Nicosia. Donna ricetta gioielli rubati da edicola votiva dedicata alla Madonna. Denunciata

Nicosia. Lo scorso fine settimana, uno degli organizzatori della festività religiosa in onore della Madonna che si tiene nel centro nicosiano di contrada Sant’Agrippina, per 15 giorni, nel mese di agosto denunciava al Commissariato di P.S. di essersi accorto che ignoti, dopo aver aperto la serratura di una edicola votiva collocata sul ciglio della strada che custodiva una statua della Madonna, venerata da numerosi fedeli, si impadronivano di numerosi oggetti in oro, pietre e perle, (spille, orecchini, anelli) frutto di donazioni di fedeli effettuate nel corso degli anni, che adornavano la statua della Madonna.
Il denunciante consegnava anche delle fotografie riproducenti gli oggetti rubati. Aggiungeva che il furto sacrilego poteva essere stato presumibilmente compiuto in una fascia temporale che abbracciava gli ultimi otto/dieci giorni.
Dopo opportune indagini che portavano con buone probabilità ad escludere l’eventuale vendita dei predetti oggetti attraverso canali non ufficiali, atteso anche il brevissimo spazio temporale di intervento, poiché l’ipotetica vendita degli oggetti trafugati avrebbe potuto essere già avvenuta, o comunque essere “in itinere”, prevedendo la vigente normativa di Pubblica Sicurezza in tema di alienazione di oggetti preziosi il divieto di vendita o alterazione se non dieci giorni dopo l’acquisto, il personale della Squadra di P.G. del Commissariato di Nicosia diretto dal dr. Salvatore Di Bella iniziava tempestivi e approfonditi accertamenti finalizzati al recupero della refurtiva. Con diversi controlli in gioiellerie e esercizi con tipologie commerciali compatibili con l’attività di compravendita di oggetti preziosi, veniva individuata la refurtiva, dopo un certosino lavoro di comparazione, reso oltremodo difficoltoso dalle mutate caratteristiche degli oggetti d’oro, ai quali erano state rimosse pietre e perle, in un esercizio commerciale di compravendita di oro usato, debitamente autorizzato.
L’esercente dichiarava di ricordare che gli oggetti li avesse portati una signora di media età, e comunque consegnava tutta la documentazione inerente l’acquisto effettuato, nonché gli orecchini, gli anelli e le spille, ormai mutati nelle caratteristiche originali, che venivano debitamente sequestrati.
Gli oggetti d’oro sequestrati venivano mostrati agli interessati e immediatamente riconosciuti.
Ulteriori urgenti riscontri da parte del personale della Polizia di Stato portava altresì al recupero di tutte le perle e di tutte le pietre che erano state asportate dagli oggetti d’oro per renderne più agevole la vendita.
Tempestivi approfondimenti portavano alla compiuta identificazione dei una donna di 55 anni, di Nicosia, che veniva successivamente denunciata alla locale Procura della Repubblica per il reato di ricettazione.
Ampio plauso da parte dell’opinione pubblica, dal mondo istituzionale e cattolico per la brillante operazione di P.G. della Polizia di Stato che in pochissimo tempo e con grande abilità operativa, aveva identificato il colpevole e recuperato tutti gli oggetti d’oro che, al di là del loro valore puramente venale (circa un migliaio di euro) rappresentano, sia per coloro che li hanno donati che per la comunità religiosa locale, incommensurabile valore affettivo e religioso.