CGIL Sicilia. Fondi FAS occasione per Lombardo per uscire dall’ambiguità
Enna-Cronaca - 01/10/2010
Palermo. “Senza i Fas la Regione non potrà portare avanti alcun piano di sviluppo, questo e’ un dato certo. La vicenda dei fondi negati dimostra ancora una volta l’antimeridionalismo del governo Berlusconi ma al contempo rappresenta un’ottima occasione per Lombardo per dimostrare da che parte sta”. E’ l’opinione della segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio, che aprendo il direttivo del sindacato alla presenza del leader nazionale Guglielmo Epifani ha esortato il presidente della Regione a “uscire dall’ambiguita’”. “La stagione che si apre- ha detto Maggio- pone al Governo regionale tutti i problemi di una situazione economica e sociale in caduta libera. Nei primi sei mesi del 2010 sono andati perduti altri 37 mila posti di lavoro. Lombardo dovra’ fare la sua parte, con le riforme, con la rimodulazione dei fondi europei, con un piano per lo sviluppo e la lotta alla poverta’. Ma in questa parte c’e’ anche a battaglia per ottenere quello che il Governo Berlusconi nega alla Sicilia: dai Fas agli investimenti per la scuola”. Maggio ha detto che “non sara’ sfuggita nemmeno a Lombardo la genericita’ delle recenti dichiarazioni programmatiche del premier sul Mezzogiorno. Il fatto e’ che il governo Berlusconi-ha sottolineato- non ha idea delle condizioni della Sicilia e ancor peggio non intende fare nulla per diminuire la forbice col resto del paese”. La segretaria della Cgil ha comunque sottolineato che “il rigore nelle politiche economiche e finanziarie e’ oggi un obbligo per il governo regionale, ed e’ questo il primo punto che la Cgil intende sollevare in un confronto che chiediamo- ha rimarcato- si apra il piu’ presto possibile”. Quindi piano contro la crisi e lotta alla poverta’ , riforma della pubblica ammistrazione, piani energetico e dei rifiuti, rivisitazione dei fondi Ue guardando alle infrastrutture e al sostegno al sistema manifatturiero: sono questi per la Cgil i punti su cui il nuovo governo regionale dovra’ darsi da fare. Ed e’ rispetto a questi temi che la Maggio ha lanciato anche un appello ad imprenditori ed altri soggetti sociali a “fare ognuno la propria parte”, facendo della battaglia per lo sviluppo della Sicilia un “battaglia condivisa”.“Diciamo con forza- ha sottolinenato l’esponente sindacale che non e’ piu’ tempo di sussidi e di sprechi e che le risorse devono essere utilizzate per creare occupazione duratura”. La segretaria della Cgil regionale ha rilevato che “l’impatto della spesa comunitaria sul Pil, tra 2000 e 2006, e’ stato dello 0,7% annuo mentre quella stessa spesa ha avuto fuori dalla regione un impatto del 21% . Subiamo pure il paradosso-ha sostenuto Maggio- di risorse spese in Sicilia che producono crescita altrove”. Maggio guarda anche al territorio per dire che “welfare e sistemi delle tariffe esigono una politica coerente e una programmazione regionale in stretto raccordo con i
territori”. E poi la partita del federalismo fiscale “con i tempi della definizione dei costi standard sempre piu’ vicini – ha sostenuta la leader della Cgil- ed enormi preoccupazioni per quanto riguarda istruzione e sanita’, comparti o in crisi, il primo, o che non hanno esaurito i loro problemi, il secondo”. E in conclusione ancora una stoccata al governo Berlusconi: “Ha mai fatto un viaggio in treno in Sicilia? Lo faccia prima di promettere alcunche’. Venga pure a vedere in che condizioni e’ la scuola pubblica e la smetta con la manfrina del Ponte sullo Stretto: i siciliani hanno bisogno di cose concrete e non di opere inutili e di fumo negli occhi”.