Provincia Enna: Delibera Multiservizi, opposizione del consigliere Granata

Enna. Il consigliere provinciale dell’Udc, Lorenzo Granata, ha inviato al presidente della Provincia, Pippo Monaco, al segretario generale ed al presidente del collegio dei revisori dei conti una lettera di opposizione alla delibera della Giunta Provinciale del 21 dicembre scorso con richiesta di revoca in autotutela. La delibera, oggetto di revoca, riguarda la rimodulazione dei servizi previsti nella convenzione in essere con la partecipata società Multiservizi. Nella nota il consigliere Granata evidenzia che la stessa delibera è di competenza del consiglio provinciale; inoltre, la stessa modifica sostanzialmente la convenzione approvata nel dicembre del 2001, anzi si configura come una nuova convenzione in quanto “vi sono degli oneri aggiuntivi derivanti dal diverso e nuovo inquadramento contrattuale degli operatori e dei minori servizi”. Lorenzo Granata fa osservare che la società Multiservizi non ha ne i mezzi ne il personale idoneo ad espletare i servizi di spurgo di cassette, fossi, tombini e ponteggi, ramatura ed abbattimento di alberi; inoltre è stato cambiato il contratto degli addetti alla manutenzione ordinaria degli immobili di competenza della Provincia, che da lavoratori socialmente utili a contratto commercio operaio; il costo di un addetto alla manutenzione degli immobili è passato da 21 mila euro a 32 mila; il costo dei mezzi per il servizio di manutenzione del verde e degli immobili (22 lavoratori) che era di circa 21 mila euro con la nuova convenzione passa a 42 mila euro, quindi si dimezza il servizio e si raddoppiano i costi. Per il Servizio di Protezione Civile nella sala operativa unificata il costo da 22.500 euro passa nella nuova convenzione a 33.290 euro con contratto di commercio; inoltre su 8 addetti, 2 saranno utilizzati come coordinatori, mentre con 34 lavoratori per il verde opera un solo coordinatore; nella nuova convenzione si inserisce la voce impiegati, senza specificarne il numero con uno stipendio di 180 mila euro. Sulla base di queste considerazioni il consigliere Granata ha chiesto al presidente della Provincia, Giuseppe Monaco, di revocare l’atto in autotutela perché la stessa delibera era di competenza esclusiva del consiglio provinciale.