sabato , Gennaio 23 2021

Regalbuto. Francis: tre lavoratori ottengono verdetto favorevole dal giudice

Si torna a parlare del caso Francis a Regalbuto, nonostante l’azienda ormai da mesi abbia ripreso l’attività. Tre lavoratori, che negli anni scorsi erano stati licenziati da tre aziende del gruppo, hanno ottenuto un verdetto favorevole a seguito delle cause intentate per licenziamento senza giusta causa. Nicola Anzalone (dipendente Tecnojacket) ha ottenuto il reintegro al lavoro e il risarcimento degli stipendi mancati degli ultimi due anni, oltre a un risarcimento all’INPS e al lavoratore per aver lavorato sei mesi senza contratto. Antonia Petronaci e Rosetta Anzalone hanno ottenuto invece un risarcimento danni per il licenziamento ingiusto, rispettivamente dalla Plarise e dalla Tigullio. A queste sentenze potrebbero seguirne presto altre. I 23 lavoratori che non sono stati riassunti dopo la riapertura degli stabilimenti produttivi hanno impugnato i licenziamenti. La stragrande maggioranza di loro aveva partecipato alle proteste per evitare la chiusura degli stabilimenti. Gli stessi ex dipendenti Francis hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Nicosia e all’Ufficio Provinciale del Lavoro di Enna, nel quale informano le autorità giudiziarie di quanto accaduto al momento della riapertura degli stabilimenti produttivi. Secondo i lavoratori l’azienda li ha contattati per riassumerli, ma a condizioni inaccettabili: la decurtazione del 40% dello stipendio e il tempo determintato in luogo di quello indeterminato. “Tutto ciò che lamentavamo nei mesi scorsi si è puntualmente avverato” – ci ha detto Vincenzo Sinagra, rappresentante CGIL per i lavoratori che hanno fatto ricorso – “Avevamo detto che l’azienda chiudeva solo per motivi di convenienza e non perchè mancavano le commesse e c’era la crisi e avevamo ragione. L’azienda si è fermata i primi di agosto e molti stanno già tornando al lavoro, quindi il lavoro c’è e c’è sempre stato”. Naturalmente l’azienda farà valere le proprie ragioni e probabilmente ricorrerà in appello contro le sentenze di reintegro e risarcimento danni.
Maria Cristina Roccella