Regione; Cisl: no a elezioni

PALERMO – “C’è uno strano silenzio, in Sicilia, attorno ai temi dello sviluppo e del lavoro”. Come se la politica, immersa in incomprensibili e tortuose trattative, non si accorgesse, ad esempio, che “il tasso di disoccupazione nell’Isola è al 18%. Che a lavorare, qui, è appena una donna su due. E che il grado di utilizzazione degli impianti produttivi delle imprese, nella regione, non va oltre al 46%”. Esordisce così Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, aprendo, stamani a Palermo, l’esecutivo regionale del sindacato. Un pulpito dal quale ha rivolto un “appello a forze politiche, sociali, d’impresa, enti locali. E in primo luogo al governo regionale”, affinché sia messo a punto in poche settimane un “piano strategico triennale per lo sviluppo” che prenda le mosse dal “duplice presupposto: che la Sicilia affonda e che non servirebbe a nulla un’eventuale avventure elettorale”. L’assise è stata la prima in Sicilia, della Cisl, dopo la “squadristica e incivile aggressione” subita a Torino dal leader nazionale Raffaele Bonanni, in occasione della festa nazionale del Pd. Così attorno a Bonanni il sindacato siciliano s’è stretto con un corale applauso che ha voluto, con le parole di Bernava, manifestare “aldilà della solidarietà, la piena condivisione nostra e del mondo siciliano del lavoro, del progetto politico che ha impegnato in questi anni il segretario generale, nell’ammodernamento e nella riforma delle relazioni industriali italiane”. Modelli ormai obsoleti, commentano alla Cisl Sicilia, non aiutano lo sviluppo così come “non porta da nessuna parte tollerare e anche coprire certo miope antagonismo ideologico”.
L’esecutivo ha indicato il “tetto dei tre anni” con cui la Sicilia deve fare i conti: perché fra tre anni arriverà la scadenza naturale della legislatura; e di tre anni è pure il limite massimo entro il quale vanno spesi i 14 milioni di euro, tra fondi Ue e Fas, che sono le uniche risorse su cui l’Isola possa far leva. Da qui la proposta del piano “dentro un patto di legislatura che abbia fondamenta economiche e sociali”. E anche la richiesta al governatore di riempire di contenuti, mediante il confronto con sindacati e imprese, la manovra correttiva di 600 milioni annunciata dall’assessore all’Economia, Michele Cimino. “Dentro quella cifra, non sappiano cosa ci sia”, afferma Bernava. D’altronde, Lombardo non può esaurire la propria iniziativa in “patteggiamenti politici infiniti quanto autoreferenziali”.