Museo Pitrè di Palermo riapre entro l’anno

PALERMO – I cento anni dell’apertura del museo Pitre’, che dal 1935 porta il nome del suo fondatore, sono stati ricordati oggi a palazzo Steri, a Palermo, dall’assessore regionale dei Beni culturali e del’Identita’ siciliana, Gaetano Armao, dal rettore dell’Universita’ di Palermo, Roberto Lagalla, dalla docente di Etnostoria dell’Universita’ di Palermo, Annamaria Amitrano, dal direttore del Museo etnografico Pitre’, Eliana Calandra e dal docente di Storia delle Tradizioni popolari e Antropologia culturale Aurelio Rigoli.
Giuseppe Pitre’ apri’ il museo, nel 1910, in quattro stanze di di un ex convento in via Maqueda, a Palermo, che ospitava la Scuola dell’Assunta.
“Commemorare Pitre’ – ha detto Armao – e’ doveroso, in quanto con le sue opere ha lasciato un profondo segno nel corpo degli studi etnoantropologici. I musei vanno aperti, e bisogna fare in modo che il museo Pitre’ riapra entro l’anno nei locali ristrutturati accanto alla palazzina cinese”.
In occasione della giornata di commemorazione di Pitre’, Armao ha insediato la Commissione regionale per il registro delle Eredita’ immateriali dell’Unesco, che sara’ presieduta da Aurelio Rigoli e composta da Maria Emanuela Palmisano, Aurelio Pes, Ignazio Buttitta, Rita Cedrini e Patrizia D’Amico.
“La Regione siciliana – ha aggiunto Armao – e’ stata la prima a istituire il registro delle eredita’ immateriali e per questo ha avuto il plauso dalla sede nazionale dell’Unesco, a Roma, e da quella internazionale, a Parigi. La commissione, che durera’ in carica quattro anni, dovra’ curare il registro e ampliare l’elenco delle eredita’ immateriali della Sicilia”.