martedì , Aprile 13 2021

Megadiscarica Dittaino: Ditta Catanzaro si ritira. Procura Nicosia apre inchiesta. On.li Galvagno e Termine (Pd): sconcerto per parole di Catanzaro

“Lo Stato a Enna si è arreso a pochi capipopolo che hanno solo l’interesse a intercettare appalti, voti e clientele. Il progetto ha superato 16 esami”. E’ la dichiarazione “bomba” sulla “bomba – megadiscarica a Dittaino”. Dichiarazione rilasciata al giornalista Giacinto Pipitone del quotidiano Giornale di Sicilia di Palermo, che oggi titola: “Catanzaro: stop al progetto di un impianto nell’ennese – cancellato investimento da 48 milioni: troppi interessi oscuri nella zona”.

L’imprenditore ha annunciato che non è più interessato ad investire a Dittaino, un progetto che avrebbe creato 120 posti di lavoro durante la realizzazione del cantiere e 60 stabili a regime.

Il Gruppo Catanzaro accusa l’opposizione politica del PD, dal senatore Mirello Crisafulli ai deputati all’ARS Elio Galvagno e Salvatore Termine, secondo i quali in quel territorio di 45 ettari, culla delle lavorazioni artigianali (fra cui la famosa pagnotta), non su può realizzare nulla che abbia a che fare coi rifiuti.

Giuseppe Catanzaro, titolare del Gruppo e che è anche vice Presidente regionale di Confindustria, continua. “Quel territorio è destinato a subire per sempre l’azione di chi tutela imprese che si muovono in ambienti poco chiari. Qualcuno ha paventato un rischio Campania ma l’unica cosa che vedo in comune con la Campania sono gli interessi opachi che si celano dietro certi capopopolo con la cravatta a righe”. Catanzaro individua una strategia agli ostacoli di questi ultimi giorni: “Noi andiamo via. A si sappia che lì può essere realizzata una vera discarica. L’ordinanza del 2004 ha concesso le autorizzazioni a un progetto che un gruppo di imprese avrebbe dovuto realizzare nell’ambito del sistema che prevedeva i termovalorizzatori. In quel gruppo di imprese c’è anche l’Altecoen dei Gulino, uno dei quali ha avuto problemi per inchieste sui suoi rapporti con la mafia”.

Continua Catanzaro: “Il progetto ha superato in tre anni 16 esami di altrettanti istituzioni, ottenendo tutte le autorizzazioni che garantiscono il non inquinamento. Sempre più duro nelle dichiarazioni Catanzaro: “Vedrete, ad Assoro arriverà che realizzerà una vera discarica. Ed allora certi capopopolo faranno come le scimmie: non vedo, non sento, non parlo”.

Catanzaro fa presente ed assicura che “continueremo a fornire alla popolazione ed ai suoi rappresentanti tutte le informazioni pur in un contesto nel quale pochi ‘noti politicanti’ hanno il potere di decidere chi può fare cosa e chi no. Vale la pena ringraziare però i politici e semplici cittadini che in questi giorni ci hanno manifestato vicinanza”.
  

Assoro. Il procuratore capo della Procura della Repubblica di Nicosia (competente per territorio), Fabio Scavone, ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul progetto di costruzione della mega discarica nella Valle del Dittaino. Negli uffici comunali assorini visita dei carabinieri della Compagnia di Enna. La Procura vuole accertare se nel rilascio delle autorizzazioni del comune di Assoro, della provincia e del Genio civile di Enna siano state rispettate le norme a tutela dell’ambiente o se esistano vincoli sull’area di cui non è stato tenuto conto.  La Procura ha già acquisito copia delle autorizzazioni. Non si è trattato di sequestro ma di acquisizione di copie, sembra a seguito di una denuncia presentata da alcuni imprenditori.

Il progetto all’assessorato regionale Territorio e Ambiente è stato approvato in soli 11 mesi dalla presentazione, le autorizzazioni di competenza degli Enti locali sarebbero state rilasciante in soli 2 mesi. La richiesta è stata depositata alla Regione nel giugno del 2009, approvata nel maggio di quest’anno e pubblicata a luglio sulla Gazzetta ufficiale della regione siciliana.

“Prendiamo atto positivamente della rinuncia del Gruppo Catanzaro a realizzare la discarica a Dittaino, nel luogo certamente meno idoneo tra quelli che un territorio ampio come la provincia di Enna avrebbe potuto offrire”. Così Elio Galvagno e Salvatore Termine, deputati regionali del Pd, che proprio ieri avevano chiesto con forza all’Assessorato regionale uno stop al Decreto, per verificare la legittimità dell’iter autorizzativo, ma soprattutto per segnalare “l’inopportunità nella scelta del sito”.

Destano sconcerto le dichiarazioni di Catanzaro – dicono i deputati del Pd – che invocano, assumendosene tutte le responsabilità, l’ombra di interessi di “pochi capipopolo” parlando indiscriminatamente di una posizione che in questi giorni è stata espressa da tante forze sane di questo territorio. I sottoscritti sono ben distanti dall’essere gli ultimi “disperati della politica” , lontani dal volere alimentare polemiche all’interno del PD sollevate in questi giorni, volendo invece ribadire che non vi è da parte nostra alcuna opposizione pregiudiziale al progetto, che considereremmo assolutamente valido se realizzato in tante altre porzioni dello stesso territorio ennese. Pregiudizio, infondato quanto grave nei toni, che invece emerge dalle parole di Catanzaro nei confronti di chi da anni opera in provincia di Enna cercando di affermare con altrettanta forza principi di legalità e trasparenza, restando distante da qualunque rapporto con interessi economici o clientelari. D’altra parte si potrebbe rilevare che il progetto a cui si fa riferimento parte nel 2007, quando era ancora Governatore della Sicilia Totò Cuffaro. Il nostro – continuano Galvagno e Termine – non è un no tout court alla realizzazione di discariche e allo stesso progetto dei Catanzaro, come si sta cercando di affermare nel tentativo di facili strumentalizzazioni, ma un aperto dissenso all’irrazionale destinazione scelta in questo caso, proprio in un luogo ad alta valenza produttiva ed ambientale.

Ci auguriamo che questa vicenda sia da monito per chi pensa di utilizzare la centralità della Provincia di Enna solo per progetti che rischierebbero di aggravare il suo isolamento e la sua marginalità, e non piuttosto per valorizzare le enormi potenzialità che offre un territorio come il nostro, e che potrebbe davvero rappresentare il volano per rilanciare lo sviluppo delle aree interne dell’isola, che certamente non viene aiutato da eventuali faide interne a Confindustria, alle quali lo stesso Catanzaro fa riferimento.  E’ chiaro tra l’altro concludono Elio Galvagno e Salvatore Termine che gli enti locali e regionali preposti al rilascio delle autorizzazioni, anziché consentire che progetti come questo, che hanno riflessi forti sulla vita delle comunità locali, vengano approvati sottotraccia e nel silenzio generale, hanno il dovere di individuare tutti i luoghi possibili per coinvolgere cittadini e forze sociali, che soli hanno titolo per decidere cosa è meglio per il proprio territorio e per un  suo corretto sviluppo”.