CISL Sicilia: mafia più potente anche se uccide meno

PALERMO – La Cisl Sicilia plaude alle forze di polizia e alla magistratura che stamani hanno portato a termine il più grande sequestro di beni mai compiuto ai danni di un esponente mafioso. Scrive il sindacato che “sconvolge la dimensione del patrimonio accumulato e oggetto del provvedimento, un miliardo e mezzo di euro, ma a sconvolgere e preoccupate di più è la capacità della mafia di investire, condizionare e orientare gli investimenti in un settore strategico e in mercati innovativi quali sono quelli della green economy”. La vicenda, rileva la Cisl, “conferma che la mafia oggi è più potente che in passato e che la sua forza è nei grandi capitali, anche se uccide di meno. Corrompe, costringe, avvelena l’economia con facilità”. Pertanto, “non si può lasciare alle sole forze dell’ordine e ai soli magistrati, questa battaglia. Bisogna poter verificare, con leggi e strumenti ad hoc, la tracciabilità dei movimenti finanziari di pseudo-imprenditori che agiscono con disinvoltura nell’economia locale”. “C’è troppa facilità – osserva la Cisl – nel rilascio di autorizzazioni per impianti eolici e fotovoltaici, in assenza di verifiche sulla reale capacità finanziaria e sui piani d’impresa di chi chiede di investire. Bisogna fermare questo scempio e questo spreco di risorse in un settore strategico per lo sviluppo locale. Ma che necessita di verifiche, controlli. E di un reale collegamento con la rete di distribuzione dell’energia”. Per questo, incalza il sindacato, “Ars, Regione, amministrazioni di vario livello e anche la comunità siciliana, devono risposte di lungo periodo, in termini di uomini, mezzi, iniziative. E di più responsabile consapevolezza civica. La Cisl, su questo fronte, come sempre, farà la propria parte”.