Pietraperzia. Consigliere Amico lascia l’UDC: è spaccatura
Enna-Cronaca - 11/11/2009
PIETRAPERZIA. Il consigliere comunale Giuseppe Amico lascia l’UDC ed aderisce ad un gruppo misto. La decisione è stata comunica in via epistolare al segretario di sezione Calogero Barrile, alla segreteria regionale ed al commissario provinciale del partito Giuseppe Drago, parlamentare nazionale.
Sulle motivazioni delle dimissioni Amico scrive: “Non condivido la scelta operata per Pietraperzia e il modus operandi della segreteria regionale nei confronti dello scrivente, estromettendolo ed emarginandolo dal ruolo ricoperto all’interno del partito; non condivido la linea politica del segretario locale (ndr. Calogero Barrile), in quanto ha prodotto confusione, tanto da determinare la spaccatura del partito locale; inaccettabile l’autosufficienza del segretario locale, che ha collocato il partito in una posizione di ambiguità nell’ambiente politico, mortificando gli organi istituzionali del partito; la mancanza di un concreto progetto politico del partito per la collettività locale e la totale assenza di coerenza nella politica del partito: sono fatti che inducono a non poter rimanere all’interno di un partito, quando si ha voglia di servire la collettività di cui si fa parte per migliorarne la qualità di vita.
Chiudo la mia esperienza partitica all’interno dell’UDC, dando garanzia comunque che continuerò a fare politica, ma in un’altra maniera: quella che più mi avvicina alla gente, che mi entusiasma veramente, e che è sicuramente diversa e lontana dalle ottiche di un partito che ha fatto dell’individualismo la sua punta di diamante”.
Sin dal rinnovo del direttivo l’UDC si presentò con due correnti contrapposte. Il gruppo Enzo Calì e Calogero Barrile; mentre l’altro gruppo aveva con leader Giuseppe Amico e Tina Scivoli. Il congresso fu chiuso con un compromesso che riconfermò Calogero Barrile alla segreteria e vice segreteria Tina Scivoli.
La divisione nasce dal fatto che l’UDC ha ufficializzata la candidatura del dottor Enzo Calì al palazzo di città: sia Giuseppe Amico che Tina Scivoli contestano il modo procedurale della scelta.
Ormai tutti i partiti sono proiettati alle elezioni amministrative e le divisione sono congenite in ogni gruppo politico. Fino a quando non saranno definite le liste e le candidature a sindaco vi sarà un clima di ostilità e contrapposizione.
Giuseppe Carà