Ferrovie. Soppressa la “Freccia del Sud” Agrigento/Milano
Enna-Cronaca - 03/03/2010
Dall’ 1 marzo Ferrovie dello Stato ha soppresso i treni espressi 834 e 823, denominati “Freccia del Sud” in servizio per la linea diretta Agrigento/Milano e viceversa.
Senza alcuna consultazione degli Enti Territoriali Locali nè preventiva informazione per i cittadini, soprattutto i siciliani, siamo stati privati di un servizio ferroviario necessario, utile e popolare che dagli anni dello sviluppo economico ha portato milioni di famiglie siciliane al nord e verso i paesi europei.
Approfittando dell’imperante rassegnazione e dell’indifferenza dilagante, Ferrovie dello Stato, con decisione unilaterale, ancora una volta e certamente per il risanamento economico del bilancio societario, ha stabilito la soppressione della “Freccia del Sud”, servendo l’ennesima beffa e danni irreparabili ai Siciliani.
Pur accantonando infatti l’aspetto nostalgico della “vicenda – novità”, i siciliani che ancora dovremo o vorremo affrontare il viaggio in treno da Agrigento a Milano e viceversa, saremo costretti a sobbarcarci una spesa che è triplicata (da 53 a 133 euro) e dovremo effettuare due cambi (uno a Catania e un altro a Roma), ma… udite, udite, la tratta sarà percorsa in 16 ore circa anziché 19.
Prescindendo dalla decisione e dalle modalità con cui è stata “imposta”, va innanzi tutto precisato che il futuro dei Siciliani ad altri non è affidato se non a noi stessi che per l’avvenire e con reale consapevolezza dovremo pensare ed agire per dare risposte adeguate alle nostre moderne esigenze.
Quindi solo a noi siciliani appartiene la responsabilità e la decisione di cominciare veramente a “muoverci” in modo autonomo per capire e per scegliere come rapportarci al resto del mondo.
E’ incontestabile che negli anni la “Freccia del Sud” era sempre più un treno “invivibile” e quasi mai “sicuro”: carrozze vecchie e senza manutenzione; condizionamento ad intermittenza (d’inverno si pativa il freddo, d’estate il caldo); servizi “igienici” impraticabili e con incrostazioni di sporcizia; nessun servizio di ristoro, negli ultimi anni neanche carrozze cuccette e soprattutto nessun servizio di pronto soccorso sanitario…..in caso di necessità, solo alla prima stazione utile, poteva arrivare (tempestivamente) l’autoambulanza del 118.
E’ altrettanto vero però che la “Freccia del Sud” era l’unico treno con un costo popolare e che consentiva un viaggio senza cambi: sempre indispensabile per quanti non navigano nell’oro e “comodo” per i tanti anziani che raggiungevano figli e nipoti al nord.
Un mio personale ricordo, indietro nel tempo, va al 1991, ad una conferenza programmatica sui “trasporti” e sulla mobilità in Sicilia…….il raddoppio delle rete ferroviaria (Messina/Catania e Messina/Palermo…frane permettendo), l’autostrada “Nord-Sud”, nuovi porti ed aeroporti ( leggasi Agrigento e Comiso): sono trascorsi 20 anni ma la realtà resta immutata e sfavorevole alle esigenze dei siciliani prima e dei “corteggiatissimi” futuri turisti poi.
In chiusura l’appello è per i giornalisti di professione per fare luce e chiarezza su tutta la vicenda, nonché per i cittadini e per i “governanti” ai vari livelli per agire.
Dobbiamo finalmente avere consapevolezza che c’è una questione “SICILIA”, ingarbugliata in ogni suo aspetto, ma che ci coinvolge e ci coinvolgerà tutti……speriamo in bene. Sic !
Ferdinando De Francesco
Leonforte
defranferdi.leonfenn@libero.it