A Giuliana i centenari sono anche poeti
Enna-Cronaca - 19/05/2010
Il primo centenario di Giuliana, il paese di Federico II e di Eleonora d’Aragona, è stato nel 2010 Sebastiano Altamore (1910-2010),”Poeta & Contadino”come titola il suo recente saggio il letterato medico A.G.Marchese, che aggiunge alla sua fama di storico quella di studioso dei centenari, che abbondano nelle terre sicane. Ne cura le interviste, come fa il poeta F.Vitali a Marineo, ne scrive le storie e le consegna, in preziosi volumi, con appendici documentari, quasi poemi per immagini, alle Biblioteche comunali ed ai familiari, perché vivano per altri secoli ed insegnino dove e come Vivere, forse scrivendo poesie. (1)
Altra figura di centenario poeta di Giuliana, coevo di Altamore, studiata da Marchese è stata quella del poeta Giuliano D’Aiuto, (in Colapesce. Almanacco di scrittura mediterranea riedito ne L’ulivo saraceno. (2)
E quella di Sebastiano Altamore sembra rientrare, per Gerbino, nella “poesia di natura, esternata arcaicamente… ora con l’attenzione ai problemi civili (dall’amministrazione della sua Giuliana alle vicende, spesso drammatiche e mortificanti di un’Italia sempre più politicamente compromessa), ora agli accadimenti personali, alle dinamiche affettive, che legano con forti vincoli i componenti di una famiglia”.
In quelle rime baciate di Altamore, continua il poeta Gerbino,”ecco denunciare la gioia di una nascita, il tratto luminoso di un matrimonio, l’angoscia di un lutto, d’una assenza, che spesso pesa, come un macigno sull’anima, di uno scoramento, o ancora, tra detti proverbiali intrisi di infantile e popolare arguzia, affiora il gioco, l’umorismo schietto, serpeggiante come umoroso balsamo, tra dediche (a fratelli, sorelle, figli, amici) e canti spontanei.
“Io non sono un gran poeta/ nemmeno un gran compositore/ sono un semplice canzoniere/della gente che non si offende./ Le canzoni le studio a mente,/poi le canto perché non ci impiego niente/ Né carta, né penna né inchiostro/ No so se è ignoranza o intelligenza”.
E la cultura contadina di detti, proverbi, storie fantasiose, motti morali, la fa da padrone in Altamore, senza con ciò disattendere il presente, anche se amaro: Nella poesia “I grandi disordini italiani” scrive: “Cu eni a lu putiri si arrobba i miliardi/ e pi recuperari si munginu i pecuri strippi “(le pecore che non possono produrre latte).
Un filo sottile, che supera le lontananze, che collega, per il Nostro, Altamore con Tommaso Bordonaro, l’emigrante di Bolognetta autore de “La partenza” (1991) e Vincenzo Rabito, il contadino semianalfabeta di Chiaramonte Gulfi autore di “Terra matta”(2007).
La poesia, se sa superare il dolore, se sa sorridere, piangere e gioire, se sa sperare, se sa inseguire le leggi naturali della famiglia è un vero balsamo di lunga vita.
Ci tornano alla mente gli scritti di un altro centenario, studiato da Marchese sempre a Giuliana, Nicolò Catalano (3), presente nei motori di ricerca di internet. (cfr.Ferdinando Russo e Antonio Giuseppe Marchese in www.google.it).
E le poesie di cui è orgogliosa la città di Castelvetrano di Claudio Chiaramonte: ”Ti cuntu e ti raccuntu”.. (4)
Ed ancora le poesie tenute “segregate”per tanti anni da Orsola Campanella, ora nel volume, “Il Seminatore”. (5)
Mentre Franco Vitali, il tecnico della Sip, laureatosi da lavoratore e divenuto da pensionato docente di lettere e cultore universitario, continua a intervistare per trovare ispirazione alla sua poesia i concittadini centenari e gli emigrati di ritorno di Marineo, la città che alla poesia ed alla letteratura dedica un prestigioso Premio Internazionale di poesia annuale. (6)
Aldo Gerbino, poeta e medico, autore di “Plumelia”, li classifica, nella prefazione del volume di Marchese al nostro esame, tra i poeti di “struttura”, avvinti dal piacere sottile di far poesia, che vivono onestamente, fino in fondo, la loro “iterazione “ creativa, il loro chiodo fisso, il loro –disagio, immersi nel flusso delle loro esistenze, tollerando con la grazia di un airone, gli irritanti confronti con i poeti di “cultura” o l’impatto maltusiano con quelli di “natura”.
Marchese non insegue i poeti, ma gli uomini e le donne dalla lunga vita, nell’intreccio della loro vita familiare e sociale, come fa Pietro Mazzamuto ne “Il diavolo e l’olio santo”, all’interno della comunità di appartenenza, Centurie ed il Nostro per Giuliana lo fa da medico, da studioso, da letterato, suggestionato e collaboratore degli studi che l’Università di Palermo compie sui centenari di alcuni comuni dell’entroterra sicano.
Nel nel contempo, il Nostro indaga sulla storia, di Giuliana, e non solo del ‘900.
E’ interessato, infatti, allo studio, alla revisione, ricostruzione della storia delle civiltà municipali della Sicilia, (e’ sua la cura del recente volume L’Isola ricercata”, inchiesta sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII. (7)
Il Nostro si fa, in questi saggi, attento osservatore della vita di uomini “non illustri”, di persone dalla “normalità anonima”, ”proprio di quei giulianesi, che ogni mattina aritmicamente, si recavano nei campi a dorso dei muli, per ritornare a tarda sera al focolare domestico, i quali trovavano momenti di aggregazione sociale nella festa patronale e nella fiera-mercato del bestiame, vivendo una vita epico-sacrale sicuramente faticosa, ma non per questo nevrotica; (l’origine dei centenenari ed il loro segreto?), una identità smarrita nei giulianesi di oggi, giovani e meno giovani, che sono soliti tutti i giorni circolare vorticosamente in macchina tra la piazza e il nuovo quartiere Pompei, in obbedienza alla società dei consumi, che ha “normalizzato le persone in uomini qualunque,”senza qualità”,come certi personaggi di Musil, o come gli uomini anonimi e scuri della Londra di Thomas Eliot, che al mattino attraversavano il Bridge (Gli uomini vuoti,1925).
E lo storico tenta di ribaltare l’apatia dei molti, rivolgendosi ai giovani, proprio ai nipoti del centenario, a Sebastian (Sebastiano D’Aiuto), che apre una pizzeria, a Simone (Simone Grimaldi),
il pasticciere “mago “del laboratorio “Dolci Tentazioni”, che diventa nel centro storico di Giuliana
riferimento per gusti prelibati e ricerche di ricette tradizionali.
Ed è come se dalla riflessione sui centenari nascesse una prospettiva di lavoro autonomo, creativo, legato alle potenzialità di un comune, che ha una storia da conservare e servizi e nuove imprese da progettare per il richiamo turistico, offerto dal castello di Federico II, dalle chiese, dal paesaggio, dall’ambiente salubre, dalle tradizioni, dalla cucina, dai prodotti naturali della terra, dall’antica ospitalità greca.
Marchese intitola così il primo capitolo del suo saggio “Della bella vecchiaia e della saggezza.”
Ed è un inno alla terza età, a quella fase della vita che altri studiosi e scrittori dell’Isola (Nicola Rosario Lombardo, (9) Benito Bonsignore, e altrove Piero Ottone (10) e Andrea Leonetti (11) hanno voluto onorare della loro pubblicistica e dell’azione socio-culturale generosa e meritevole di attenzione e plauso.
I centenari, con il loro umorismo, con la loro disponibilità al lavoro, con la loro saggezza, con la loro fede, con la loro vitalità, sfidano i record della terza età e sembrano farsi non banchieri di piccoli prestiti, con i loro risparmi per i giovani senza lavoro, ma maestri di risorse morali, di insegnamenti dei valori della legalità, del lavoro, della famiglia, di una umanità più fraterna e operosa.
Ferdinando Russo
onnandorusso @libero.it
1) A.G.Marchese, Poeta & Contadino, Sebastiano Altamore di Giuliana, con prefazione di Aldo Gerbino, Edizioni Plumelia, Bagheria(Palermo) 2010 (Edizione fuori commercio distribuita dalla famiglia Altamore/D’Aiuto)
2)A.G.Marchese, in L’ulivo saraceno. Civiltà letteraria siciliana, Ila-palma,Palermo 1999
3)A.G.Marchese, Una vita da eroe: Nicolò Catalano da Giuliana e il suo secolo,1909-2009 ed.Plumelia, Bagheria-Palermo 2009
4)F. Russo, Claudio Chiaramente in “Ti cuntu e ti raccuntu”. In www.google.it,www.vivienna.it, in www.maik07.wordpress.com;
5)O. Campanella, Il Seminatore, raccolta di poesie in fase di stampa ,Palermo 2010
6)F.Russo, Franco Vitali, un poeta di Marineo racconta ….in CNTN,Anno III,N.19,Gennaio 2003
7)A.G.Marchese,(a cura di) “I’isola ricercata, inchieste sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII”,Atti del Convegno di studi (Campofiorito,12-13 aprile 2003-Provincia Regionale di Palermo
8)F.Russo Nel paese dei centenari un medico In www.google.it,www.vivienna.it,www.maik07.wordpress.com. 2009 –
9)N.R.Lombardo, Il senso della vita in età adulta e anziana –Appendice per una serena senescenza, Editrice D.U.E.M.I.L.A. –Palermo dicembre 2005.
10)P. Ottone, Memorie di un vecchio felice-Elogio della tarda età Edizione Longanesi&C.ilano 2005
11)A. Leonetti, Il magnifico autunno della vita ,Edizioni Traguardi Sociali-FLAC-MCL Roma 2005.