Manovra: CGIL, affosseranno la Sicilia aumentando povertà e disagio sociale

Palermo – “Una manovra ‘anti – Mezzogiorno’, che affossera’ regioni come la Sicilia e che accelerera’ il percorso verso la secessione ”: e’ duro il giudizio di Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, sulla manovra correttiva varata dal governo. “Ai tagli con ricaduta diretta sui cittadini- ha detto- si aggiungono quelli agli enti locali che determineranno una caduta dei servizi e l’aumento delle tariffe. Questo, in prossimita’ della definizione dei costi standard sulla strada del federalismo fiscale,- ha aggiunto- e’ il preludio di un ulteriore allargarsi della forbice col resto del paese e della crescita delle distanze con le regioni del Nord”. Distanze gia’ marcate da dati sull’occupazione, sulla poverta’ e sullo stato dell’apparato produttivo e delle finanze regionali da fare paura, in un territorio peraltro costretto ad aliquote piu’ alte per i disavanzi finanziari. “Se includiamo nel computo dei disoccupati gli scoraggiati- ha sottolineato Maggio- il dato siciliano del tasso di disoccupazione si attesta al 27%”. A pagare il prezzo piu’ alto sono le donne, il cui tasso di occupazione non supera il 30% (dato nazionale 46,4%) e i giovani che scontano un tasso di disoccupazione del 38,5% (Italia 25,4%). E non lavoro significa poverta’ e disagio sociale in aumento. “Ma tutto cio’- ha sottolineato la Maggio- non esiste nell’agenda di un governo che, dando anche alle regioni la possibilita’ di diminuire o sopprimere l’Irap, inverte paradossalmente i termini della questione meridionale prefigurando una fiscalita’ di vantaggio a favore del Nord. E’ li’ – ha sostenuto -che le imprese dirotterano gli investimenti con i prevedibili riflessi negativi sull’apparato industriale siciliano, che non ha avuto attenzione in questi anni neanche dal governo regionale”.

Se le misure economiche varate a Roma faranno “piangere” la Sicilia – a quanto detto si aggiungono, ha ricordato Maggio, “i tagli alla scuola, la questione ancora non risolta del precariato, i congelamenti contrattuali nel pubblico impiego e le misure sulle pensioni”- impatto altrettanto pesante ha avuto e continuera’ ad avere la finanziaria del governo regionale. “Non abbiamo avuto nessuna svolta- ha sottolineato la segretaria della Cgil- gli sprechi continuano ad esserci e non sono state recuperate risorse da destinare agli investimenti. Inoltre- ha aggiunto- il bilancio di previsione e’ volutamente sottostimato dall’amministrazione (dalla spesa per i forestali a quella del cofinanziamento per la sanita’, dal rinnovo del contratto dei regionali ai fondi per il trasporto pubblico)”. Per la segretaria della Cgil “tutti gli artifici messi in campo dal governo regionale servono solo a rinviare di anno in anno l’accertamento della reale crisi finanziaria della Regione che, a fine 2009, aveva accumulato un debito di quasi 4,5 miliardi , il 30% delle entrate, e che secondo le nostre stime ha un buco finanziario di oltre 3,5 miliardi”. Peraltro “non si sa cosa resta del credito d’imposta per l’occupazione- ha detto la leader sindacale- dopo l’impugnativa del commissario dello stato, mentre misure pur positive come quelle sui ticket sugli accertamenti diagnostici e di laboratorio non bastano a risolvere il problema del funzionamento della sanita’ che ha bisogno di implementazione della medicina del territorio e dell’integrazione socio- sanitaria e che purtroppo andra’ incontro a drastici tagli di personale”. Sul versante nazionale preoccupa la Cgil, oltre che il taglio di 30 miliardi al sud, anche lo spostamento del dipartimento delle politiche di sviluppo, dal ministero alla presidenza del consiglio. “Vediamo a rischio- ha rilevato- 27 miliardi Fas gia’ bloccati da due anni”. Quanto basta, per la Cgil, per ribadire un percorso di mobilitazione per chiedere che la manovra venga cambiata, percorso che ha gia’ alcune tappe stabilite: la manifestazione di domani dei precari, iniziative di protesta della scuola, la manifestazione nazionale del pubblico impiego e del mondo dell’ istruzione programmata per il 12 e lo sciopero generale del 25 giugno. “Ci sara’ una mobilitazione – ha sottolineato la Maggio- estesa a tutto il territorio della regione, con iniziative che saranno presto decise, auspicabilmente insieme a Cisl e Uil”. Si parte appunto con i precari degli enti locali, in piazza domani, per i quali i sindacati chiedono la deroga del patto di stabilita’, affinche’ il loro impegno, “che ha consentito in questi anni – ha rilevato la segretaria della Cgil- il funzionamento della pubblica amministrazione”, possa proseguire. Si prosegue con la mobilitazione per la scuola pubblica e contro “la politica di un governo che ha derubricato- ha sostenuto la Maggio- la questione Mezzogiorno”. Per chiedere, inoltre, al governo della regione una inversione di rotta sul terreno delle politiche finanziarie e di investimento, sulle politiche sociali ed energetiche, sulla gestione dei rifiuti.

“La manovra correttiva e’ un provvedimento iniquo il cui risultato sara’ un colpo ai diritti, un danno alle aspettative e alle prospettive delle persone”. Lo ha detto Enrico Panini, segretario confederale nazionale Cgil, intervenendo al direttivo della Cgil siciliana. “Se togliamo la foglia di fico del tanto declamato intervento sugli ‘alti papaveri’ e di quello parziale sulla politica- ha sottolineato- la realta’ e’ che a pagare saranno sempre i soliti. E’ per questo- ha aggiunto- che abbiamo deciso per una mobilitazione che ha come tappe la manifestazione nazionale del 12 di pubblico impiego e mondo dell’istruzione e lo sciopero generale del 25 giugno”. Panini ha sottolineato che “la manovra e’ una operazione grave sullo Stato e sulla cosa pubblica, con la riduzione di trasferimenti di risorse e un taglio lineare del 10% ai ministeri che si tradurra’ un una ulteriore riduzione agli enti locali”. “Stupisce peraltro – ha aggiunto- la sottovalutazione dei colleghi degli altri sindacati relativamente al blocco nel pubblico impiego e ai tagli che ci saranno sui contratti gia’ rinnovati: operazioni che di fatto riducono il ruolo della contrattazione, riscrivendo persino cio’ che e’ stato gia’ scritto”. Panini ha inoltre sottolineato il valore della manifestazione di ieri che portato a Milano, chiamate dalla Cgil, 50 mila persone in piazza “non solo per celebrare la Repubblica- ha detto- ma per difendere i valori della Costituzione e tra questi anche quelli che una manovra correttiva iniqua mette in discussione”.