Enna. Da Pergusa al Castello ……. solo andata!

Enna. Non basterebbero foto e filmati per dimostrarlo ma ci si accontenta dell’occhio di un turista, che per sentito dire visita i nostri luoghi del verde di rispetto.
Lo accompagno appena sceso dal pullman mi chiede di vedere tutto: non ha fretta. Cominciamo con la passeggiata al lago di Pergusa, splendido silenzio, non si sentono neppure gli uccelli stanchi e malinconici di troppo silenzio. Mi suggerisce che tante località hanno attrezzato zone come questa con prato verde, sdraio, giochi e ristori e vi è una moltitudine di gente che affluisce anche dai paesi vicini, rispondo che qui la natura fa da sovrana non possiamo disturbarla!!!!
E in silenzio ci allontaniamo verso la bambino poli, quel giorno chiusa per inventario….. facciamo un giro nei dintorni, mi chiede se quelle tra le erbacce siano delle piscine comunali, rispondo di si ma a causa delle troppe piogge l’acqua abbonda allora nessuno si prende la responsabilità di eventuali incidenti, così le nascondono dietro le erbacce: è una tattica replico.
Prendiamo il bus per Enna alta, passando gli spiego dei falsi bivi, delle manovre azzardate per non allungare di 50 mt il cordolo stradale, dei crespi cespugli travestiti da aiuole, dei canali otturati dall’immondizia, dell’ingresso ad Hotel dell’ospedale senza neppure un’opera d’arte, dei continui lavori, delle buche otturate alla meno peggio,dell’abbeveratoio tra i cespugli secchi, dell’assenza di controlli dei vigili per i parcheggi selvaggi, dell’ambulanza che suona per passare, dovrebbe volare mi sottolinea, ma sa qui le strade sono state fatte dopo le case, è una tecnica nuova per un’impronta diversa dalle altre.
Spigo che ci sono solo 12.5 Km da Pergusa ad Enna ma la gente ci blocca per farci godere ulteriormente del paesaggio, infatti sul lato dx del monte gli faccio notare la figura di una donna dormiente,tranquilla, non si batte chiodo qui. Così dopo 35 minuti arriviamo al Castello, purtroppo non possiamo fare il giro ma tagliamo la strada e cerchiamo dove sistemarci alla meno peggio. Scendiamo e per l’accoglienza si è preparato un telo blu per nascondere le passerelle in acciaio, non si sa mai lo sappia la Sovrintendenza, certo sono un po’ logorati, ma spiego che qui tira sempre una brutta aria. Mi chiede del primo cortile e cerco di ricordare perché hanno tolto il teatro per sbarrare con la rete gli scavi,non mi viene in mente allora invento la storia che il suono della musica potrebbe danneggiare la struttura e vado avanti, il secondo cortile è in attesa mentre il terzo quando si capirà cosa farne toglieranno la rete per vedere un pò di panorama. Piuttosto soddisfatto risulta invece quando scorge il panorama della torre Pisana, si giri intorno gli suggerisco ,tra le auto e i palazzi s’intravedono i campanili, replico, certo da noi c’è sempre nebbia quindi difficilmente si notano gli abusi. Scendiamo verso il Duomo, ma le auto suonano all’impazzata non riesco ad illustrargli i luoghi che stiamo attraversando, mi chiede come mai le auto sono parcheggiate in divieto e se siamo così benestanti da poterci permettere verbali salati come da lui, rispondo molto genericamente che è un caso in quanto i controlli ci sono visto che il comune è in deficit, mi fa notare che al suo paese da quando hanno tolto l’ICI le multe sono aumentate per le casse comunali che ne usufruiscono.
Bella idea dico ma qui ci sono pochi vigili e tra ferie e malattie quelli in servizio non bastano basti pensare che i posti per i portatori di handicap sono occupati da chiunque……… figuriamoci.
Al Duomo mi accorgo che il mio visitatore stenta a muoversi, allora dico che l’interno è veramente da vedere, mi chiede come mai allora neppure voi lo rispettate visto che parcheggiate davanti lo splendore della facciata e sulle scale monumentali, rispondo che ci sono molti uffici e pochi parcheggi, gli suggerisco di parlar piano visto che siamo davanti alla Sovrintendenza che cura le belle Arti.
Mi chiede di finire lì la visita o di scendere fino al comune, alla provincia e alle autorità competenti, ma gli decanto i versi di Savarese e di quanti hanno fatto conoscere Enna com’era una volta …
Anche se non ho ben chiara la sua richiesta lo accompagno e attendo il prossimo se ci sarà!

Luisa Gardali

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