Scalpore in tutta Sicilia per la chiusura del bar di Barrafranca per omertà

Barrafranca. La chiusura, anche se per cinque giorni, del Bar dove poco distante è avvenuto l’omicidio dell’emigrante barrese, Maurizio Marotta,32 anni, ha destato parecchio scalpore in tutto il territorio siciliano perché è la prima volta che su segnalazione del comitato provinciale per l’ordine pubblica e la sicurezza, un sindaco,in questo caso, Angelo Ferrigno, emette ordinanza di chiusura di un locale pubblico, sostanzialmente perché il suo proprietario si è rifiutato di dare indicazioni ai carabinieri di Barrafranca su quella che è stata la dinamica dell’omicidio di Maurizio Marotta, tornato di recente da Colonia, dove lavorava, ed il ferimento del fratello Gaetano. Un atteggiamento omertoso quello del titolare del bar di viale della Repubblica, che non è stato, per l’occasione, un caso isolato perché i carabinieri nell’iniziare le indagini si sono trovati davanti ad un autentico muro di gomma, perché tutti hanno glissato dietro “non ho visto niente” e l’unico che abbia dato indicazione sul killer, che si ritiene essere un professionista venuto probabilmente da lontano, è stato il fratello Gaetano, ferito da una gamba, il quale ha detto che il killer indossava una tuta da meccanico ed un passamontagna.
Non è la prima volta che un fatto di questo tipo accade a Barrafranca, perché anche nel caso dell’omicidio di Francesco Ferreri, avvenuto nel dicembre del 2005, l’attuale comandante dei carabinieri di Barrafranca, Epifanio Giordano, assieme ai suoi collaboratori, nel cercare di ricostruire la giornata del piccolo Ferreri, prima del rinvenimento in una vallecola di contrada Bessima, si è trovato davanti il silenzio omertoso e colpevole di tantissime persone, che preferivano stare zitte, invece di aiutare la giustizia a fare il suo percorso per cercare di arrivare all’identificazione dell’autore dell’omicidio. Allora furono lanciati degli appelli, finiti nel vuoto, ed oggi, a distanza di cinque anni, non si riesce a risolvere il caso e ad identificare l’assassino del piccolo Francesco. Anche negli anni ’60 quando infuriava la guerra di mafia tra le famiglie Gulino e Raspa con tantissimi omicidi, avvenuti a Barrafranca, nessuno interpellato collaborò con le forze dell’ordine. Vero è che il campo delle indagini, nell’omicidio di Maurizio Marotta, si è allargato perché il soggetto era attenzionato anche dalla polizia di Colonia, vero è che probabilmente si tratta di un omicidio di mafia, ma è anche vero che coloro che hanno visto, perché si trovavano nel viale della Repubblica al momento dell’omicidio, hanno preferito stare zitti, non aiutare la giustizia.