Enna. Dissequestrati i beni dell’Ato Rifiuti
Enna-Cronaca - 13/06/2010
Enna. Non c’erano le condizioni per effettuare il sequestro dei beni mobili ed immobili per un valore di circa 9 milioni di euro all’Ato Rifiuti, sequestrati dalla Guardia di Finanza, dissequestrati su decisione del Gip presso il tribunale di Enna. A dichiararlo con una specifica ordinanza è stato il collegio giudicante composto dal Presidente del Tribunale, Giovanni Russo, dal giudice estensore Maria Militello e dal giudice Elisabetta Mazza. Quindi il tribunale di riesame, di fatto, ha respinto il doppio appello della Procura della Repubblica, che sostanzialmente chiedeva la revoca del dissequestro dei beni, accogliendo l’istanza del difensore dell’Ato Rifiuti. In entrambi gli appelli la Procura della Repubblica evidenziava la erroneità del provvedimento del Gip, che ha ritenuto inapplicabile all’Ato Rifiuti il decreto legge 231/01, essendo un ente pubblico senza scopi di lucro. Nell’appello la Procura della Repubblica aveva evidenziato la sussistenza di gravi indizi di reato e l’ingiustizia del danno subito dalla Regione Siciliana, ma il collegio giudicante ha evidenziato che la società EnnaEuno non poteva essere assoggettata al decreto legge 231/01 in quanto le disposizione del decreto non si applicano “agli enti pubblici territoriali, agli altri enti pubblici non economici nonché agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale, il che equivale a dire che, nell’ambito degli enti pubblici, solo quelli economici rispondo ai sensi del decreto 231ed in questo caso EnnaEuno è da assegnare agli enti pubblici non economici e la società non ha scopi lucrativi anche se, occasionalmente, qualche bilancio possa presentare un attivo. EnnaEuno, si legge nell’ordinanza, deve improntare la propria attività a criteri di economicità, consentendo la copertura dei costi della gestione integrata ed integrale del ciclo dei rifiuti, inoltre la società d’ambito svolge funzioni pubbliche proprie del comune. Il presidente della commissione di liquidazione, Salvatore Ragonese, con il legale rappresentante dell’Ato, Michele D’Amico, l’avvocato Carmelo Peluso aveva presentato richiesta di dissequestro dei beni, ottenendo, quindi, la giusta restituzione dei beni mobili ed immobili della società d’ambito. Il collegio giudicante, inoltre , ha ritenuto insussistente la attualità di un pericolo concreto di reiterazione dell’attività illecita da parte della società EnnaEuno in quanto la società è, in atto, gestita da amministratori nominati direttamente dalla Regione ed ha come unico scopo la liquidazione della propria attività.