Piazza Armerina. Indagine su infrastrutture parcheggio e area commerciale villa Romana

Piazza Armerina. Accertare la rispondenza tra i lavori realizzati ed i progetti originari. Questa la delega assegnata dalla Procura di Enna alla Digos nell’ambito dell’inchiesta sulla Villa romana del Casale. Il procuratore capo Calogero Ferrotti ha disposto accertamenti sui lavori realizzati all’esterno dell’area archeologica con i finanziamenti ottenuti dalla provincia con la misura comunitaria del “Pit”. Si tratta di oltre 6 milioni di euro concessi per la realizzazione delle infrastrutture a supporto del sito archeologico e quindi l’area di parcheggio, la strada e l’area commerciale per la sistemazione degli stand dei commercianti. Gli accertamenti specifici riguardano proprio queste opere già completate.
L’inchiesta sarebbe stata disposta per verificare se alcune varianti che, secondo un esposto sono state eseguite durante i lavori, hanno ottenuto tutti i visti e le valutazioni, ma anche per accertare se strada, parcheggio, piazzare sono stati realizzati rispettando quanto previsto dai progetti. Nei mesi scorsi a portare ad una denuncia era stata la chiusura di metà carreggiata della nuova strada, per consentire il passaggio dei grossi tur che trasportavano le pesanti strutture utilizzate per le coperture delle sale della Villa romana. In molti si chiesero il motivo per il quale era stato inibito il passaggio ai tir sul lato che costeggia il vallone, considerato che si tratta di una arteria sulla quale, a pieno regime una volta riaperta la Villa, dovranno transitare decine di pullman ogni giorno.
Lo scorso dicembre Confesercenti aveva depositato un ricchissimo dossier – denuncia alla Procura ennese sui ritardi nei lavori di restauro del sito, ma una parte del dossier riguardava proprio i progetti realizzati con i fondi Pip. Alla magistratura è stato chiesto di verificare la corrispondenza tra i progetti originari ed i lavori eseguiti, ma anche di effettuare una ricognizione sulle somme spese e quelle residue per tutti gli interventi previsti nella zona, comprese l’area per il commercio e la strada di accesso, che sono state già completate e collaudate la scorsa estate. La zona commerciale è stata spostata rispetto al progetto originario “per la presenza di reperti ritenuti importanti” ma che secondo la denuncia giacciono abbandonati e per i quali non sono stati effettuati né recinzioni nè messa un sicurezza. Lo spostamento era stato duramente contestato perché la zona individuata con la variante, secondo la denuncia negli anni ’90 è stata interamente allagata dalla piena del torrente. Nel carteggio prodotto alla procura c’è anche la documentazione relativa al progetto all’area commerciale e strada di collegamento perché secondo l’esposto, il piazzale non è stato asfaltato come previsto ma lasciato con un fondo di cemento inidoneo allo scopo. Nei giorni scorsi anche una visita del procuratore capo della Dda nissena Sergio Lari.
Giulia Martorana