Scuola: manifestazione regionale FLC e CGIL

Palermo – Ci saranno lavoratori della scuola, precari, ma anche delegazioni di altre categorie alla manifestazione regionale promossa per sabato 18 settembre dalla Cgil e dalla Flc per chiedere interventi per il superamento dell’emergenza scuola in Sicilia. Una vertenza che, secondo Cgil ed Flc, “tocca tasti delicati che riguardano non solo l’occupazione, gravemente intaccata dalla politica del governo, ma anche il futuro delle giovani generazioni e il diritto allo studio” e che il sindacato propone come “vertenza sociale di massa”.Da qui l’invito a partecipare alla manifestazione rivolto oltre che agli addetti ai lavori anche a “tutti coloro che sono interessati al futuro dell’isola”. All’appuntamento di sabato- alle 10.30 davanti alla sede del Miur Sicilia (in via Praga)- ci saranno delegazioni da tutta la Sicilia. Alle 12 e’ previsto un incontro con la partecipazione anche di un funzionario del ministero dell’istruzione e di un esponente della Flc nazionale. La Cgil ha chiesto anche la presenza ,oltre che dell’assessore Centorrino, del Presidente della Regione.“Chiediamo una diversa politica della scuola pubblica – dicono in una nota congiunta Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia e Giusto Scozzaro, segretario della Flc regionale- e chiediamo al presidente della Regione di mettere la questione della scuola tra i primi punti dell’agenda politica del governo regionale facendosi protagonista presso il governo nazionale della battaglia per il superamento delle distanze con le altre regioni in materia di istruzione e per ristabilire per i giovani siciliani un percorso di pari opportunita’”. Cgil ed Flc sottolineano “la portata sociale della vertenza: al dramma di migliaia di posti di lavoro che si perdono – rilevano- si aggiunge il venire meno del diritto allo studio nella nostra regione, con conseguenze sociali gravi che si raccoglieranno per tutti gli anni a venire”. Dal venire meno dei corsi per gli adulti, alla negazione dei diritti dei disabili, dalle classi sovraffollate all’esiguo tempo pieno praticato in Sicilia fino agli enormi problemi nell’ambito dell’edilizia scolastica: “e’ questa- sottolineano Maggio e Scozzaro- la scuola reale in Sicilia e non quella del ministro Gelmini. Una scuola – affermano- che gia’ sconta difficolta’ e differenze rispetto al resto del paese e sulla quale e’ impensabile che si possa abbattere una scure come quella decisa dal governo, con un taglio di 12.500 posti tra personale docente e non docente negli ultimi due anni e nuovi tagli in arrivo il prossimo anno scolastico”. Cgil e Flc,, che ieri hanno chiesto alla commissione cultura dell’Ars di portare la vertenza scuola tra i banchi del Parlamento siciliano per assumerla come priorita’ politica, tornano a lanciare un appello al Presidente della regione riguardo una questione che riguarda l’intera collettivita’, il mondo del lavoro, e la possibilita’ di garantire un futuro ai giovani”.