Cristo a Chiusa Sclafani, L’immagine-reliquia del santo Volto e il Venerabile Innocenzo.Palermo 2009.
3)A.G.Marchese Il Castello di Giuliana.Storia e architettura, presentazione di M.Giuffrè, I la Palma Palermo 1996
4 ) A.G.Marchese, L’ulivo saraceno.Civiltà letteraria siciliana.Con prefazione d’Antonino De Rosalia, Palermo 1999.
5)A.G.Marchese, Una vita da eroe, Nicolò Catalano e il suo secolo (1909-2009)
6)F.Russo, Nel paese dei centenari un medico letterato ne studia la vita in ViviEnna, Vivi Sicilia www.vivienna.it, Enna 2009
7)A.G.Marchese I Conti civici di Giuliana, (1784-1810), con prefazione di Giuseppe Bonaffini,Palermo 2008
8)F.Russo, in Peppe Russo di Giuliana un servizio ai contadini di Sicilia, in CNTN A.VII N.40 Giugno 2007
9)F.Russo sui Conti Civici di Giuliana in Terramia www.maik07.wordpress.com Blog 2009
10)A.G.Marchese, (a cura di) Corleone -L’identità ritrovata –ATTI Seminario 1999-EDITORE Franco Angeli, presentazione di G.C.Marino, Milano2001
11)a, G.Marchese I Dipinti settecenteschi del Santuario della madonna del Balzo in Biacquino,Studi e restauri in memoria di Giuseppe Baldanza,con un intervento di Serafina Melone,Edizioni Plumelia
2007
12)A.G.Marchese(a cura di )L’Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro, tra memoria e recupero.Introduzione di V.Sgarbi. Palermo 2006