giovedì , Gennaio 28 2021

A Cerami proteste per lo stato della SS 120

Cerami. Spetta probabilmente alle zone a Nord della provincia di Enna l’inquietante primato della rete viaria in dissesto. Dissesti evidenti lungo la ss 120, martoriata da tempo da movimenti franosi, buche, dislivelli, sconnessioni, muri paurosamente pericolanti e pronti a ribaltarsi sul tratto dei Km che congiungono Troina-Cerami-Nicosia. Gli abitanti ceramesi, sempre in attesa di interventi riparatori, hanno nuovamente indetto il loro stato di agitazione e di protesta per risolvere le preoccupazioni della sicurezza stradale.
Dalle timide lamentele, si è ora passati ad azioni di lotta più concrete, messe in campo, grazie all’impulso di alcuni cittadini, attraverso un reclamo-appello, sottoscritto in poche ore da molte persone, e indirizzato al Prefetto di Enna, alla direzione nazionale e regionale dell’Anas. “Da parecchi anni – scrivono i firmatari, nel contesto delle loro lamentele – si è fortemente protestato contro l’abbandono e l’incuria in cui versa la ss 120 nella sua interezza, e soprattutto per il degrado e le insidie che si incontrano nello spostarsi tra i comuni di Cerami, Troina e Nicosia. Nessuno, però, ha mai ascoltato le rivendicazioni espresse”.
“Nel lontano maggio 1996 -ricordano i primi firmatari della petizione, Ester Schillaci e Michele Loibiso – l’allora responsabile del compartimento Anas della Sicilia, ing. De Lorenzo, prese formale impegno di intervento dicendo che erano reperibili, nelle casse dall’Anas, una decina di miliardi di vecchie lire per urgenti interventi a favore della transitabilità del tratto stradale in questione. Purtroppo si deve rilevare che, come per altri problemi di viabilità e di stabilità delle strutture pubbliche e del territorio che interessano le zone interne della Regione (vedi frane sui comuni dei Nebrodi, S. Fratello, Brolo, Gioiosa Marea, Tortorici, ecc.), promesse e parole non hanno sortito effetto alcuno, continuando così a prendere in giro civili popolazioni a rischio di isolamento. Pertanto protestare contro una situazione giunta al di sopra di ogni tolleranza, con il pregiudizio di non potersi spostare in sicurezza per raggiungere sedi di lavoro, scuole, presidi sanitari, capoluoghi di provincia, è il minimo che si possa fare”.
Carmelo Loibiso