Enna. Sequestro discarica abusiva, imprenditore nega di averla utilizzata

Enna. Proseguono le indagini da parte dei carabinieri del comando provinciale e del Nucleo Ecologico di Palermo per scoprire chi gestiva direttamente la discarica abusiva, ricca di rifiuti pericolosi, di contrada Baronessa a poche centinaia di metri dall’ospedale Umberto primo. Secondo gli inquirenti sono stati due imprenditori di movimenti di terra, figli della proprietaria ad utilizzarla. Ma uno di essi, G.L. ha voluto dichiarare, alla presenza del suo avvocato non solo di non averla mai utilizzata, ma di non avere mai avuto rapporti con ambienti mafiosi. Si è limitato a sostenere che lui parcheggiava soltanto due mezzi, quando non erano impegnati in lavori di movimento di terra. In effetti G.L., in questi anni, non ha avuto mai contatti con ambiente mafioso, a differenza di qualche congiunto, ed in qualche caso, alcuni anni fa, ebbe a subire dei danneggiamenti ad un escavatore, quando stava effettuando dei lavori sulla Monte-Cantina per conto del comune, perché da qualcuno gli era stato chiesto il pizzo di protezione; inoltre, non ha mai avuto precedenti per associazione mafiosa e non frequentava ambienti vicini alla mafia tanto è vero che con i propri congiunti non aveva rapporti di lavoro o di altro genere. Diversa è la posizione del congiunto che molto spesso veniva collegato con Gaetano Leonardo, ritenuto dalle forze dell’ordine il capo della famiglia di Cosa Nostra di Enna. La discarica che è estesa per circa 30 mila metri quadrati, per la presenza di amianto, bitume, materiale ferroso arrugginito,vetro è di una pericolosità enorme, in grado di inquinare possibili falde acquifere sottostanti ed anche qualche vallecole, per cui abbisogna di un’immediata bonifica per evitare, come è stato sostenuto dal capitano Ettore Minniti, che ha condotto le indagini, che diventi pericoloso l’ambiente sottostante la discarica dove sono state costruite delle villette ed anche il terreno che si trova poco sopra l’Ospedale Umberto I, che dista dalla discarica qualche centinaio di metri. L’operazione dei carabinieri, avvenuta sabato scorso, ha consentito di scoprire questa vasta area dove erano presenti cumuli, anche alti 30 metri di materiale estremamente pericoloso ed inquinante per cui sono necessari interventi immediati per eliminare detta pericolosità. Ci sarà da valutare anche la posizione dei due operai che sono stati trovati dai carabinieri a lavorare nella discarica per sapere chi li pagava e chi portava il materiale da scaricare.