venerdì , Gennaio 21 2022

Assessorato provinciale territorio e ambiente Enna: Relazione visita ispettiva villa romana del Casale

Enna. In data 28 giugno 2010, alle ore 15.30, l’assessore provinciale al Territorio e Ambiente, con delega ai Beni archeologici, Giuseppe Mattia, accompagnato dal tecnico Edmondo Baviera e da alcuni membri del suo staff, si è recato presso la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, per effettuare un sopralluogo ispettivo sullo stato di avanzamento dei lavori relativi al restauro musivo e al rifacimento della copertura del sito. Al termine di una dettagliata ed esaustiva visita, guidata dal RUP architetto Rosa Oliva e dall’architetto Roberta L. Bianchini, responsabile del cantiere, premesso che ogni intervento sull’intera area ricadente nel perimetro della Villa, oggetto del restauro, è stato vagliato e autorizzato ai termini di legge dagli Enti preposti, si è pervenuti alle seguenti e inequivocabili conclusioni:

1) Riapertura della Villa Romana: avverrà nel marzo 2011;

2) Polemiche sulle cosiddette mura abbattute: in realtà è stato effettuato un consolidamento o, in termini tecnici, bonifica di un esiguo tratto murario, cavo e pericolante, situato nel punto in cui deve poggiare la tredicesima capriata dell’abside della Basilica, che servirà per la copertura della zona interessata. I lavori per il recupero, il consolidamento e la copertura della suddetta Basilica hanno comportato il massimo dispendio di energie e lavori, e non è casuale che si sia partiti proprio da quest’ambiente, in quanto quest’area era la più problematica dal punto di vista delle progettazioni e realizzazioni, dovendo peraltro mantenere il dislivello nella pavimentazione. Un banco di prova che, attualmente, necessita dell’impianto di capriate lignee (in abete lamellare) solo nella parte iniziale e finale. Per concludere, la Basilica sarà finalmente fruibile al suo interno per la prima volta dalla scoperta del sito archeologico;

3) Cosiddetti ritardi nell’esecuzione dei lavori: gli imprevisti, come il ritrovamento e conseguente restauro di splendidi affreschi parietali, l’emergere di forme biologiche, come muschi e licheni tra le tessere dei mosaici, piccoli incidenti, come l’ossidazione delle coperture in rame a causa del trasporto via mare, la ricerca costante di soluzioni per l’armonia cromatica delle pavimentazioni, i ritrovamenti archeologici nelle aree destinate originariamente a parcheggi e servizi, le condizioni atmosferiche avverse hanno naturalmente imposto un rallentamento dei tempi tecnici previsti (tra autorizzazioni, concessioni, ispezioni, etc.);

4) Alto Commissario: Vittorio Sgarbi, con il suo Ufficio, guidato dall’avvocato Fabio Cinquemani, è stato il principale artefice per l’avvio del cantiere: una prima volta riuscendo a svincolare i fondi di tredici milioni e cento quarantotto euro dal POR, per farli confluire nelle RISORSE LIBERATE. Infatti la Commissione Lavori Pubblici deliberò il finanziamento nell’estate del 2006, ma, a causa di intoppi burocratici, si giunse a febbraio 2007 per l’approvazione del Progetto. Rimanevano solo ventidue mesi per consegnare, sotto riserva di legge, pena restituire il finanziamento. Da qui la trovata ingegnosa dell’Alto Commissario, che invocò le risorse liberate per non far perdere i fondi. Ma non è l’unica operazione “brillante” dell’Alto Commissario per avviare l’agognato cantiere dei lavori alla Villa: nell’ottobre dello stesso 2007, pur in presenza di un contenzioso audacissimo di imprese escluse dalla gara di appalto, Sgarbi firma coraggiosamente e sotto personale responsabilità il contratto di avvio dei lavori per l’impresa aggiudicataria. Un’enorme responsabilità: solo nel 2009 il TAR si è pronunciato in favore della suddetta impresa, per cui due interi anni di lavoro, in caso contrario, sarebbero stati a carico dell’Alto Commissario. Vittorio Sgarbi, inoltre, sin dall’inizio dei lavori, ha seguito pedissequamente lo svolgimento degli stessi, informandosi e discutendo in prima persona sui materiali utilizzati, che dietro suo personale controllo, sono tutti naturali e dal minimo impatto ambientale, sia per quanto riguarda il restauro all’interno della Villa che per i materiali utilizzati nelle aree di servizio (parcheggi, zona commerciale, strade, etc.). Se, infine, l’Alto Commissario non avesse dimostrato lungimiranza e costanza nel suo mandato, sarebbero intervenuti non pochi problemi, dal momento che in pochi anni sono cambiate molte amministrazioni sia dal punto di vista comunale che provinciale e regionale, ma con ognuna di esse Sgarbi ha sempre condotto un dialogo all’impronta della costruttività;

5) Materiali utilizzati: sono tutti naturali, dalle malte (anziché cemento) ai colori, alle coperture. Sarebbe stato più semplice e meno dispendioso in termini di economia e tempo, ma assai più dannoso, utilizzare materiali diversi;

6) Mosaico: è praticamente ultimato il restauro della superfice musiva, che “parla” degli interventi sconsiderati effettuati in precedenza. Le tessere, che tanto lavoro certosino hanno richiesto per la loro asportazione e ricollocazione, ammassate come erano, alla rinfusa, hanno uno spessore di appena quattro millimetri, poiché assottigliate dalle levigature insensate del passato. Il lavoro di ripulitura, ricostruzione e ricollocazione delle tessere musive richiede posizioni innaturali agli addetti, costretti a lavorare in ginocchio per l’intera giornata. È un’operazione delicata e necessariamente manuale, richiedente dunque il tempo necessario. Infine, per quanto riguarda le cromature relative alle integrazioni, effettuate con malta incisa, sono state effettuate svariate prove, per giungere ai risultati finali, assolutamente non invasivi, con l’ausilio di uno spettrofotometro;

7) Copertura: il lavoro di realizzazione delle coperture è il più gravoso e avviene in officine altamente specializzate, dove un computer disegna e taglia le strutture con una precisione millimetrica. In un secondo tempo, le coperture vengono trasportate nel sito e montate, dopo aver rimosso con estrema cura le strutture precedenti. Non è superfluo rammentare che dalla copertura dipende la sopravvivenza dei mosaici, come degli affreschi parietali;

8) Lavori esterni o di contorno: hanno richiesto altrettanta cura e attenzione, dovendo pensare a un sistema di drenaggio delle acque, al mantenimento della temperatura sia in estate che in inverno e tenendo conto dell’umidità veicolata dal flusso turistico. Sono state inoltre eseguite delle campionature, non obbligatorie, delle mura di sostegno, che hanno portato ai consolidamenti di cui si è parlato. Infine, è stata realizzata una muratura di servizio per raggiungere il livello determinato dai tecnici affinché si possano realizzare le passerelle, senza più dislivelli e con il percorso per i disabili;

9) Supervisione: ogni tessera, ogni elemento, ogni materiale è stato vagliato al millimetro dai massimi esperti mondiali nel settore, e dietro richiesta dell’Alto Commissario, che non ha mai smesso di vigilare: semmai, non ne ha dato notizia sui network. A oggi, i lavori alla Villa Romana rappresentano un unicum nel panorama internazionale dei restauri, che richiama quotidianamente studiosi da tutte le parti del mondo;

10) Area commerciale e parcheggio: i lavori sono stati ultimati con tutti i crismi, dalle relazioni idrogeologiche e archeologiche, agli espropri e lavori di consolidamento, alle richieste (accontentate) dei commercianti che hanno visto i box passare dalla misura di metri quattro per quattro alla attuale misura di metri sei per quattro. La stessa area inoltre ha visto l’interessamento dell’Alto Commissario per quanto riguarda la scelta dei materiali, improntati alla massima naturalità: superfici calde per non creare uno scempio visivo oltre che sostanziale. La strada e i parcheggi, che i più avrebbero voluto asfaltati, sono stati giustamente realizzati in calcestre, per assorbire e frenare l’acqua piovana. Per quanto riguarda il ponte della discordia, che la vulgata vuole realizzato con ingenti somme per poi essere abbattuto, è solo l’ennesimo equivoco utilizzato strumentalmente. Si tratta infatti di un guado provvisorio, previsto dal POR per non impegnare la strada di Barrafranca, come da più parti e dalla stessa Provincia suggerito, conseguentemente all’occupazione della SP 90 da parte dei commercianti che protestavano. Il POR dunque, come si può evincere dai verbali, decretò di realizzare un guado provvisorio con una somma minima e, in quanto provvisorio, doveva essere dismesso a conclusione dei lavori nell’area commerciale, anche perché avrebbe, altrimenti, costituito un’ostacolo al regolare flusso del torrente Nocciara;

11) Tempi e costi: contrariamente a quanto sostenuto da più parti, le somme per la realizzazione del restauro e delle opere limitrofe sono state impiegate razionalmente e ancora non interamente. Il finanziamento PIT è stato utilizzato per la realizzazione ultimata dell’area commerciale, parcheggi e verde. Per quanto riguarda il POR, al 31 dicembre 2009 sono stati utilizzati tre milioni cinquecento ottanta sette euro su nove milioni erogati dal finanziamento totale dei FONDI LIBERATI che ammonta a tredici milioni cento quarantotto euro. Il Totale delle giornate lavorative è di sessantasei, tra agosto 2007, mese in cui sono stati consegnati i lavori, dicembre e gennaio 2009, a causa delle eccezionali condizioni metereologiche sfavorevoli;

12) Calendario: a settembre 2010 inizieranno le operazioni di montaggio delle coperture degli appartamenti della zona Nord della Villa, a gennaio si passerà a quelle della zona Sud, a febbraio e marzo le operazioni di rifinitura, pannelli, passerelle e impianti.