Acqua; CISL: tre condizioni per l’authority di vigilanza
Enna-Cronaca - 30/06/2010
PALERMO – Un’authority di sistema ma “secondo una logica incentrata su organismi a cui prendano parte rappresentanti di lavoratori ed enti locali”, per l’indirizzo e il controllo su tariffe e gestione. È la tesi illustrata stamani dalla Cisl regionale al meeting sul “Servizio idrico integrato in Sicilia”, svoltosi a Palermo, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni. Franco Parisi, segretario della Femca Sicilia, la federazione sindacale competente, ha ripreso la proposta di un’authority di vigilanza avanzata in mattinata dal governatore Lombardo, chiedendo, però, “tre condizioni, alla luce del no Cisl alle logiche di privatizzazione selvaggia dell’acqua”. Perché l’acqua, ha spiegato il sindacalista, è un “bene sociale che vogliamo accessibile a tutti. Dunque, deve avere un prezzo equo. E questo comporta che siano azzerati inefficienze e sprechi”. La presenza privata, ha affermato Parisi, ha senso “solo sul fronte della gestione. E solo se l’attività privata genera abbattimento dei costi”. Pubbliche, invece, devono essere le “reti di distribuzione e le politiche di tutela e sviluppo”. Da qui la duplice proposta avanzata dal sindacato guidato nell’Isola da Maurizio Bernava. Riguardo alla partecipazione di lavoratori ed enti locali agli organismi deputati alle politiche d’indirizzo e controllo. E perché “entro due-tre mesi, in attesa della definizione degli scenari post-Ato, ripartano gli investimenti nel territorio regionale” bloccati dalla Finanziaria e dal semaforo rosso acceso dall’Ars, al modello delle autorità d’ambito.