CISL FP non condivide progetto beni culturali in Sicilia

La CISL FP non condivide il progetto politico/finanziario dell’assessore Armao riguardo la gestione dei beni culturali in Sicilia perché:

• l’affidamento ai privati dei siti regionali, ivi compreso il ricorso al project financing, anche alla luce del fallimento totale dei cosiddetti Servizi aggiuntivi (vedi Federico II) che ad oggi ha creato 75 nuovi disoccupati, dopo un breve periodo di ammortizzatori sociali; e che le società tutt’oggi incaricate dei servizi aggiuntivi, non versano i dovuti contributi ai Comuni ove gestiscono i siti;
• Il mancato coinvolgimento a tutti i livelli (fruizione/gestione) del personale di cui, ad oggi, non è dato conoscerne l’entità numerica né la distribuzione: tempo indeterminato, tempo determinato e personale della Società Beni Culturali S.p.A.;
• Il continuo rinvio della sottoscrizione, da oltre un anno, del cosiddetto “Protocollo di Intesa”, che garantirebbe una più puntuale e proficua gestione della fruizione dei beni culturali, compresi i periodi di maggiore affluenza (Pasqua, periodi estivi, etc…) evitando il ricorso a strumenti di carattere eccezionale e temporaneo;
• la mancata valorizzazione del personale, con il continuo rinvio dell’esame dei cosiddetti Profili professionali, sia del comparto che della dirigenza, che avrebbero dato un assetto più confacente alle specificità tecnico scientifiche del Dipartimento, sia in sede centrale che periferica: riteniamo gran parte delle criticità lamentate dai cittadini siano riconducibili a tale mancato processo;

• la mancata valorizzazione dei siti cosiddetti “minori” (ma non di minore importanza dal punto di vista archeologico, architettonico e paesaggistico) che necessitano di progetti ad hoc per il loro rilancio;
• la particolare preoccupazione riguardo al D.D.L. 545, già esitato dalla I Commissione dell’A.R.S.,: chiediamo, pertanto, una rilettura, con il coinvolgimento delle professionalità interne, che consentirebbe un adeguamento ai tempi , e non stravolgimento, delle norme che sino ad oggi hanno garantito la tutela e la salvaguardia dei Beni Culturali in Sicilia (DPR 635/75, 637/75, L.R. 80/77, L.R. 116/80)

Pertanto il Sindacato è disponibile a stilare un progetto qualificato sui Beni Culturali della Regione, anche alla luce dell’impegno assunto dal Presidente della Regione, nell’incontro del 13 aprile (sit –in), che, con apposita direttiva presidenziale rimanda ad un “tavolo tecnico” Governo/OO.SS., condotto dall’Assessore al ramo, Gaetano Armao.


“Mi dispiace che i rappresentanti delle organizzazioni sindacali continuino ad attribuirmi parole che non ho mai pronunciato. Non ho mai parlato di privatizzazione dei musei e dei siti archeologici, perche’ giuridicamente non e’ possibile farlo. Ho solo prospettato l’obiettivo di una gestione dei beni culturali all’insegna del partenariato pubblico-privato. Il tutto con l’assistenza dell’Unita’ tecnica per la Finanza di progetto della Presidenza del Consiglio dei ministri”.
Lo dice l’assessore regionale per i Beni culturali e per l’Identita’ siciliana, Gaetano Armao.
“E’ stato individuato un percorso – prosegue Armao – che parte da uno studio di fattibilita’ ancora in corso di definizione. E’ molto singolare che le contestazioni arrivino prima che il progetto sia stato elaborato. A meno che i sindacati non conoscano risultanze a me non ancora note”.
“Apprendo che ai sindacati – osserva ancora Armao – non piace il disegno di legge per la semplificazione dei beni culturali. Anche questo mi dispiace, perche’ semplificando l’attivita’ dei beni culturali, in linea con la semplificazione complessiva dell’amministrazione regionale sulla quale ho puntato in tutta la mia attivita’ di governo, si possono evitare lungaggini e disfunzioni che danneggiano cittadini e imprese e che trovano nella chiusura dei musei per mancanza di personale un esempio da dimenticare”.