martedì , Dicembre 6 2022

Provincia Enna. Salvo La Porta, primo dei non eletti PdL elogia Sergio Malfitano

Il prof. Salvo La Porta, uomo storico della destra ennese, interviene sulla situazione politica alla provincia di Enna.
In particolare, ha affermato che “lo stato di fibrillazione, che affligge la coalizione di maggioranza non è soltanto proprio della Provincia di Enna, ma di tutti gli enti locali della Regione”.
“Stiamo assaporando” ha detto “gli amari frutti di una legge elettorale, che ha snaturato nella sua stessa essenza il senso vero dell’elezione diretta di Sindaci e Presidenti di Provincia”.
“Il Popolo è stato defraudato delle sue prerogative ed è stato, di fatto, sancito un ritorno al peggiore passato con un’aggravante: la perdita di valore costante dei partiti politici e l’assenza di qualsiasi serio e propositivo dibattito al loro interno con la conseguente consegna a spregiudicati gruppi di potere della concreta gestione della cosa pubblica”. “E’ indispensabile rivedere la legge, stabilendo ruoli e responsabilità degli organi degli Enti e restituendo voce alla sovranità popolare”.
Tornando a parlare di partiti politici il PdL della Provincia di Enna e delle sue immediate prospettive nella sua organizzazione è un bambino che comincia a muovere i primi passi! Circola sempre più insistente la voce” ha proseguito “della nomina dell’on. Edoardo Leanza alla guida del Partito. Sono molto fiducioso nelle sue doti di equilibrio politico e saggezza umana. Di certo, riuscirà a valorizzare tutte le presenze del territorio, sgombrando il campo dai pregiudizi e favorendo la composizione di molte incomprensioni”. Circa il ricorso presentato al C G A per avere assegnati i quattro voti, che hanno inibito l’ingresso al Consiglio Provinciale, così rimarca La Porta: “Esprimo rispetto e stima nei confronti del consigliere Malfitano, il quale si distingue per la serietà dell’azione politica. Se dovessi assegnargli un voto gli darei dieci e lode. Tuttavia, credo sia interesse di tutti, compreso il Suo, avere certezza della volontà popolare. Se i fatti mi dovessero dare ragione, mi sforzerei di proseguire nel solco della Sua opera, facendomi interprete di legittime aspettative quali l’istituzione del registro dei tumori, dell’agibilità delle scuole provinciali e di quanto altro possa contribuire a migliorare la vita nella nostra Provincia”.