venerdì , Gennaio 28 2022

Sp 22 Gagliano-Agira: fine cantiere febbraio 2009!

La strada provinciale SP 22 Gagliano-Agira è l’emblema dello stato di estrema precarietà in cui versa l’intero sistema viario della Provincia di Enna. Sono tutte le arterie provinciali che hanno bisogno di interventi urgenti di ammodernamento e di messa in sicurezza, ma le strade di accesso alla zona nord dell’Ennese sono in condizioni talmente pessime che Comuni, come Cerami, Nicosia, Troina e Gagliano rischiano seriamente l’isolamento. Il presidente Monaco ha chiuso al transito veicolare questa strada nel tratto compreso tra il km 6 ed il km 7,5 e nei rimanenti tratti ha interdetto il transito anche ai mezzi pesanti con carico superiore a 3 tonnellate e mezza. Il traffico veicolare è deviato sul vecchio tracciato della sp 22 e lungo la sp 18 Agira-Nicosia e sulla sp 85/a Gagliano-sp 18. Per il futuro della SP 22 non è di buon auspicio quello che si sta verificando nel cantiere che si vede percorrendo il tratto in salita di circa 4 km, che dal ponte sul fiume Salso conduce al bivio con la statale 121 per Regalbuto ed con la bretella per l’autostrada Catania-Palermo. Non si può fare a meno di vederlo perché l’inizio e la fine di questo cantiere coincidono con il tratto di 4 km della vecchia strada, che a passarci sopra con l’auto si prova la stessa sensazione che si prova transitando con l’auto su una trazzera o, come dicono alcuni ancora peggio, su una mulattiera. Quel cantiere dei lavori di ammodernamento di questo tratto di strada è stato aperto nel mese di febbraio 2008 e avrebbe dovuto chiudere nel febbraio 2009. Se non ci fosse stato un ricorso al Tar contro l’esito della gara d’appalto aggiudicata nel mese di febbraio 2007, il cantiere sarebbe stato aperto prima. Ora siamo ad aprile 2010 e di completare i lavori ancora non se ne parla. Non si sa per quanto tempo ancora chi passa spesso da quelli pari continuerà a vedere quella imponente struttura del ponte in acciaio protesa nel vuoto. Abbiamo chiesto al geom. Silvestro Trovato, incaricato della gestione tecnica del cantiere, i motivi per cui i lavori vanno talmente a rilento da dare la sensazione che siano bloccati: “Il costo previsto di questi lavori era di 6 milioni e 375 mila euro, non è bastata la somma di pari importo stanziata all’inizio. Ci vogliono ancora 1 milione e 940 mila euro per completare i lavori. La provincia dovrà prodigarsi non poco per reperire con urgenza questa somma”. Il rischio è di ritrovarsi con un’altra opera incompiuta, dopo aver speso 6 milioni di euro fino ad ora.

Silvano Privitera